Villa Ottelio Savorgnan sul fiume Stella ad Ariis di Rivignano

Alcune BASSEZZE d’ogni genere e specie, locali, nazionali e internazionali: morali (GARLASCO, TRIESTE), estetiche, comportamentali e nelle relazioni (tipologie diverse di RINGRAZIAMENTI UFFICIALI), politiche, sociali (CAPORALATO), internazionali (l’ABOMINIO di GAZA), economiche (DAZI), culturali (WOKE e CANCEL CULTURE), sport (TOUR de FRANCE)…

Bassezze. Potrebbe essere il titolo del pezzo tout court senza altre specificazioni. Ma son costretto a mettere più cose nel titolo, altrimenti non è attrattivo o incuriosente.

RINGRAZIAMENTI UFFICIALI

Parto con questo tema, suggeritomi da un caro e professionalmente qualificato amico. Ciò che di seguito racconto è avvenuto recentemente: a una mostra inaugurale di un servizio Rai 3 del Friuli Venezia Giulia si sono sentite solo citazioni di potenti, politici e affini. Solo i potenti interessano ai cronisti, basta che siano tali, li si intervista, li si cerca, li si coccola… Non ci si è peritati di citare alcun altro che abbia avuto un ruolo peraltro fondamentale nella progettazione e nell’allestimento della mostra, anzi indispensabile, in detta iniziativa: grafici, art director, ghostwriter etc.. Lavoratori! Sono lavoratori non-potenti, e dunque non occorre citarli.

La piaggeria del giornalismo contemporaneo, al servizio dei potenti e dei politici, è inossidabile e assai diffusa.

(l’uomo)

Lo stesso amico mi autorizza a pubblicare la lettera inviata al committente.

“Spett.le redazione RAI, mi ha fatto molto piacere, come curatore della mostra “IERIMO. SEMO. SAREMO” dell’AGM, il vostro servizio sui RAI 3 Regionale della stessa. Mi è invece un po’ dispiaciuto che non sia mai stato citato il curatore, non per chissà quale vanità, ma penso innanzitutto per una questione di sintassi giornalistica, se non altro per capire chi fosse quell’individuo a fianco dell’assessore regionale e del presidente dell’associazione. È un minimo di correttezza e completezza dell’informazione, senza la pretesa di cambiare il destino dell’umanità (e tantomeno quello dei curatori). Cordialmente

(omissis)”  

Altro episodio analogo: cena in Friuli Venezia Giulia con rappresentanti istituzionali, per festeggiare la vittoria di una squadra locale in un torneo internazionale. Le persone delle istituzioni vengono servite con la dovuta e normale dignità (posate metalliche e bicchieri di vetro); i “servi della gleba” (genitori, giovani atleti) con posate di plastica.

Nonostante ciò che sto raccontando, non bisogna dimenticare le positività, che spesso, invece, sono omesse dai media in quanto non generano audience. E allora, sempre da parte dell’amico di cui sopra riporto un episodio positivo, di grande umanità.

Mia figlia V. terminerà – con soddisfazione, referenze positive e un invito a ritornare lì – il suo stage di 6 mesi in una farmacia a Borgo PO, quartiere in di Torino. Posto frequentato da ricchi e da vip snob, tra cui Luciana Litizzetto… Tra i frequentatori anche un signore con un tumore terminale al pancreas, dalla cui situazione V. era stata colpita, per gentilezza, umanità e fiducia nei loro confronti (in un periodo in cui tutti sanno tutto di tutto). Negli ultimi tempi veniva accompagnato dalla compagna. Ieri è arrivata solo lei, a portare il saluto alla farmacia del compagno che non c’è più. Ci teneva a ringraziare i farmacisti (e la tirocinante) perché lì aveva trovato cortesia, ascolto e quella continuità di PRESENZA UMANA che ormai latita spesso negli ambulatori e negli ospedali. V. era sinceramente commossa per questo. E l’esperienza in farmacia, in un inatteso ambiente positivo di lavoro, le ha fatto capire e sentire come il lavoro sia una questione non solo tecnica, ma soprattutto di relazioni buone.”

Minima Moralia: a) i lavoratori sono trasparenti, non esistono, b) bicchieri di cristallo e bicchieri di plastica: Il ricevimento è di due livelli, per i grandi e potenti, che hanno diritto ai bicchieri di cristallo, mentre i poveri devono accontentarsi di bicchieri e piatti di plastica da buttare…

Negli ultimi trent’anni solo per sette vi è stato un Presidente del Consiglio politico, mentre per ventitre, no. C’è qualcosa che non va, evidentemente.

Gramsci scriveva che quando non si hanno argomenti per combattere un avversario politico lo si descrive come una canaglia. Dispiace dirlo, ma è ciò che stanno facendo dall’autunno del 2022 AVS (di Bonelli e Frate Janni ricordo solo insulti), molti del PD (Elena – non Elly parbleu! – Schlein ha chiamato Meloni “Presidente del coniglio” e “serva di Trump”, e la Elena von Switzerland and of the United States of America, che – da segretaria del secondo partito italiano e primo dell’opposizione – a mio avviso non ama l’Italia, è la più gentile), il Movimento 5 Stelle (basta ascoltare una Maiorino, che basta e avanza, o il tremendo che-paura-Ettore Licheri, cui un giorno o l’altro – per l’iraconda modalità espressiva – gli scoppierà una vena del collo), Renzi che ha definito Meloni “statista della Garbatella”…

Circa i portavoce della maggioranza, a volte enfatici laudatores degli indubbi successi di Meloni, in qualche modo (forse, caro lettore, per te incredibile, forse, ma qualcuno conoscendomi… qualcosa sono riuscito a fare direttamente, senza che i rappresentanti regionali del Governo lo sappiano, perché non mi conoscono e anche perché non sono della loro parrocchia) hanno abbassato i toni ultimamente, o no? Osserva caro lettore le movenze e il linguaggio attuali di costoro, e confrontale con quelli di un paio di mesi fa se li ricordi (di Montaruli ad e.). A volte, nella vita, si porgono gratuitamente consigli non richiesti, ehe eh. Nel mio caso, aujourd’hui, per pura generosità social-patriottica. Senza dirlo in giro, come nell’immagine sottostante.

(who is he?)

Non sto più guardando telegiornali serali per queste ragioni e mi sento sollevato dal non ascoltare più le laudationes di una parte (i/le peones governativi/e) e gli insulti dell’altra (le prime, le seconde e terze linee dell’opposizione). Lo dico dalla mia indefettibile posizioni di uomo di sinistra non rappresentato da alcuna forza politica della sinistra attuale.

Altre bassezze si rilevano nel dibattito sulla riforma della magistratura, dove qualcuno (una on. Serracchiani) rileva il cambiamento di opinioni del ministro Nordio, che trent’anni fa da PM non credeva alla separazione delle carriere tra Procure e Giudici, e ora vuole fare la riforma della giustizia in questo senso, ma non ricorda che nel proprio Congresso del 2019 (parlo del PD) e anche prima con molti interventi ci si era impegnati per la divisione delle carriere. Onestà intellettuale e buona memoria a farsi benedire.

GAZA

Non ripeto ancora la mia insignificante (per peso politico, non per rilevanza morale) condanna dell’abominio in corso perpetrato da Netaniahu.

Rilevo però, ancora una volta, la disonestà intelletttuale di chi non ricorda, mentre rivendica lo Stato di Palestina, che per desiderare correttamente una struttura statuale per il Popolo Palestinese (sulla cui definizione e storia bisognerebbe approfondire molto), bisogna che Hamas (che usa i Palestinesi come scudi umani), l’Iran e accoliti tolgano dalle loro Carte dei Principi o Costituzioni il principio della distruzione di Israele.

Anche quell’ometto che è il presidente dei Francesi, debolissimo in Francia e galletto all’estero, dovrebbe ricordarselo. E anche l’ONU e i suoi funzionari più o meno antisemiti e ignoranti (tipo Francesca Albanese, difensore di un mondo che uccide e picchia gli omosessuali, le donne, i Drusi, che sono difesi da Israele, e i Curdi). che invito a studiare umilmente la storia contemporanea del Vicino Oriente almeno dalla Dichiarazione Balfour. E soprattutto la storia di Arafat e dell’OLP dell’ultimo mezzo secolo.

Voglio dire che non tutti i “progressisti” (sé dicenti o ritenuti tali dal mainstream) sono persone perbene.

UCRAINA

Putin e Trump non sono due belle persone ed è anche per questa ragione che “si prendono”. Non sto qui a dire ciò che tutte le persone pensanti e ragionevoli sanno: cessate i fuoco, tregua (una volta si diceva armistizio), pace. Anche qui con equilibrio, garantendo la sicurezza agli aggrediti Ucraini e anche ai Russi. L’Occidente deve darsi una regolata senza iattanze anglosassoni.

GARLASCO e TRIESTE

A mio avviso questi due orribili fatti di cronaca nera, per come sono stati condotti dalla giurisdizione, mostrano con evidenza la necessità di riformare il sistema: Procure che inquisiscono, Giudici “terzi” e che emettono le sentenze; dopo il primo e il secondo grado di giudizio stop, fine, senza la possibilità di ricorso in Cassazione se non per ipotesi di vizi di forma: a Garlasco forse non avremmo ora il non-omicida in carcere (Alberto Stasi) e gli omicidi (al plurale) in libertà, anche se mi pare che la nuova indagine stia incalzando alcune persone. Temo che anche altri casi molto mediatizzati degli ultimi due decenni non abbiano individuato i veri colpevoli di omicidi singoli e multipli. Non sto a ricordare il ruolo confusivo dei media globalmente intesi, ad alcune strampalate tesi avvocatizie e ad atteggiamenti di parenti (non apprezzo l’atteggiamento dei genitori della ragazza) e amici vicini e lontani nel tempo e nello spazio.

Personalmente penso che vi siano seri dubbi anche sui casi Yara-Bossetti e strage di Erba. Mie legittime opinioni da semplice cultore della materia, ma costantemente informato con cura.

A Trieste, invece, si vive da tre anni e mezzo la tristissima vicenda “Liliana (detta Lilly) Resinovich-Visintin” (si tratta del signor Sebastiano, affezionato e bulimico esibizionista televisivo, ora indagato per omicidio, dopo che per tre anni anche la Procura ha ipotizzato un impalusibile suicidio della povera e gentile donna nostrana). C’è da augurarsi che la vicenda abbia una svolta chiarificatrice, finalmente. Anche qui gli avvocati non stanno facendo una gran figura, e gli opinionisti e i conduttori televisivi, e anche gli altri attori principali della ingarbugliata storia.

Anche il caso di Pierina Paganelli è assai nebbiosamente ambiguo su cui i talk show televisivi, pessimi i conduttori, e gli interventi degli opinionisti, che sono una orribile categoria di deuteragonisti, incentivano la confusione, spesso mostrando una disonestà intellettuale evidente. Non ammiro per nulla figure come quella dell’ex comandante dei RIS di Parma, che da inquirente si è riconvertito a consulente, o criminologi come l’onnipresente Bruzzone o giornalisti di nera come il Massimo Lugli, che usano toni e modi molto arroganti. Per me insopportabili.

Molto più preparati e intellettualmente onesti osservo, e ascolto pure quando ho tempo, alcuni youtuber, che stanno probabilmente surclassando in qualità le reti televisive ufficiali, pubblica e private, anche se a volte è fastidiosa questa loro ricerca di far iscrivere più ascoltatori (ne comprendo il senso commerciale) e di sollecitare più “like”. Viviamo anni in cui il compiacimento per l’approvazione la fa quasi da padrone. Cuoricini, like, emoji di tutti i generi e specie sono ragion sufficiente di successo autopercepito. Pena. Assai molta pena provo.

CAPORALATO

Non sono convinto che enti di controllo, sindacati e istituzioni abbiano fatto e stiano facendo ciò che gli spetta per troncare questo tipo di feroce sfruttamento dei lavoratori. E non solo per il braccio mozzato di Satman Singh portato davanti a casa del lavoratore da tal Lovato (mi vergogno che sia di origine friulana), ma per una tragica mancanza di impegno.

So per esperienza, per studi e relazioni (in questa fase della mia vita lavorativa la sicurezza del lavoro è uno dei temi in cui mi impegno più assiduamente presiedendo diversi Comitato etici aziendali, i quali si occupano di sicurezza per il 70% della loro attività), che si può fare, se si vuole, che si può equilibrare il rapporto tra diritti e doveri sul lavoro, e che dove questo rapporto non viene rispettato chi di dovere può e deve intervenire. E’ evidente che vi devono essere le risorse necessarie disponibili, ma a volte ci si nasconde dietro alla carenza di risorse per limitarsi al compianto del “povero lavoratore” morto sul lavoro.

I sette operai bruciati nel 2007 alla Thyssen Krupp e i cinque morti sui binari di Brandizzo due anni fa, sono ancora simboli di una situazione che persiste nella sua gravità.

Tutte le aziende dovrebbero dotarsi di un Codice Etico da rispettare senza eccezioni e di un Organismo di vigilanza autonomo e attento. Il Decreto legislativo che prevede questo Modello di Organizzazione e Gestione del lavoro non è… obbligatorio. Paradossale. Mi consta che le ditte che hanno adottato hanno nettamente migliorato tutto il loro approccio organizzativo e di gestione del personale. Diritti&Doveri coniugati con equilibrio, non solo dirittismo da manifestazione generica.

Ad esempio, proprio mentre stavo ieri considerando con un collega che forse qualcosa di positivo sta accadendo, arriva la notizia dei tre operai morti cadendo da un cestello sollevatore in cantiere a Napoli. Caduti da venti metri. Cercherò di documentarmi, perché so che vi sono sicuramente responsabilità nell’approntamento del cantiere e delle misure antinfortunistiche, a partire dalla documentazione e dalla formazione di tutta la filiera di comando ed esecutiva del cantiere, risalendo fino ai legali rappresentanti, dal primo committente in giù.

DAZI

Non sono un esperto economista o di scienza delle finanze. Ciò che mi interessa dire è che – pure se importanti – i dazi non possono essere il focus dell’economia, la quale ha invece al suo centro la produzione sana di beni e servizi, possibilmente eccellenti e nel rispetto dei diritti di tutti, con particolare attenzione ai diritti dei lavoratori, che sono sempre i meno tutelati. Solo a queste condizioni possono essere venduti e acquistati nel rispetto di un’etica generale condivisa.

WOKE&CANCEL CULTURE

Di queste bassezze non riprendo a trattare, poiché lo ho già fatto molte volte e stamane mi annoia parlarne ancora.

TOUR de FRANCE

Dopo avere letto le cronache e i commenti sulla tappa 19 del Tour del France 2025, ho ritenuto opportuno scrivere al Direttore della Gazzetta Sportiva, mia lettura ricreativa a metà del giorno

“Buongiorno Direttore, sono un quotidian lettore della rosea. Quando mi concedo la pausa meridiana, scompaio al mondo in compagnia della Gazzetta. Ho sempre apprezzato la cura e la bravura dei giornalisti gazzettiani. Ero bimbo che mi nutrivo dei grandissimi Raschi, Brera e Roghi, e più tardi dei Gregori, poeti. E basta. Non ho fatto a tempo a leggere Buzzati, ma lo ho trovato in altre carte. Una piccola critica però gliela debbo fare: sul ciclismo trovo che il suo giornale è “pogacariano” all’ennesima potenza, esaltandolo cotidie, dopo la ottima cronaca, con giudizi iperbolici che a me paiono spesso esagerati. Di contro trovo che, soprattutto nei giudizi, il racconto su Jonas Vingegaard sia spesso, non solo ingeneroso (non ci fosse Tadej da Komenda, a due passi a da casa mia, Jonas avrebbe vinto altri tre Tour etc., ma i se non contano mai, detto in pura logica aritotelico-tommasiana), ma anche ingiustamente critico. Sarebbe bene che ogni tanto si rilevasse in positivo l’umiltà di questo grande campione scandinavo e i non latenti modi di arroganza che spesso Pogacar ci eroga. Gli auguro ogni bene, ma stia attento che quando anche lui, come natura insegna, declinerà, si troverà di fronte il compenso che attinge sempre gli ex grandi un po’ arroganti. Con la mia stima e auguri di salute e buon lavoro”.

Bassezza di poco conto? Bassezza, comunque, a mio avviso.

BASSEZZE d’ogni ordine e grado, d’ogni genere e specie, d’ogni livello di gravità o di stupidità, continuano a proliferare in un mondo complesso, dove bene e male continuano a intrecciarsi e a combattersi tramite gli esseri umani.

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