Villa Ottelio Savorgnan sul fiume Stella ad Ariis di Rivignano

Di solito un sito web rappresenta innanzitutto l’autore. In questo caso desidero chiarire che ho cercato e cerco di avvicinare la mia esperienza alle esperienze e alle storie degli altri, di coloro che conosco, e anche di quelli che non conosco e non incontrerò mai, ma che mi leggono ogni giorno. E non sono pochi: dal Canada alla Nuova Zelanda, ma soprattutto in Italia e in Argentina, che è una “seconda Italia”. Perché ogni esperienza di vita è unica e nello stesso tempo fortemente analoga a quella di chiunque altro, nella gioia e nel dolore che si intervallano nella vita. Un saluto e un abbraccio a ognuno che apre questo blog.

“Gentile Lettrice, Caro Lettore,
La filosofia è un sapere antichissimo e moderno che serve a riflettere sul senso della vita e delle cose;
serve a inquadrare temi e problemi con logica e chiarezza;
serve quando si sta bene e, anche di più, quando si sta male;
serve a tutte le età;
serve per la ragione e per il sentimento;
serve…
Se vuoi, se ne senti il bisogno puoi scrivermi (eagle@qnetmail.it)
o telefonarmi (339.7450745), anche per fissare un incontro”

PhD Prof. Dott. Renato PILUTTI,
Filosofo pratico (ex L. 4/2013, Associazione nazionale
per la Consulenza filosofica Phronesis) e Teologo

Papa Leone XIV parla dell’uomo che vuole essere Dio e tratta i suoi simili come merce: l’esempio di ciò, le sue ragioni, le cause e gli effetti di fondo, sono i 117 morti annegati nelle fredde acque mediterranee in questi giorni. E lo sono i morti ammazzati in battaglia ucraini e russi, soldati (+ di 1000 al giorno) e civili, da quasi quattro anni fa quasi un milione di morti per “conquistare” – da parte di Vladimir Vladimirovic Putin – un territorio più o meno pari alla superficie del Nordest italiano (forse che c’è qualche manifestazione con le bandiere di questi popoli sofferenti da qualche parte?), oppure, ancora, le centinaia di migliaia di morti del Sudan, e in altre cinquanta e più situazioni di conflitto sul pianeta Terra, l’orrore di Gaza compreso. Il presepe, con la scena della crocifissione e quella della resurrezione di Cristo, è il principale simbolo della Cristianità. Il simbolo e l’analogia, da Tommaso d’Aquino a Cornelio Fabro. Nel 1223 Giovanni di Pietro di Bernardone, assisiate, frate Francesco, o san Francesco, Patrono di tutte le Italiane e di tutti gli Italiani, volle rappresentare la nascita di Gesù nell’eremo di Greccio. Per ottocento anni il presepe è stato il simbolo, nelle famiglie, nei paesi e nelle città cristiane, di quel lontano evento che ha cambiato la storia del mondo. Oggi apprendiamo che in molti luoghi viene contestato, vilipeso, abolito. Chi lo fa non conosce la storia, né le religioni, oppure per opportunismo cerca di titillare settori che potrebbe convenire farsi amici e potenziali elettori. Eppure io so che ai musulmani che conosco il presepe non dà alcun fastidio, perché considerano Gesù un grande profeta, e sanno che Maria è ampiamente citata (più di Fatima e di Kadijia) dal Corano nella Sura 4. Ecco allora che, nei casi più clamorosi c’è un islamista che spacca Gesù Bambino come a Brescia, ma in quelli peggiori c’è l’autocensura di amministrazioni che tolgono le figure della Famiglia di Gesù (a Bruxelles nella sede dell’Unione Europeo c’è un presepe con le figure della Sacra Famiglia senza faccia)… oppure, in un caso si presenta un presepe senza san Giuseppe, in un altro caso che sarebbe pittoresco se non fosse vergognoso, quello di una parrocchia di Avellino dove don Vitaliano Della Sala mette una “gesù bambina” nella mangiatoia… Ha nulla da dire il suo vescovo? No pasaràn
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