Villa Ottelio Savorgnan sul fiume Stella ad Ariis di Rivignano

Di solito un sito web rappresenta innanzitutto l’autore. In questo caso desidero chiarire che ho cercato e cerco di avvicinare la mia esperienza alle esperienze e alle storie degli altri, di coloro che conosco, e anche di quelli che non conosco e non incontrerò mai, ma che mi leggono ogni giorno. E non sono pochi: dal Canada alla Nuova Zelanda, ma soprattutto in Italia e in Argentina, che è una “seconda Italia”. Perché ogni esperienza di vita è unica e nello stesso tempo fortemente analoga a quella di chiunque altro, nella gioia e nel dolore che si intervallano nella vita. Un saluto e un abbraccio a ognuno che apre questo blog.

“Gentile Lettrice, Caro Lettore,
La filosofia è un sapere antichissimo e moderno che serve a riflettere sul senso della vita e delle cose;
serve a inquadrare temi e problemi con logica e chiarezza;
serve quando si sta bene e, anche di più, quando si sta male;
serve a tutte le età;
serve per la ragione e per il sentimento;
serve…
Se vuoi, se ne senti il bisogno puoi scrivermi (eagle@qnetmail.it)
o telefonarmi (339.7450745), anche per fissare un incontro”

PhD Prof. Dott. Renato PILUTTI,
Filosofo pratico (ex L. 4/2013, Associazione nazionale
per la Consulenza filosofica Phronesis) e Teologo

C’è il “demonio” a Garlasco, oltre a molta corruzione in alcuni enti pubblici di controllo (inchieste Clean 1,2,3 a Brescia): l’omicidio della dottoressa Chiara Poggi è il blasfemo sacrilegio di Garlasco: turpitudine, crudeltà, abiezione “umane”, in tre punti: a) l’orribile vicenda del 13 agosto 2007: una ragazza di 26 anni massacrata a casa sua; b) un innocente in carcere da quasi 11 anni, già unico indagato fin dai tristissimi fatti del 2007, che è il dottor Alberto Stasi; c) un predatore assassino colpevole, libero da 19 anni, chi è?, è forse l’attuale indagato quasi imputato? Oramai, nonostante molto presto dovrà presentarsi davanti a un Giudice, il signor Sempio viene annunziato come ospite nelle TV nazionali, come fosse un attore o un intellettuale di grido: sta diventando un divo televisivo prima di avere fatto i conti con la Giustizia, un uomo inabile ad avere rapporti con le donne, purtroppo per lui. Proviamo ad utilizzare la logica aristotelico- tommasiana (mediante il principio di non-contraddizione) ed hegeliana (mediante la dialettica) per dirimere le questioni processuali (condanna del dottor Alberto Stasi e processo al signor Andrea Sempio) legate all’omicidio tra accuse e confutazioni, evitando e superando le trivialità (come suggerisce Karl Popper) dei processi e della condanna passata in giudicato e dei suoi indefessi laudatores social, per il primo, e svolgendo con cura le indagini e il processo del secondo, fino alla scoperta della verità. Un’ultima considerazione sintetica (scandalizzi pure qualcuno!… o magari ispiri qualche analista, laico, togato o ordinato che sia): e se nella tragica vicenda c’entrasse colui che ci è nemico da sempre, l’omicida, il blasfemo, l’ingannatore, l’angelo oscuro intelligentissimo, lo spirito malvagio che-è-nell’aria, il separatore (letteralmente il “dià-bolos”), considerate le ampie attestazioni in tema presenti nella biografia, cioè negli scritti e nei detti dell’imputato, vale a dire il “demònio”? Spero che alla fine la verità processuale corrisponda alla verità fattuale, cioè alla “verità” per eccellenza. E ricordo a chiunque si ritenga offeso da questa ricostruzione che l’articolo 21 della Costituzione della Repubblica Italiana riconosce il diritto di analisi e di critica su qualsiasi argomento da parte di qualsiasi cittadino
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Tutti gli “imperi” prima o poi declinano e poi si spengono – più o meno rapidamente – e alla fine terminano il loro dominio sui loro popoli, su quelli “conquistati” nel tempo e in vari modi, e finisce anche il condizionamento su altri. Propongo un esempio: come una “grandeur” ritenuta dai suoi orgogliosi abitanti immortale, quella della Francia, declina, analogamente a tutte le cose umane, che sono ontologicamente caratterizzate dalla soggettiva temporalità e dalla obiettiva finitezza. Emmanuel Jean-Michel Frédéric Macron, e prima di lui Jacques René Chirac, François Maurice Adrien Marie Mitterrand, il generale Charles André Joseph Marie de Gaulle, Léon Blum, Carlo Luigi Napoleone Bonaparte (Napoleone III), Napoleone Bonaparte (che era Italiano!), Maximilien-François-Marie-Isidore de Robespierre, re Luigi XIV Borbone, re Francesco I Angouleme Valois, Filippo IV il Bello, e cito solo i maggiori tra i capi della Francia (ho citato anche quello attuale, Macron, che non annovero – soggettivamente – tra i maggiori, ma tra i mediocri), si sono sempre creduti dei Luigi IX Capeto, il re unto del Signore, santo, radicale antisemita medievale, credenti o atei che fossero, quasi fino a Vercingetorige re degli Arverni, i Galli di Francia. Consideriamo dunque sia i meriti sia la superbia dei Francesi e della Francia, una delle maggiori Nazioni d’Europa e del mondo. Un problema generale è che pochissimi, al di là degli addetti ai lavori (storici, politologi e diplomatici), studiano la storia: se i grandi del mondo che nel 1919 decisero di affamare la Germania (che militarmente – ricordiamolo – non era stata sconfitta), cioè 80 milioni di tedeschi, il popolo più numeroso d’Europa, contro le opinioni di Sir John Maynard Keynes, consigliere economico inascoltato da Lloyd George, dal Presidente francese Georges Clemenceau al Presidente americano Woodrow Wilson, fino al nostro Vittorio Emanuele Orlando (che aveva già le sue “gatte da pelare” in Patria dove stavano nascendo i “Fasci di combattimento” dello sciaguratissimo Benito), avessero studiato la storia di Roma antica, quando i Romani affamarono Cartagine dopo la Prima Guerra punica provocando la Seconda e il rischio che Annibale distruggesse l’Urbe, forse il germe del nazismo non avrebbe partorito il mostro hitleriano e favorito lo scoppio della Seconda Guerra mondiale. L’esempio del declino francese attuale, che segue a ruota quello dell’impero inglese, dovrebbe “far scuola” a nuovi “imperialisti” come Netaniahu e Erdogan, e agli imperialisti impenitenti come Trump e Putin… Con tutti i nostri limiti, noi Italiani non abbiamo voluto replicare in questi ultimi decenni il colonialismo crispin-giolittiano e quello fascista, collocandoci in una posizione più equilibrata rispetto alle altre grandi Nazioni europee, per merito di tutti i Governi che si sono ininterrottamente succeduti dal 1945 al 2026, da De Gasperi a Meloni
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