Villa Ottelio Savorgnan sul fiume Stella ad Ariis di Rivignano

Un soldato

Sto preparando una riflessione sulla “guerra continua” di questi tempi, chiedendo ispirazione al pensiero morale di Spinoza, ma non la ho terminata. Per travalicare questa domenica pubblico, in vece, un testo autobiografico, che mi pare abbastanza dettagliato e curioso. Durante l’orribile e trista vicenda dell’omicidio di Garlasco, noto a tutti, ho sentito un conduttore tv Mediaset dalla testarapata, commentare con una tal “opinionista”, psicologa-criminalista-criminologa, affine, apparentata quasi – a suo dire – al FBI di Quantico (non è vero! come…

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Olimpia di neve e di ghiaccio, di sport educativo e di stupide lagnanze e lontananze dalla verità. Tra contegni adeguati e contegni disordinati. Chiacchiere da bar sport e “da parrucchiera” (absit iniuria verbis omnibus foeminis orbis terrarum, qua excusatio petita est). La disperazione degli infelici di Garlasco: confutare senza offendere è per alcuni troppo difficile. La disonestà intellettuale e morale: episodio 1) per una strategia del caos le parole di Gianluigi Nuzzi e di Roberta Bruzzone a Quarto grado, che hanno disprezzato un consulente tecnico, perché non sarebbe adeguato in quanto avrebbe fatto anche il bagnino, oltre che il chimico e l’ufficiale dei Carabinieri (gentile Piersilvio Berlusconi, che cosa sta succedendo in quel programma? anche se comprendo che lo share, la pubblicità hanno le loro ragioni, capisco, ma non mi piace); episodio 2) la caduta per le terre senza che nessuno lo colpisca del milionario disonesto Alessandro Bastoni in Inter-Juventus di ieri. Già si era distinto qualche mese fa per dire che loro, “i poveri calciatori”, fanno tanti “sacrifici”, mentre lui prende solo 4,5 milioni all’anno di ingaggio. L’Inter, che è la più forte, non ha bisogno di questi mezzucci per vincere il campionato, oh sommo Marotta! Nostalgia di Andrea Barbato. Il piccolo bambino dal cuore malato di Napoli è l’Italiano più amato. Federica Brignone è la meglio gioventù d’Italia

OLIMPIADI Partecipare decoubertianamente o vincere bonipertianamente? O spaccare vetrine? Due o tre domande e due o tre risposte: a) il Signor Charles Pierre de Frédy, barone di Coubertin, inventò le Olimpiadi moderne con l’edizione di Atene del 1896, per far incontrare i giovani maschi del mondo e per sviluppare conoscenza reciproca e fraternità in tempi nei quali le teorie sulla guerra di von Clausewitz e la pratica della guerra tra le nazioni prevalevano. Si volle tenerle in Grecia per…

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Il potere, il diritto, il dominio, la morale, l’identità, la memoria… Maduro, Netaniahu, Sinwar, Trump, Khamenei, Putin, Xi, e Zelensky, Mattarella, Starmer, Tusk, Macron, Sanchez, Meloni, Erdogan, Landini, gli assassini di Chiara Poggi, anche se “Quanto piace al mondo è breve sogno” (F. Petrarca)

N.B.: ARTICOLO NON SCIENTIFICO-DEDUTTIVO, MA INTUITIVO E PASSIONALE, E PROPRIO PERCIO’ NON MENO ATTENDIBILE VENEZUELA E DINTORNI Nicolas Maduro Moros (presidente truffaldino del Venezuela) è un criminale travestito da politico che è stato fatto arrestare da Donald. J. Trump, un vero narciso bullo, che è il Presidente degli Stati Uniti d’America democraticamente eletto, mentre il baffone venezuelano ha usurpato la vittoria (sior Landiniiii, informate prima de parlà!!! gli griderebbero in faccia il Trilussa, al secolo Carlo Alberto Salustri, o…

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Della nascita dello stato di diritto e della giustizia, sia come una delle quattro principali virtù umane (una cum prudentia, fortitudine et temperantia), studiate fin da Aristotele, e poi dalla filosofia cristiana (Tommaso d’Aquino) e da quella moderna (Kant), sia come sistema essenziale dello stato (possibilmente democratico). La giustizia, oltre che virtù, è dunque l’oggetto formale di uno dei tre poteri dello stato moderno descritti da John Locke e da Montesquieu (Charles-Louis de Secondat, barone di La Brède e di Montesquieu), appunto quello giudiziario, assieme a quello legislativo e a quello esecutivo. La riforma della giustizia che la politica italiana si appresta ad attuare in questi mesi, deve comunque tenere conto di tutta la storia precedente che ha portato la società occidentale a passare dal potere assoluto di re e imperatori allo stato-di-diritto

DALL’ANTICHITA’ AI SECOLI DICIASSETTESIMO E DICIOTTESIMO, E FINO AI GIORNI NOSTRI. UNA SINTESI STORICA 1.1. L’antichità. Quando vi fu la sedentarizzazione delle tribù e delle prime popolazioni, vale a dire più o meno dalla fondazione di Gerico in poi, vennero individuate le prime figure leader, che spesso adempivano, a volte assieme ad un’altra figura, sia ai primi ruoli “politico-amministrativi” (capo tribù) sia a quelli sacral-religiosi (sciamano), che nelle culture più “naturali” sono rimaste tali fino al XX secolo, come nel…

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Dalla piccola Lucy della Depressione di Hadar, 1974 – Etiopia, a Eraclito di Samo, Claudio Tolomeo, Robert Bighead di Oxford, da Nikolaus Copernicus e Galileo Galilei a Johannes Keplerus e Isaac Newton, da Albert Einstein, Werner Heisenberg e Paul Dirac, alla Tesla di Berlino visitata dall’amico Fabio con Davide, a Elon Musk, Dario Amodei, Mark Zuckerberg, Lisa Su, Jensen Huang, Sam Altman, Jimmy Fallon, Demis Hassabis, tycoon delle odierne aziende quaternarie, appesi virtualmente alla trave dove nel 1932 stavano seduti a 250 metri di altezza gli operai che costruivano il Rockefeller Center, alla fisica quantistica, all’Intelligenza Artificiale, agli umanoidi antropoidi… e alla coscienza?

L’AUSTRALOPITECO Lucy, e chi è? Una signorina Masai o una mamma Bantu? No, Lucy è il nome con cui viene comunemente identificato il reperto A.L. 288-1, scoperto nel 1974 nella Depressione di Afar, in particolare nel sito archeologico di Hadar, in Etiopia. E’ costituito da centinaia di frammenti di ossa fossili che rappresentano il 40% dello scheletro di un esemplare femmina, il primo scoperto, di Australopitecus afarensis. Perfino i Beatles se ne interessarono, quando dettero il suo nome a una loro famosa canzone Lucy…

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In un mondo ancora crudelmente “infantile” dopo soli (rispetto all’età della Terra e della comparsa dell’homo sapiens sapiens) 5000 anni di storia variamente documentata, propongo quattro recenti manifestazioni o racconti di cose mal(vagi)e (scelte tra molte altre), di questi tempi nostri. 1) “Nomen est omen et vicissim, forsitan”: “sempio”, cioè “il nome è (par essere) più o meno la cosa stessa”, e la persona di cui parlasi, che non sembra esser un purissimo giglio di campo; 2) “Goodfellas”, cioè “bravi ragazzi” è il titolo di un ottimo film diretto nel 1990 da Martin Scorsese. Si tratta di un chrime o gangster film tra i migliori degli ultimi decenni, con attori eccellenti quali Robert De Niro, Andy Garcia, Ray Liotta, Joe Pesci, Lorraine Bracco, etc. In queste settimane, anzi da mesi, si parla, invece, di un altro gruppo di “bravi ragazzi” quelli di Garlasco (vedi punto 1), e 3) anche di quelli che vestiti da “pro pal”, non fregandogli una ceppa del Popolo palestinese, perché vogliono solo far casino e spaccare tutto quello che possono. Disturba e rattrista (e un pochino indigna) che anche alcuni “puri di cuore” (con tale espressione non mi riferisco ai molti che sanno-quello-che-fanno, in scienza e coscienza, che conosco in stima e amistà) si facciano, di fatto, governare da squadristi (paradossale, vero?) dell’antifascismo, forti del silenzio della sinistra attuale, con mentori come la signorina Thumberg che, ospite in Italia (con viaggi, penso, pagati da chi la pilota), definisce “criminale” il Governo della Repubblica Italiana (le erogherei volentieri uno schiaffo sonoro se la incontrassi, perché il Governo, che io non ho votato e non voterò, è costituzionalmente anche il mio Governo, in quanto io sono Italiano), o la dottoressa Albanese (tra pochissimo – grazieadio – sarà l’ex “relatrice speciale” dell’Onu) che approva l’aggressione dei pro pal imbecilli e pelandroni alla redazione de La Stampa, peraltro giornalisticamente il quotidiano italiano più sensibile alla causa palestinese, avendo – inter alia – qualche settimana fa addirittura “proibito” allo sprovveduto sindaco di Reggio Emilia di parlare degli ostaggi israeliani, dopo che lo stesso sindaco aveva ampiamente citato le inaccettabili e orrende stragi di Gaza successive al pogrom del 7 ottobre 2023, perpetrato dai criminali di Hamas, mentre dallo stesso sindaco veniva premiata (cavolo, premiata?), ed altre turpi azioni come i maleducati insulti alla senatrice Liliana Segre, da agitatrice senza arte che indignano, oltre a me, anche Luciano Violante, il professor Gianfranco Pasquino, il professor Massimo Cacciari e altri pensanti (tutti di sinistra anche se non appartenenti al mainstream schleiniano); 4) A Udine un docente, uno storico (che citerò nel testo) viene minacciato dal comitato locale pro pal affinché non tenga una conferenza sul tema israelo-palestinese. Insisto: tra costoro ci sono degli squadristi tra i bene intenzionati e i puri di cuore. Che tristezza. E’ dovuta intervenire la Digos (la Polizia politica) per consentirgli di svolgere la sua conferenza. Ci sono due strumenti, a mio avviso, per andare oltre questo momento difficile: a) riprendere un dialogo filosofico di tipo socratico tra le diverse posizioni, dove la ricerca della verità è – appunto – affidata al dialogo rispettoso (fino a che è possibile) e, b) l’analisi dei meccanismi biologici e psicologici che presiedono alla formazione di gruppi e/oppure sette, interpellando l’antropologia filosofico-culturale e le scienze psico-biologiche, perché il comportamento di questi violenti di piazza (che non mescolo con “i sinceramente manifestanti” per il bene, che a volte “si fanno, forse inavvertitamente, confondere”) richiama – appunto – comportamenti per alcuni aspetti analoghi, tipici di alcune sette ben studiate dalle scienze antropologiche, psicologiche e sociologiche (per le vicende settarie finite in modo tragico, cf. i 77 “davidiani” morti a Waco o i poveri 1200 suicidi del reverendo Jones in Guayana): nulla a che fare con i lavoratori dell’impianto siderurgico ILVA di Taranto, con i quali manifesterei anch’io. (Titolo assai lungo e faticoso, che richiede attenzione evitando reazioni frettolose)

ALCUNI “BRAVI RAGAZZI” E UN DELITTO PER IL QUALE VI E’ (FORSE) UN INNOCENTE IN CARCERE E UN ASSASSINO (O PIU’) IN LIBERTA’ Traggo innanzitutto ispirazione per questo articolo dalla controversa, ambigua e sgradevole, e oltremodo dolorosa (per la vittima dottoressa Chiara Poggi, orrendamente massacrata il 13 agosto del 2007, e per il condannato, il per-me-innocente dottor Alberto Stasi). In questa sede rivolgo un pensiero anche al signor Nicola, papà di Alberto Stasi, che è mancato dopo le tristi vicende…

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“Varia connexa” (lat.: cose varie connesse): che fine ha fatto, ad esempio, il corpo di Lin Biao? E i corpi degli ostaggi Israeliani vivi e di quelli morti ancora in mano ad Hamas? e i corpi dei bambini Palestinesi morti? …ovvero che senso ha il riconoscimento di uno stato fattualmente non esistente e comunque, nella situazione attuale, implausibile? Che fare?

Ringrazio l’amico Pierluigi che mi ha suggerito di leggere l’articolo di un valente psicanalista, Massimo Recalcati, pubblicato il 3 settembre scorso, da cui ho tratto l’idea di parlare oggi di Lin Biao, nato nel 1907 e morto nel 1971, militare, politico e intellettuale cinese del quale oggi quasi nessuno si ricorda più. Alleato formidabile di Mao Ze Dong durante la Lunga Marcia e l’affermazione del Partito Comunista Cinese sul Kuomintang di Chiang Kai-shek in una guerra civile che provocò milioni…

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L’attuale “cultura” woke è paragonabile al Bücherverbrennungen, cioè il rogo dei libri “degenerati” che nel 1933 Hitler e Goebbels vollero fare in Germania?

Appena avuto l’incarico di cancelliere dal Presidente Paul Von Hindenburg, Adolf Hitller, che si era già circondato dei suoi primi e principali adepti come Goering e Goebbels, iniziò immediatamente a costruire uno stato che fosse conforme all’ideologia nazionalsocialista, che aveva pubblicamente presentato fin dal suo Mein Kampf del 1923. Già in quel testo il futuro Führer aveva chiarito la propria volontà di costruire uno stato germanico fin dai fondamenti storico-culturali e antropologici della Tradizione mitica dell’antica Germania, nei quali traspariva…

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Il Natisone è un fiume bellissimo, non un “posto maledetto”, cara madre dolente, perché nessuno lo può maledire, e se qualcuno lo maledisce non mostra di comprendere come stanno le cose. Non si può accusare un luogo della Terra, un fiume, di una qualche malvagità, con un giudizio morale che non appartiene alla natura, perché un fiume a regime torrentizio fa “il fiume a regime torrentizio”. Piuttosto: che dire di ragazzi venti/venticinquenni, più o meno laureati, che si abbracciano in trenta centimetri d’acqua a sei o sette metri dalla riva, invece di fare quattro salti ciangottando in modo da raggiungere la salvezza sulla vicina sponda? Forse che sui social non avevano trovato l’indispensabile tutorial? Andiamo! Provo una grande pietas per i tre ragazzi e i loro cari, ma anche un’infinita rabbia per ciò che loro stessi e i loro pedagoghi (genitori e insegnanti) non hanno fatto per farli vivere-nel-mondo, non nell’ambiente virtuale del nulla social

Il Natisone è un fiume bellissimo, non un “posto maledetto”, cara madre dolente, perché nessuno lo può maledire, e se qualcuno lo maledisce non mostra di comprendere come stanno le cose. Non si può accusare un luogo della Terra, un fiume, di una qualche malvagità, giudizio morale che non appartiene alla natura, perché un fiume a regime torrentizio fa “il fiume a regime torrentizio”. Il giudizio morale si attaglia solo all’uomo provvisto di coscienza, anche se a volte si tratta…

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“In Illo uno unum” è il motto di papa Leone XIV, al secolo the agostinian father Robert Francis Prevost, che dice tutto – a mio avviso – di quest’uomo nord e sud americano di origine italo-franco-ispanica. Vediamo in quale senso…

Mi sono chiesto come parlare oggi di papa Leone, e ho deciso di osservarlo da più punti, senz’altro in maniera ancora superficiale, ma d’altra parte cosa si può scrivere di un uomo che è assurto a una delle posizioni e ruoli più importanti del mondo, arrivando da una situazione personale e fama enormemente più limitate. Prima della sua elezione conoscevo l’esistenza di quest’uomo di chiesa in modo sommario, sapendo che era “americano” (in seguito vedremo in quale senso), frate della…

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