(Con grande piacere pubblico – in tema – un breve saggio dell’Avvocato Olga Fabris, del Foro di Pordenone e Segretario della locale Camera Penale. Olga è mia Collega in un Organismo di Vigilanza aziendale (si tratta di un Comitato Etico) appartenendo a una importante tradizione giuridica di famiglia. Desidero anche ricordare qui la sua Mamma, morta in circostanze tragiche alcuni anni fa, mentre stava occupandosi della difesa di una donna, l’Avvocato Francesca Trombino, che era una mia cara amica. rp) REFERENDUM GIUSTIZIA:…
psicologia sociale
Governare, amministrare, controllare, comandare, dirigere, gestire con… carisma, o di come esercitare la leadership di gruppi complessi, dall’ambito militare a quello politico e a quello aziendale, che in parte è un fattore analogo
PROEMIUM (Eleonora è una giovane manager, laureatasi in diritto e in economia lavorando nell’azienda di famiglia, figlia di una coppia di imprenditori friulani della Destra Tagliamento, fondatori di una piccola, ma specializzatissima azienda del settore meccanico-agricolo, azienda che frequento da oltre un decennio, assistendo i titolari, e da alcuni anni presiedendo il Comitato etico. Eleonora è una giovane donna curiosa e colta, e mi ha chiesto di aiutarla un po’ a “ripassare” gli argomenti della governance aziendale, come si…
Il mestiere del giornalista è uno dei più straordinari, talora anche eroici, oppure dei più beceri, dove operano dei mentecatti (nel senso etimologico di “catturati nella mente”) privi di risonanze emotive e di onestà intellettuale, ovvero, dal coraggio degli inviati di guerra alla schifezza dei talk show gossipari, tipici dell’ambiente televisivo italiano
LE ORIGINI DEL GIORNALISMO Il giornalismo è una particolare forma di scrittura e di comunicazione di notizie. Si può dire che è nato quasi assieme alla scrittura, poiché anche le prime notazioni legate al controllo politico-amministrativo di città e territori possedevano una dimensione comunicativa, quantomeno da chi stilava il dato o la notizia a chi comandava. Nell’antico Egitto il faraone riceveva notizie dai funzionari sparsi sul territorio che annotavano fatti e risultati delle attività agricole e dava – a sua…
Olimpia di neve e di ghiaccio, di sport educativo e di stupide lagnanze e lontananze dalla verità. Tra contegni adeguati e contegni disordinati. Chiacchiere da bar sport e “da parrucchiera” (absit iniuria verbis omnibus foeminis orbis terrarum, qua excusatio petita est). La disperazione degli infelici di Garlasco: confutare senza offendere è per alcuni troppo difficile. La disonestà intellettuale e morale: episodio 1) per una strategia del caos le parole di Gianluigi Nuzzi e di Roberta Bruzzone a Quarto grado, che hanno disprezzato un consulente tecnico, perché non sarebbe adeguato in quanto avrebbe fatto anche il bagnino, oltre che il chimico e l’ufficiale dei Carabinieri (gentile Piersilvio Berlusconi, che cosa sta succedendo in quel programma? anche se comprendo che lo share, la pubblicità hanno le loro ragioni, capisco, ma non mi piace); episodio 2) la caduta per le terre senza che nessuno lo colpisca del milionario disonesto Alessandro Bastoni in Inter-Juventus di ieri. Già si era distinto qualche mese fa per dire che loro, “i poveri calciatori”, fanno tanti “sacrifici”, mentre lui prende solo 4,5 milioni all’anno di ingaggio. L’Inter, che è la più forte, non ha bisogno di questi mezzucci per vincere il campionato, oh sommo Marotta! Nostalgia di Andrea Barbato. Il piccolo bambino dal cuore malato di Napoli è l’Italiano più amato. Federica Brignone è la meglio gioventù d’Italia
OLIMPIADI Partecipare decoubertianamente o vincere bonipertianamente? O spaccare vetrine? Due o tre domande e due o tre risposte: a) il Signor Charles Pierre de Frédy, barone di Coubertin, inventò le Olimpiadi moderne con l’edizione di Atene del 1896, per far incontrare i giovani maschi del mondo e per sviluppare conoscenza reciproca e fraternità in tempi nei quali le teorie sulla guerra di von Clausewitz e la pratica della guerra tra le nazioni prevalevano. Si volle tenerle in Grecia per…
Propongo il peggio di questi tempi, molto dimenticando, per umana pietas: 1) della “cultura” woke di cui ho parlato fin troppo in molte occasioni e non mi ripeto qui e ora; 2) della tristissima e tragica vicenda di Garlasco dove si vive il deserto umano di mentitori di varia natura, presenti sia nella famiglia dell’attuale indagato per l’omicidio della dottoressa Chiara Poggi (13 agosto 2007), il signor Sempio, e della sua famiglia, ultimamente connotata dalla stupidità di uno scontrino del parcheggio di Vigevano ideologicamente e fattualmente falso presentato come alibi (sappiamo che un alibi falso per il Codice penale, all’art. 374, può diventare un grave indizio di colpevolezza), sia presenti nella famiglia della stessa giovane uccisa; si nota, inoltre, la evidente disonestà intellettuale di non pochi che si occupano di questo omicidio: conduttori tv, avvocati, psicologi, magistrati, genetisti in divisa, sia d’infimo sia d’alto grado, giornalisti, che sembra vivano per mantenere granitica la posizione di colpevolezza del dottor Alberto Stasi, condannato e incarcerato ingiustamente per quel gravissimo reato da oltre dieci anni; 3) i fautori del no al referendum sulla giustizia che danno del fascista a chi voterà sì, come me, o come Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento d’Europa che, secondo l’inadeguata segretaria politica del PD (la quale è capace solo di proferire frasette, slogan e lezioncine ripetute probabilmente allo specchio) è una “bippista”, perché voterà “sì” al referendum, siccome voteranno “sì” quei fascistoni di Casa Pound e i nostalgici del braccio destro alzato di Acca Larenzia: si tratta di un “sillogismo” completamente idiota; 4) Askatasuna, tra Paesi Baschi e Torino. Askatasuna, in basco vuol dire “libertà”. Un nome che richiama valori alti, ma che nel tempo è stato utilizzato anche per giustificare e coprire pratiche (di almeno una parte dei soci di quel Centro sociale) che nulla hanno a che vedere con la libertà, bensì con l’illegalità, la sopraffazione e la violenza sistematica nei confronti dello Stato, delle sue istituzioni e dei bravi cittadini, che pensano e fanno cose buone; 5) per salutare le Olimpiadi invernali, vediamo forse gli stessi imbecilli di cui qui sopra fracassar pezzi di ferrovie tra Veneto, Marche ed Emilia e saltar&ballando&gettando petardi contro la polizia a Milano; 6) ascolto Conchita De Gregorio farneticare sulle colpe dell’Italia che, a suo avviso, non è in grado di accogliere i ragazzi che vengono dal mondo e rifletto: “non è stupida”, “non è incolta”, che le succede? 7) Jeffrey Epstein e il suo sistema criminale diffuso e condiviso anche da ambiti impensabili; 8) Trump: non conosce soste il suo cadere nell’abisso del razzismo più stupido, come ieri quando ha pubblicato una foto della coppia Obama dal corpo di scimmia. Fossi in Barack gli risponderei di ritenersi più onorato di condividere il 98% del DNA con un gorilla o un bonobo, piuttosto che il 100% del DNA con lui, Donald J. Trump; 9) ultima cosa: ricordiamoci che l’intelligenza artificiale non è un’autorità epistemica
Propongo il peggio di questi tempi, molto dimenticando, per umana pietas: 1) della “cultura” woke di cui ho parlato fin troppo in molte occasioni e non mi ripeto qui e ora; 2) della tristissima e tragica vicenda di Garlasco dove si vive il deserto umano di mentitori di varia natura, presenti sia nella famiglia dell’attuale indagato per l’omicidio della dottoressa Chiara Poggi (13 agosto 2007), il signor Sempio, e della sua famiglia, ultimamente connotata dalla stupidità di uno…
Salute e sicurezza nella vita dell’uomo… (l’Unione Europea mi suggerirebbe di aggiungere “…e della donna”, ma io sono dispettoso, e non lo faccio). Intervista in tema di salute e sicurezza del lavoro pubblicata sulla rivista specializzata “Promozione salute”
(Sono onorato che mi sia stata richiesta l’intervista che segue, estratta da un’ottima rivista specializzata sui temi della salute umana, che sta trovando un suo spazio politico, sindacale e mediatico r. p.) Le domande sono a cura del dottor Francesco Vaccari, direttore della rivista Promozione salute. Caro professor Pilutti, grazie per aver accettato questa conversazione. Prima di entrare nel tema, ti chiederei di presentarti brevemente: chi sei, di cosa ti occupi oggi e qual è il filo rosso che lega il tuo…
Continuo la riflessione sulla “crisi” del nostro tempo, iniziata domenica scorsa. Un altro esempio, ed elemento causale, della “crisi”, è quella del linguaggio e del suo utilizzo. Fermo restando che ogni lingua e ogni idioma sono strutture dinamiche della comunicazione inter- umana nelle storie dei popoli e delle nazioni, qualche volta mi pare si esageri, ma non nella concretezza del vivere, bensì nelle decisioni di burocrazie sorde, cieche, e falsamente evolute, in nome di valori che, se declinati malamente, valori non sono. Un esempio: se l’inclusione sociale, economico-politica e culturale di tutti gli esseri umani, che possiedono – ontologicamente – pari dignità morale, in ogni contesto e luogo, è un valore sacrosanto, non lo è più quando qualcuno decide, astrattamente, di definire espressioni e linguaggi a partire da una visione sbagliatissima del concetto stesso di inclusione, che non è e non può essere appiattimento e banalizzazione. Probabilmente, una delle ragioni di questo fenomeno è anche l’assunzione – in corso, sia pure lentamente, dal Secondo dopoguerra – della lingua inglese del ruolo di koiné contemporanea, lingua che – nelle sue varie inflessioni territoriali e socio-economiche, a differenza del latino, non offre una ricchezza semantica disponibile nel linguaggio comune. E allora troviamo imbecillità, cretinerie (non “cretinismo”, che è una malattia neuro-organica, e precisamente: una sindrome clinica causata da una grave carenza di ormoni tiroidei durante lo sviluppo fetale o neonatale, detto ipotiroidismo congenito), idiozie e patenti stupidità nelle istruzioni denominate “Per una comunicazione inclusiva” dei funzionari dell’Unione Europea, ovviamente indirizzati dalla politica. Un esempio: non usare più il termine “patria”, bensì “terra natia” (ottocentesco, quasi poetico, intriso di una sorta di romanticismo decadente simil-pascoliano), poiché “patria” evoca il padre, e altre amenità, che se non fossero imbecilli, cretine, idiote e stupide, potrebbero perfino essere divertenti. Leggo che tali istruzioni sono state inviate ultimamente alla giovanissima Repubblica del Kossovo che sta chiedendo di far parte dell’Unione Europea, per cui deve mostrare di possedere alcuni indispensabili requisiti formali, anche linguistico-espressivi. Su questi argomenti ho pensato di interpellare Aristotele e alcuni suoi allievi del Lyceo ateniese che il filosofo dirigeva, mentre li istruiva passeggiando nel Peripato: una “medicina” adeguata alla bisogna, in tempi di neo-imperialismo criminale dominato da uomini mediocri e malvagi come Trump (che comunque fra tre anni sparirà alla vista), Putin (spero in qualcosa senza di lui e suoi simili), Khamenei (spero nella Persia), Netaniahu (Israele è sempre una speranza democratica), i vari Sinwar, il bimbo capriccioso cattivo di Pyongyang
Il documento cui mi riferisco, certamente redatto da solerti funzionari, è del 2021, ed è firmato in calce dal Direttore generale dell”amministrazione dell’Unione Europea, Mr. William Shapcott, e dal Presidente del Consiglio dell’Europa di allora, il Signor Donald Tusk, attuale premier della Repubblica democratica di Polonia. (Se qualche lettore me lo chiedesse glielo invierei volentieri via mail) L’ELENCO DEI DIVIETI E DELLE DIRETTIVE PER ATTUARE L’INCLUSIVITA’ Fermo restando che quando è possibile usare una perifrasi che non appesantisca il testo,…
Le “crisi” del nostro tempo: in tema di “noi” e di “loro”, di Occidente (1 miliardo di persone) – che insegna a vivere al mondo, avendo pacificamente dei meriti – e Oriente più Sud del mondo (7 miliardi di persone), che “deve” imparare, ma ha comunque molto da insegnare al mondo; la “crisi” tra valori diversi e a volte incompatibili; la “crisi” di “identità” e “rappresentanza” nelle antropologie diverse, in particolare tra quelle orientali e quelle occidentali; la “crisi” nella politica, che qui da noi si manifesta con la disaffezione alla partecipazione democratica; la “crisi” qualitativa dell’attuale sindacalismo confederale; la “crisi” della militanza politica e del pensiero critico, che a volte confliggono gravemente nella coscienza delle singole persone, nelle relazioni intersoggettive, nei e tra i gruppi politici, provocando gravi danni relazionali intersoggettivi e anche sociali, al punto che personalmente mi affliggo quando la militanza “ideologista”, preciso, non ideologica, che è legittima e fruttifera, sopraffà il pensiero critico e crea un impoverimento dei rapporti tra le persone, talora perfino rovinando cordialità e amicizie. Forse è tempo di trovare una conciliazione tra la fisica della realtà e la metafisica della trascendenza, tra individuo e collettività, tra Occidente e Oriente
PROEMIUM HISTORICUM-PHILOSOPHICUM Si parla da decenni, e più ancora negli ultimi anni, in ogni ambito umano, sociale e culturale, tipica del nostro Occidente, di codesta amplissima crisi, che è certamente generata da molteplici fattori sociali, politici e culturali. Come ho scritto spesso, ma l’amica professoressa Elena mi suggerisce di inserire anche in questa sede la precisazione linguistica, qui utilizzo il termine “crisi” nella sua accezione semantica greca, che rinvia all’atto del “giudicare-scegliere”: infatti, in greco “giudice” si dice kritès.
Il potere, il diritto, il dominio, la morale, l’identità, la memoria… Maduro, Netaniahu, Sinwar, Trump, Khamenei, Putin, Xi, e Zelensky, Mattarella, Starmer, Tusk, Macron, Sanchez, Meloni, Erdogan, Landini, gli assassini di Chiara Poggi, anche se “Quanto piace al mondo è breve sogno” (F. Petrarca)
N.B.: ARTICOLO NON SCIENTIFICO-DEDUTTIVO, MA INTUITIVO E PASSIONALE, E PROPRIO PERCIO’ NON MENO ATTENDIBILE VENEZUELA E DINTORNI Nicolas Maduro Moros (presidente truffaldino del Venezuela) è un criminale travestito da politico che è stato fatto arrestare da Donald. J. Trump, un vero narciso bullo, che è il Presidente degli Stati Uniti d’America democraticamente eletto, mentre il baffone venezuelano ha usurpato la vittoria (sior Landiniiii, informate prima de parlà!!! gli griderebbero in faccia il Trilussa, al secolo Carlo Alberto Salustri, o…
Della nascita dello stato di diritto e della giustizia, sia come una delle quattro principali virtù umane (una cum prudentia, fortitudine et temperantia), studiate fin da Aristotele, e poi dalla filosofia cristiana (Tommaso d’Aquino) e da quella moderna (Kant), sia come sistema essenziale dello stato (possibilmente democratico). La giustizia, oltre che virtù, è dunque l’oggetto formale di uno dei tre poteri dello stato moderno descritti da John Locke e da Montesquieu (Charles-Louis de Secondat, barone di La Brède e di Montesquieu), appunto quello giudiziario, assieme a quello legislativo e a quello esecutivo. La riforma della giustizia che la politica italiana si appresta ad attuare in questi mesi, deve comunque tenere conto di tutta la storia precedente che ha portato la società occidentale a passare dal potere assoluto di re e imperatori allo stato-di-diritto
DALL’ANTICHITA’ AI SECOLI DICIASSETTESIMO E DICIOTTESIMO, E FINO AI GIORNI NOSTRI. UNA SINTESI STORICA 1.1. L’antichità. Quando vi fu la sedentarizzazione delle tribù e delle prime popolazioni, vale a dire più o meno dalla fondazione di Gerico in poi, vennero individuate le prime figure leader, che spesso adempivano, a volte assieme ad un’altra figura, sia ai primi ruoli “politico-amministrativi” (capo tribù) sia a quelli sacral-religiosi (sciamano), che nelle culture più “naturali” sono rimaste tali fino al XX secolo, come nel…