Villa Ottelio Savorgnan sul fiume Stella ad Ariis di Rivignano

Della nascita dello stato di diritto e della giustizia, sia come una delle quattro principali virtù umane (una cum prudentia, fortitudine et temperantia), studiate fin da Aristotele, e poi dalla filosofia cristiana (Tommaso d’Aquino) e da quella moderna (Kant), sia come sistema essenziale dello stato (possibilmente democratico). La giustizia, oltre che virtù, è dunque l’oggetto formale di uno dei tre poteri dello stato moderno descritti da John Locke e da Montesquieu (Charles-Louis de Secondat, barone di La Brède e di Montesquieu), appunto quello giudiziario, assieme a quello legislativo e a quello esecutivo. La riforma della giustizia che la politica italiana si appresta ad attuare in questi mesi, deve comunque tenere conto di tutta la storia precedente che ha portato la società occidentale a passare dal potere assoluto di re e imperatori allo stato-di-diritto

DALL’ANTICHITA’ AI SECOLI DICIASSETTESIMO E DICIOTTESIMO, E FINO AI GIORNI NOSTRI. UNA SINTESI STORICA 1.1. L’antichità. Quando vi fu la sedentarizzazione delle tribù e delle prime popolazioni, vale a dire più o meno dalla fondazione di Gerico in poi, vennero individuate le prime figure leader, che spesso adempivano, a volte assieme ad un’altra figura, sia ai primi ruoli “politico-amministrativi” (capo tribù) sia a quelli sacral-religiosi (sciamano), che nelle culture più “naturali” sono rimaste tali fino al XX secolo, come nel…

Continua a leggere

In un tempo e in un mondo confusi (e strambi) e pericolosi come l’attuale. Due esempi tra innumerevoli: la strage antisemita islamista di Sydney, che spero sia definita come tale anche dal signor Anthony Albanese, nomen omen, perché finora non lo ha fatto, e l’omicidio di Sharon Verzeni perpetrato da Moussa Sangare, per il quale la procura chiede – giustamente – l’ergastolo: questo “signore” ha ucciso per noia, per capriccio, per futili motivi, per malvagità, schifoso!… e non voglio leggere sociologismi o psicologismi insulsi che cercano di spiegare questo orrore con le colpe della società, (aaah, respiro profondo) la “Filosofia scolastica” medievale di Tommaso d’Aquino, Alberto di Colonia, Sigieri di Brabante, Guglielmo d’Occam, Giovanni Duns Scoto and co., può offrire ancora strumenti utili di conoscenza dell’uomo, dei suoi comportamenti e del suo ambiente, poiché riesce a far dialogare psicologia, diritto e morale, che il sapere contemporaneo ha pericolosamente separato, in un “cupio dissolvi” (trad.: desidero di essere fatto scomparire) che tende al tragico. La speranza e la carità conducono alla fede

PROEMIO In un tempo e in un mondo confusi (e strambi) e pericolosi come l’attuale. Due esempi tra innumerevoli: la strage antisemita islamista del sedicente ISIS di Sydney, che spero sia definita come tale anche dal signor Anthony “Albanese”, nomen omen, perché finora non lo ha fatto, e l’omicidio di Sharon Verzeni perpetrato da Moussa Sangare, per il quale la procura chiede – giustamente – l’ergastolo: questo “signore” ha ucciso per noia, per capriccio, per futili motivi, per pura malvagità…

Continua a leggere

Dalla piccola Lucy della Depressione di Hadar, 1974 – Etiopia, a Eraclito di Samo, Claudio Tolomeo, Robert Bighead di Oxford, da Nikolaus Copernicus e Galileo Galilei a Johannes Keplerus e Isaac Newton, da Albert Einstein, Werner Heisenberg e Paul Dirac, alla Tesla di Berlino visitata dall’amico Fabio con Davide, a Elon Musk, Dario Amodei, Mark Zuckerberg, Lisa Su, Jensen Huang, Sam Altman, Jimmy Fallon, Demis Hassabis, tycoon delle odierne aziende quaternarie, appesi virtualmente alla trave dove nel 1932 stavano seduti a 250 metri di altezza gli operai che costruivano il Rockefeller Center, alla fisica quantistica, all’Intelligenza Artificiale, agli umanoidi antropoidi… e alla coscienza?

L’AUSTRALOPITECO Lucy, e chi è? Una signorina Masai o una mamma Bantu? No, Lucy è il nome con cui viene comunemente identificato il reperto A.L. 288-1, scoperto nel 1974 nella Depressione di Afar, in particolare nel sito archeologico di Hadar, in Etiopia. E’ costituito da centinaia di frammenti di ossa fossili che rappresentano il 40% dello scheletro di un esemplare femmina, il primo scoperto, di Australopitecus afarensis. Perfino i Beatles se ne interessarono, quando dettero il suo nome a una loro famosa canzone Lucy…

Continua a leggere

L’uomo ha a che fare con Dio e con il «divino»? Corso breve di Teologia fondamentale: del Sacro, del Religioso, del Teologale, nove lezioni per tutti

Offro in Power Point i contenuti di un corso breve di Teologia fondamentale che ho svolto recentemente in tema. Gli argomenti, di per sé sterminati, sono svolti in un tentativo di sintesi adatta a proporre un insieme di temi che coinvolgono da sempre lo spirito, la psiche e l’agire dell’uomo. La vita umana pone questioni che spesso superano la possibilità di comprensione intellettuale, specialmente quando compare il male in tutte le sue manifestazioni, dal dolore fisico alla povertà, all’umiliazione, alla…

Continua a leggere

Il buono e il bene (…e anche il bello, di cui ho scritto qualche giorno fa), sono unificati nel sintagma greco “kalokagathia” (καλοκαγαθία), che significa “la bellezza e la bontà” (cf. Platone, Timeo); a ciò aggiungo il “tob” genesiaco (cf. Genesi 1, 4: “…Dio vide che la luce era cosa buona.”), cioè “bello/buono”: tutti sintagmi che collegano il buono al bello, ovvero del giudizio morale fondato su un’etica che distingue le azioni buone dalle azioni male liberamente compiute dall’uomo (Seconda parte)

Circa la bellezza, so di affrontare nuovamente un tema non facilissimo, visto che non ne tratterò come di esso parlano le riviste di moda patinate o di quelle che propongono suggerimenti sul cosiddetto make up (o trucco) per le donne, caratterizzati da modalità espressive e da un lessico essenzialmente “estetistici”, come nell’evidente caso dell’armocromia, che tanto interessa – convenientemente, a mio avviso – in special modo a una dirigente della politica italiana, e certamente a molte altre persone di ogni…

Continua a leggere

“Aeternitas (est) interminabilis vitae tota simul et perfecta possessio”, vale a dire che “l’eternità e il perfetto possesso di una vita interminabile”. Bene: voglio inserire… nell’eternità la storia brevissima del “progressismo” (che non è sempre positivo: ad e. come nell’industrializzazione forzata voluta e attuata da Stalin nell’Unione Sovietica degli anni Venti e Trenta del XX secolo, et alia) e della “conservazione” (che non è sempre negativa: ad e. nella conservazione della memoria e dei beni culturali, et alia), della “destra” e della “sinistra”: come sono cambiati nel corso del tempo e fino a noi i contenuti politici e ideologici dei due schieramenti post Rivoluzione Francese. Media e comunicazione in tema di politica generale, maggioranze, opposizioni, ovvero i “giudicanti” e i “giudicati”, etc. Occorre partire da un “ente eterno” (per chi crede in Dio o nell’Essere, che possono essere e non-essere la medesima “cosa”), o dalla Storia (per chi non crede né in Dio né nell’Essere), che deve essere conosciuta, anche per discorrere con cognizione e honestas intellectualis delle grandi e piccole cose del nostro tempo

Eternità è un concetto metafisico, che sta-oltre-la-fisica, che è immisurabile con le scienze dure dell’uomo, la fisica, la biologia e subalterne. Il tempo è quella cosa di cui sant’Agostino dice di non sapere nulla se gli si chiede che cosa sia, e che afferma di saperlo, se nessuno lo interpella in merito; il tempo è qualla cosa che il professor Einstein ha collegato necessariamente allo spazio in-ventando (cioè trovando) una nuova dimensione plurima, lo spaziotempo. Lo spaziotempo “è” (meglio che…

Continua a leggere

“Animula vagula, blandula…” Marguerite Yourcenar e l’Imperatore Adriano, memoria di un dialogo nel cuore del tempo, e una comparazione con i nostri tempi senza grazia

Il versicolo latino dell’imperatore Adriano – di cui al titolo – è riportato all’interno della sua imponente tomba, la Mole omonima che si trova in riva al Tevere a Roma, quasi di fronte alla Basilica di San Pietro, che si offre alla vista come sfondo arioso e possente. Edificio più noto nel mondo come Castel Sant’Angelo. Ho deciso tre cose in questi giorni: primo, di provare a mettere qualche distanza dal prevalente orrore estetico, prima ancora che etico, attuale, a…

Continua a leggere

“Varia connexa” (lat.: cose varie connesse): che fine ha fatto, ad esempio, il corpo di Lin Biao? E i corpi degli ostaggi Israeliani vivi e di quelli morti ancora in mano ad Hamas? e i corpi dei bambini Palestinesi morti? …ovvero che senso ha il riconoscimento di uno stato fattualmente non esistente e comunque, nella situazione attuale, implausibile? Che fare?

Ringrazio l’amico Pierluigi che mi ha suggerito di leggere l’articolo di un valente psicanalista, Massimo Recalcati, pubblicato il 3 settembre scorso, da cui ho tratto l’idea di parlare oggi di Lin Biao, nato nel 1907 e morto nel 1971, militare, politico e intellettuale cinese del quale oggi quasi nessuno si ricorda più. Alleato formidabile di Mao Ze Dong durante la Lunga Marcia e l’affermazione del Partito Comunista Cinese sul Kuomintang di Chiang Kai-shek in una guerra civile che provocò milioni…

Continua a leggere

Das Entzauberung, o del disincanto (ovvero del disincantamento). Occorre forse essere un po’ scettici e un po’ cinici, ma non troppo…?, si pensi che perfino Gesù di Nazaret un pochino cinico lo era

L’amico Claudio, storico e docente di filosofia mi propone un tema adatto ai tempi che viviamo: il disincanto scettico sulla situazione, nella versione di Max Weber, che lo chiamava das Entzauberung. (Max Weber) Il disincantamento del mondo o disincanto del mondo (in tedesco: Entzauberung der Welt) è un concetto introdotto dal sociologo, filosofo ed economista tedesco Max Weber nel saggio La scienza come professione (Wissenschaft als Beruf) pubblicato nel 1919 per indicare il processo che, col crescere della razionalità scientifica, ha comportato nella cultura occidentale il ripudio delle…

Continua a leggere

“Eri sul mio cammino, per questo ti ho aiutato”. In questo modo ho risposto allo studente che mi chiedeva un po’ stupito per quale ragione lo avessi aiutato a concludere l’itinerario accademico, mentre altri docenti lo avevano snobbato ed escluso dal loro interessamento. Socrate e Gesù di Nazaret, due maieutiche (o pedagogie) a confronto. Due maestri diversi per i giovani di ogni tempo, anche per quelli di un tempo che ora son diventati dei vecchi… ragazzi. Infine: “Quello che conta non è ciò che si ha, ma ciò che si fa” (Mahatma Gandhi)…e, aggiungo io, “ciò che si fa rappresenta ciò che si è”

“Eri sul mio cammino, per questo ti ho aiutato“. In questo modo ho risposto allo studente che mi chiedeva un po’ stupito per quale ragione lo avessi aiutato a concludere l’itinerario accademico, mentre altri docenti lo avevano snobbato ed escluso dal loro interessamento. (Socrate) Giovanni è uno studente lavoratore cinquantenne che giunge al momento fondamentale della laurea avvalendosi di un percorso di insegnamento della Religione cattolica, assieme con la frequentazione dei corsi previsti e all’effettuazione dei relativi esami alla Facoltà…

Continua a leggere