Propongo il peggio di questi tempi, molto dimenticando, per umana pietas: 1) della “cultura” woke di cui ho parlato fin troppo in molte occasioni e non mi ripeto qui e ora; 2) della tristissima e tragica vicenda di Garlasco dove si vive il deserto umano di mentitori di varia natura, presenti sia nella famiglia dell’attuale indagato per l’omicidio della dottoressa Chiara Poggi (13 agosto 2007), il signor Sempio, e della sua famiglia, ultimamente connotata dalla stupidità di uno…
Articoli e Saggi brevi
Salute e sicurezza nella vita dell’uomo… (l’Unione Europea mi suggerirebbe di aggiungere “…e della donna”, ma io sono dispettoso, e non lo faccio). Intervista in tema di salute e sicurezza del lavoro pubblicata sulla rivista specializzata “Promozione salute”
(Sono onorato che mi sia stata richiesta l’intervista che segue, estratta da un’ottima rivista specializzata sui temi della salute umana, che sta trovando un suo spazio politico, sindacale e mediatico r. p.) Le domande sono a cura del dottor Francesco Vaccari, direttore della rivista Promozione salute. Caro professor Pilutti, grazie per aver accettato questa conversazione. Prima di entrare nel tema, ti chiederei di presentarti brevemente: chi sei, di cosa ti occupi oggi e qual è il filo rosso che lega il tuo…
Continuo la riflessione sulla “crisi” del nostro tempo, iniziata domenica scorsa. Un altro esempio, ed elemento causale, della “crisi”, è quella del linguaggio e del suo utilizzo. Fermo restando che ogni lingua e ogni idioma sono strutture dinamiche della comunicazione inter- umana nelle storie dei popoli e delle nazioni, qualche volta mi pare si esageri, ma non nella concretezza del vivere, bensì nelle decisioni di burocrazie sorde, cieche, e falsamente evolute, in nome di valori che, se declinati malamente, valori non sono. Un esempio: se l’inclusione sociale, economico-politica e culturale di tutti gli esseri umani, che possiedono – ontologicamente – pari dignità morale, in ogni contesto e luogo, è un valore sacrosanto, non lo è più quando qualcuno decide, astrattamente, di definire espressioni e linguaggi a partire da una visione sbagliatissima del concetto stesso di inclusione, che non è e non può essere appiattimento e banalizzazione. Probabilmente, una delle ragioni di questo fenomeno è anche l’assunzione – in corso, sia pure lentamente, dal Secondo dopoguerra – della lingua inglese del ruolo di koiné contemporanea, lingua che – nelle sue varie inflessioni territoriali e socio-economiche, a differenza del latino, non offre una ricchezza semantica disponibile nel linguaggio comune. E allora troviamo imbecillità, cretinerie (non “cretinismo”, che è una malattia neuro-organica, e precisamente: una sindrome clinica causata da una grave carenza di ormoni tiroidei durante lo sviluppo fetale o neonatale, detto ipotiroidismo congenito), idiozie e patenti stupidità nelle istruzioni denominate “Per una comunicazione inclusiva” dei funzionari dell’Unione Europea, ovviamente indirizzati dalla politica. Un esempio: non usare più il termine “patria”, bensì “terra natia” (ottocentesco, quasi poetico, intriso di una sorta di romanticismo decadente simil-pascoliano), poiché “patria” evoca il padre, e altre amenità, che se non fossero imbecilli, cretine, idiote e stupide, potrebbero perfino essere divertenti. Leggo che tali istruzioni sono state inviate ultimamente alla giovanissima Repubblica del Kossovo che sta chiedendo di far parte dell’Unione Europea, per cui deve mostrare di possedere alcuni indispensabili requisiti formali, anche linguistico-espressivi. Su questi argomenti ho pensato di interpellare Aristotele e alcuni suoi allievi del Lyceo ateniese che il filosofo dirigeva, mentre li istruiva passeggiando nel Peripato: una “medicina” adeguata alla bisogna, in tempi di neo-imperialismo criminale dominato da uomini mediocri e malvagi come Trump (che comunque fra tre anni sparirà alla vista), Putin (spero in qualcosa senza di lui e suoi simili), Khamenei (spero nella Persia), Netaniahu (Israele è sempre una speranza democratica), i vari Sinwar, il bimbo capriccioso cattivo di Pyongyang
Il documento cui mi riferisco, certamente redatto da solerti funzionari, è del 2021, ed è firmato in calce dal Direttore generale dell”amministrazione dell’Unione Europea, Mr. William Shapcott, e dal Presidente del Consiglio dell’Europa di allora, il Signor Donald Tusk, attuale premier della Repubblica democratica di Polonia. (Se qualche lettore me lo chiedesse glielo invierei volentieri via mail) L’ELENCO DEI DIVIETI E DELLE DIRETTIVE PER ATTUARE L’INCLUSIVITA’ Fermo restando che quando è possibile usare una perifrasi che non appesantisca il testo,…
Le “crisi” del nostro tempo: in tema di “noi” e di “loro”, di Occidente (1 miliardo di persone) – che insegna a vivere al mondo, avendo pacificamente dei meriti – e Oriente più Sud del mondo (7 miliardi di persone), che “deve” imparare, ma ha comunque molto da insegnare al mondo; la “crisi” tra valori diversi e a volte incompatibili; la “crisi” di “identità” e “rappresentanza” nelle antropologie diverse, in particolare tra quelle orientali e quelle occidentali; la “crisi” nella politica, che qui da noi si manifesta con la disaffezione alla partecipazione democratica; la “crisi” qualitativa dell’attuale sindacalismo confederale; la “crisi” della militanza politica e del pensiero critico, che a volte confliggono gravemente nella coscienza delle singole persone, nelle relazioni intersoggettive, nei e tra i gruppi politici, provocando gravi danni relazionali intersoggettivi e anche sociali, al punto che personalmente mi affliggo quando la militanza “ideologista”, preciso, non ideologica, che è legittima e fruttifera, sopraffà il pensiero critico e crea un impoverimento dei rapporti tra le persone, talora perfino rovinando cordialità e amicizie. Forse è tempo di trovare una conciliazione tra la fisica della realtà e la metafisica della trascendenza, tra individuo e collettività, tra Occidente e Oriente
PROEMIUM HISTORICUM-PHILOSOPHICUM Si parla da decenni, e più ancora negli ultimi anni, in ogni ambito umano, sociale e culturale, tipica del nostro Occidente, di codesta amplissima crisi, che è certamente generata da molteplici fattori sociali, politici e culturali. Come ho scritto spesso, ma l’amica professoressa Elena mi suggerisce di inserire anche in questa sede la precisazione linguistica, qui utilizzo il termine “crisi” nella sua accezione semantica greca, che rinvia all’atto del “giudicare-scegliere”: infatti, in greco “giudice” si dice kritès.
Il potere, il diritto, il dominio, la morale, l’identità, la memoria… Maduro, Netaniahu, Sinwar, Trump, Khamenei, Putin, Xi, e Zelensky, Mattarella, Starmer, Tusk, Macron, Sanchez, Meloni, Erdogan, Landini, gli assassini di Chiara Poggi, anche se “Quanto piace al mondo è breve sogno” (F. Petrarca)
N.B.: ARTICOLO NON SCIENTIFICO-DEDUTTIVO, MA INTUITIVO E PASSIONALE, E PROPRIO PERCIO’ NON MENO ATTENDIBILE VENEZUELA E DINTORNI Nicolas Maduro Moros (presidente truffaldino del Venezuela) è un criminale travestito da politico che è stato fatto arrestare da Donald. J. Trump, un vero narciso bullo, che è il Presidente degli Stati Uniti d’America democraticamente eletto, mentre il baffone venezuelano ha usurpato la vittoria (sior Landiniiii, informate prima de parlà!!! gli griderebbero in faccia il Trilussa, al secolo Carlo Alberto Salustri, o…
Della nascita dello stato di diritto e della giustizia, sia come una delle quattro principali virtù umane (una cum prudentia, fortitudine et temperantia), studiate fin da Aristotele, e poi dalla filosofia cristiana (Tommaso d’Aquino) e da quella moderna (Kant), sia come sistema essenziale dello stato (possibilmente democratico). La giustizia, oltre che virtù, è dunque l’oggetto formale di uno dei tre poteri dello stato moderno descritti da John Locke e da Montesquieu (Charles-Louis de Secondat, barone di La Brède e di Montesquieu), appunto quello giudiziario, assieme a quello legislativo e a quello esecutivo. La riforma della giustizia che la politica italiana si appresta ad attuare in questi mesi, deve comunque tenere conto di tutta la storia precedente che ha portato la società occidentale a passare dal potere assoluto di re e imperatori allo stato-di-diritto
DALL’ANTICHITA’ AI SECOLI DICIASSETTESIMO E DICIOTTESIMO, E FINO AI GIORNI NOSTRI. UNA SINTESI STORICA 1.1. L’antichità. Quando vi fu la sedentarizzazione delle tribù e delle prime popolazioni, vale a dire più o meno dalla fondazione di Gerico in poi, vennero individuate le prime figure leader, che spesso adempivano, a volte assieme ad un’altra figura, sia ai primi ruoli “politico-amministrativi” (capo tribù) sia a quelli sacral-religiosi (sciamano), che nelle culture più “naturali” sono rimaste tali fino al XX secolo, come nel…
In un tempo e in un mondo confusi (e strambi) e pericolosi come l’attuale. Due esempi tra innumerevoli: la strage antisemita islamista di Sydney, che spero sia definita come tale anche dal signor Anthony Albanese, nomen omen, perché finora non lo ha fatto, e l’omicidio di Sharon Verzeni perpetrato da Moussa Sangare, per il quale la procura chiede – giustamente – l’ergastolo: questo “signore” ha ucciso per noia, per capriccio, per futili motivi, per malvagità, schifoso!… e non voglio leggere sociologismi o psicologismi insulsi che cercano di spiegare questo orrore con le colpe della società, (aaah, respiro profondo) la “Filosofia scolastica” medievale di Tommaso d’Aquino, Alberto di Colonia, Sigieri di Brabante, Guglielmo d’Occam, Giovanni Duns Scoto and co., può offrire ancora strumenti utili di conoscenza dell’uomo, dei suoi comportamenti e del suo ambiente, poiché riesce a far dialogare psicologia, diritto e morale, che il sapere contemporaneo ha pericolosamente separato, in un “cupio dissolvi” (trad.: desidero di essere fatto scomparire) che tende al tragico. La speranza e la carità conducono alla fede
PROEMIO In un tempo e in un mondo confusi (e strambi) e pericolosi come l’attuale. Due esempi tra innumerevoli: la strage antisemita islamista del sedicente ISIS di Sydney, che spero sia definita come tale anche dal signor Anthony “Albanese”, nomen omen, perché finora non lo ha fatto, e l’omicidio di Sharon Verzeni perpetrato da Moussa Sangare, per il quale la procura chiede – giustamente – l’ergastolo: questo “signore” ha ucciso per noia, per capriccio, per futili motivi, per pura malvagità…
Dalla piccola Lucy della Depressione di Hadar, 1974 – Etiopia, a Eraclito di Samo, Claudio Tolomeo, Robert Bighead di Oxford, da Nikolaus Copernicus e Galileo Galilei a Johannes Keplerus e Isaac Newton, da Albert Einstein, Werner Heisenberg e Paul Dirac, alla Tesla di Berlino visitata dall’amico Fabio con Davide, a Elon Musk, Dario Amodei, Mark Zuckerberg, Lisa Su, Jensen Huang, Sam Altman, Jimmy Fallon, Demis Hassabis, tycoon delle odierne aziende quaternarie, appesi virtualmente alla trave dove nel 1932 stavano seduti a 250 metri di altezza gli operai che costruivano il Rockefeller Center, alla fisica quantistica, all’Intelligenza Artificiale, agli umanoidi antropoidi… e alla coscienza?
L’AUSTRALOPITECO Lucy, e chi è? Una signorina Masai o una mamma Bantu? No, Lucy è il nome con cui viene comunemente identificato il reperto A.L. 288-1, scoperto nel 1974 nella Depressione di Afar, in particolare nel sito archeologico di Hadar, in Etiopia. E’ costituito da centinaia di frammenti di ossa fossili che rappresentano il 40% dello scheletro di un esemplare femmina, il primo scoperto, di Australopitecus afarensis. Perfino i Beatles se ne interessarono, quando dettero il suo nome a una loro famosa canzone Lucy…
In un mondo ancora crudelmente “infantile” dopo soli (rispetto all’età della Terra e della comparsa dell’homo sapiens sapiens) 5000 anni di storia variamente documentata, propongo quattro recenti manifestazioni o racconti di cose mal(vagi)e (scelte tra molte altre), di questi tempi nostri. 1) “Nomen est omen et vicissim, forsitan”: “sempio”, cioè “il nome è (par essere) più o meno la cosa stessa”, e la persona di cui parlasi, che non sembra esser un purissimo giglio di campo; 2) “Goodfellas”, cioè “bravi ragazzi” è il titolo di un ottimo film diretto nel 1990 da Martin Scorsese. Si tratta di un chrime o gangster film tra i migliori degli ultimi decenni, con attori eccellenti quali Robert De Niro, Andy Garcia, Ray Liotta, Joe Pesci, Lorraine Bracco, etc. In queste settimane, anzi da mesi, si parla, invece, di un altro gruppo di “bravi ragazzi” quelli di Garlasco (vedi punto 1), e 3) anche di quelli che vestiti da “pro pal”, non fregandogli una ceppa del Popolo palestinese, perché vogliono solo far casino e spaccare tutto quello che possono. Disturba e rattrista (e un pochino indigna) che anche alcuni “puri di cuore” (con tale espressione non mi riferisco ai molti che sanno-quello-che-fanno, in scienza e coscienza, che conosco in stima e amistà) si facciano, di fatto, governare da squadristi (paradossale, vero?) dell’antifascismo, forti del silenzio della sinistra attuale, con mentori come la signorina Thumberg che, ospite in Italia (con viaggi, penso, pagati da chi la pilota), definisce “criminale” il Governo della Repubblica Italiana (le erogherei volentieri uno schiaffo sonoro se la incontrassi, perché il Governo, che io non ho votato e non voterò, è costituzionalmente anche il mio Governo, in quanto io sono Italiano), o la dottoressa Albanese (tra pochissimo – grazieadio – sarà l’ex “relatrice speciale” dell’Onu) che approva l’aggressione dei pro pal imbecilli e pelandroni alla redazione de La Stampa, peraltro giornalisticamente il quotidiano italiano più sensibile alla causa palestinese, avendo – inter alia – qualche settimana fa addirittura “proibito” allo sprovveduto sindaco di Reggio Emilia di parlare degli ostaggi israeliani, dopo che lo stesso sindaco aveva ampiamente citato le inaccettabili e orrende stragi di Gaza successive al pogrom del 7 ottobre 2023, perpetrato dai criminali di Hamas, mentre dallo stesso sindaco veniva premiata (cavolo, premiata?), ed altre turpi azioni come i maleducati insulti alla senatrice Liliana Segre, da agitatrice senza arte che indignano, oltre a me, anche Luciano Violante, il professor Gianfranco Pasquino, il professor Massimo Cacciari e altri pensanti (tutti di sinistra anche se non appartenenti al mainstream schleiniano); 4) A Udine un docente, uno storico (che citerò nel testo) viene minacciato dal comitato locale pro pal affinché non tenga una conferenza sul tema israelo-palestinese. Insisto: tra costoro ci sono degli squadristi tra i bene intenzionati e i puri di cuore. Che tristezza. E’ dovuta intervenire la Digos (la Polizia politica) per consentirgli di svolgere la sua conferenza. Ci sono due strumenti, a mio avviso, per andare oltre questo momento difficile: a) riprendere un dialogo filosofico di tipo socratico tra le diverse posizioni, dove la ricerca della verità è – appunto – affidata al dialogo rispettoso (fino a che è possibile) e, b) l’analisi dei meccanismi biologici e psicologici che presiedono alla formazione di gruppi e/oppure sette, interpellando l’antropologia filosofico-culturale e le scienze psico-biologiche, perché il comportamento di questi violenti di piazza (che non mescolo con “i sinceramente manifestanti” per il bene, che a volte “si fanno, forse inavvertitamente, confondere”) richiama – appunto – comportamenti per alcuni aspetti analoghi, tipici di alcune sette ben studiate dalle scienze antropologiche, psicologiche e sociologiche (per le vicende settarie finite in modo tragico, cf. i 77 “davidiani” morti a Waco o i poveri 1200 suicidi del reverendo Jones in Guayana): nulla a che fare con i lavoratori dell’impianto siderurgico ILVA di Taranto, con i quali manifesterei anch’io. (Titolo assai lungo e faticoso, che richiede attenzione evitando reazioni frettolose)
ALCUNI “BRAVI RAGAZZI” E UN DELITTO PER IL QUALE VI E’ (FORSE) UN INNOCENTE IN CARCERE E UN ASSASSINO (O PIU’) IN LIBERTA’ Traggo innanzitutto ispirazione per questo articolo dalla controversa, ambigua e sgradevole, e oltremodo dolorosa (per la vittima dottoressa Chiara Poggi, orrendamente massacrata il 13 agosto del 2007, e per il condannato, il per-me-innocente dottor Alberto Stasi). In questa sede rivolgo un pensiero anche al signor Nicola, papà di Alberto Stasi, che è mancato dopo le tristi vicende…
L’uomo ha a che fare con Dio e con il «divino»? Corso breve di Teologia fondamentale: del Sacro, del Religioso, del Teologale, nove lezioni per tutti
Offro in Power Point i contenuti di un corso breve di Teologia fondamentale che ho svolto recentemente in tema. Gli argomenti, di per sé sterminati, sono svolti in un tentativo di sintesi adatta a proporre un insieme di temi che coinvolgono da sempre lo spirito, la psiche e l’agire dell’uomo. La vita umana pone questioni che spesso superano la possibilità di comprensione intellettuale, specialmente quando compare il male in tutte le sue manifestazioni, dal dolore fisico alla povertà, all’umiliazione, alla…