LE “VIE DEL SIGNORE” Una cara amica imprenditrice, la Gabriella, che con Livio ha “inventato” un’azienda leader di settore a livello europeo, come moltissime nel nostro Friuli, sconosciute ai più ma viventi ed efficienti, mi ha proposto una considerazione acutissima sulla vita: “Voglio decidere di me prima che gli eventi decidano di me“, proponendo un esempio di questo genere: “…sei a casa, esci di casa, ti fai male, vai in ospedale e non torni più a casa“. Ciò che può…
Articoli e Saggi brevi
Una riflessione filosofica per questi tempi di paci difficili e di guerre “facilissime” da iniziare (per Trump in particolare, il narciso autoreferenziale sé putante fasullo conclusore di guerre), quasi impossibili da terminare, sempre stupide e molto crudeli: qui ricordo Jürgen Habermas, l’ultimo della “Scuola di Francoforte” (della quale componenti fondamentali sono stati, oltre al su citato, Theodor Adorno, Max Horkheimer, Herbert Marcuse e Walter Benjamin), un gruppo di filosofi e sociologi, ricercatori della verità attuale. Habermas è stato un “illuminista” contemporaneo, nutrito – da giovine – anche del Romanticismo tedesco del grande Friedrich Wilhelm Joseph Schelling, cui non cedette mai, per gli aspetti più perigliosamente auspici della Germania ancestrale, come fecero molti altri (tra i quali alcuni decenni prima fece il funereo Joseph Goebbels)
(Prima di parlare di Habermas, siccome la lucida e crudele follia della guerra continua, desidero richiamare alcuni passi delle Sacre scritture ebraico-cristiane, non sperando che il germanoide Drumpf-Trump le legga o che qualcuno gliele segnali o gliele legga, ma semplicemente per chi le leggerà. “Ecco, a te viene il tuo re./ Egli è giusto e vittorioso,/ umile, cavalca un asino,/ un puledro figlio d’asina./ Farà sparire il carro da Guerra da Efraim/ e il cavallo da Gerusalemme,/ l’arco di guerra…
“Padre”, “padrone”, “professore”, “prete”, “poliziotto”, le 5 P dell’autoritarismo che il ’68 ha smantellato, senza riuscire a costruire l’autorevolezza nell’autorità. A mio avviso, anche se potrebbe apparire paradossale, è una delle ragioni primève e occulte che hanno “generato” il ragazzino diciassettenne che qualche giorno fa voleva fare una strage a scuola in Italia, non in America, come accadde a Columbine e altrove. Scandaloso, apocalittico nel senso appropriato di “rivelativo” (più che di catastrofico, come erroneamente è invalso dire)? Oserei dire: la mia è una “provocazione”, termine pessimo di cui si abusa, per cui preferisco parlare di una “vocazione-pro”, rovesciandone l’etimologia radicale
(NOTA per le gentili lettrici e i cari lettori: contrariamente a quanto annunziato, il domenicale qui pubblicato anticipa di una settimana quello già previsto sul filosofo e sociologo tedesco Jürgen Habermas, recentemente scomparso) …padre, padrone, professore, prete, poliziotto, sono le “5 P” costitutive dell’autoritarismo che il ’68 ha smantellato, senza riuscire a sostituirlo con l’autorevolezza, nell’ambito dei processi socio-politici dell’autorità–che-esercita-un-potere. A mio avviso, una delle ragioni che hanno “generato” il ragazzino diciassettenne che voleva fare qualche giorno fa una strage a…
Il piccolo Domenico d’Italia, la medicina e la legge. E aggiornamenti molecolari di politica attuale
(NOTA per le gentili lettrici e lettori: tutte le informazioni di cronaca qui riportate sono note al pubblico, perché già trasmesse o riportate dai media nazionali e locali) In una nazione dove, dai tempi degli optimates del generale Gneo Pompeo e dei populares del generale Caio Giulio Cesare, ci si è sempre divisi tra due fazioni, partiti, militanze, tifo (guelfi-ghibellini, Nord-Sud, destra-sinistra, Coppi-Bartali, si-no al referendum sulla giustizia, Inter-Milan (che è la contrapposizione dualista italiana meno faziosa di tutte), etc.)…
Trump vs Spinoza. Iran: pena di morte come misura amministrativa: da 1000 a 2000 persone impiccate all’anno e centinaia di fucilati sui tetti dei palazzi (fonte: Amnesty International) nell’Iran di Ruhollah Komeini e di Alì Kamenei. E del defunto Alì Larjiani, quello “…che amava Kant” (copyright “Repubblica”), dopo aver fatto ammazzare piazze e strade piene di giovani. Ahò “Repubblica”, che titoli fai? Ovvero, del filosofo buono che pensa e scrive del bene e del male, e del politico squilibrato e pericoloso, che pensa di vincere le guerre contro la Storia. Il vero bene, per Baruch Spinoza è – letteralmente – “diventare più forti in armonia con l’ordine eterno della Natura (Deus – sicut aeterna necessitas omnium – sive Natura)”, accettando che nella natura non vi è né bene né male (cf. Nietzsche), ma solo “realtà” fattuale. Passioni, malattie, incomprensioni, inimicizie, violenza… è/sono la vita dove posso combattere per il vero bene, che è tale, e per il filosofo, “solo-con-gli-altri” (su questa asserzione così netta non sono del tutto d’accordo con Spinoza), con la “fortitudo”, cioè la fortezza. Non si deve pre-tendere di “capire”, ma ci si deve attivare per “com-prendere”. “Stoico”, “buddhista”, “cristico”, anzi “gesuano”: Spinoza, anche per riflettere utilmente sulla “guerra grande” di queste settimane mesi anni decenni dentro ottanta anni di “pace”. Obbligherei Donald J. Trump, quest’uomo pericolosamente narcisista, ovviamente con l’aiuto di qualcuno, perché il presidentone è un analfabeta letterale e concettuale, a leggere Baruch Spinoza, e a studiare la storia della Persia, che risale a più di 5000 anni fa. Vorrei fare una domanda semplice all’ANPI e all’ARCI (leggi sotto). Da ultimo un pensiero di pietà per Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, anarchici, morti mentre perparavano una bomba (leggi sotto)
(NOTA per i miei gentili lettori e le mie gentili lettrici: siccome spesso vengo richiesto di trattare qualche specifico argomento, anticipo che nelle prossime settimane i temi riguarderanno: a) il piccolo Domenico d’Italia, b) una storia macabra e grottesca accaduta poco dopo la Seconda guerra mondiale nel mio paese, Rivignano, c) Jurgen Habermas e la sua eredità sociologica e filosofico-morale (gli articoli potranno non essere pubblicati cronologicamente in questo ordine). Mi sto chiedendo da settimane se e come dire…
Un soldato
Sto preparando una riflessione sulla “guerra continua” di questi tempi, chiedendo ispirazione al pensiero morale di Spinoza, ma non la ho terminata. Per travalicare questa domenica pubblico, in vece, un testo autobiografico, che mi pare abbastanza dettagliato e curioso. Durante l’orribile e trista vicenda dell’omicidio di Garlasco, noto a tutti, ho sentito un conduttore tv Mediaset dalla testarapata, commentare con una tal “opinionista”, psicologa-criminalista-criminologa, affine, apparentata quasi – a suo dire – al FBI di Quantico (non è vero! come…
Oltre ogni ragionevole dubbio: per una Riforma della Giustizia, anche parziale, intanto. Impegnamoci per un sì convinto (e convincente) nel referendum sulla struttura organizzativa della Magistratura italiana che si terrà domenica 22 e lunedì 23 marzo prossimi; Riforma che, non solo è pensata nel senso voluto dai Padri e dalle Madri costituenti (al contrario di ciò che sostengono i fautori del no), ma sarà anche molto utile per chiarire i differenti e complementari ruoli del Procuratore, che dirige le indagini preliminari e sostiene l’accusa in giudizio, e il Giudice, che risolve controversie (funzione giudicante), controlla la corretta applicazione delle norme (legittimità) ed esamina i fatti (merito), in base alle prove, alle testimonianze e nel rispetto della Legge, rendendo più efficace il loro lavoro, per garantire una tempestiva giustizia-giusta a tutti i cittadini, di qualsiasi stato e condizione siano. In questo senso si sono mossi e si muovono insigni costituzionalisti come il valoroso professor Giuliano Vassalli, comandante partigiano di Giustizia e Libertà, socialista e Guardasigilli, come i costituzionalisti professori Sabino Cassese, Stefano Ceccanti e Augusto Barbera, come i giudici Paolo Borsellino e Giovanni Falcone (a volte disonestamente citati a sostegno della tesi contraria), per tacere di altri, appartenenti a tutti gli schieramenti politici
(Con grande piacere pubblico – in tema – un breve saggio dell’Avvocato Olga Fabris, del Foro di Pordenone e Segretario della locale Camera Penale. Olga è mia Collega in un Organismo di Vigilanza aziendale (si tratta di un Comitato Etico) appartenendo a una importante tradizione giuridica di famiglia. Desidero anche ricordare qui la sua Mamma, morta in circostanze tragiche alcuni anni fa, mentre stava occupandosi della difesa di una donna, l’Avvocato Francesca Trombino, che era una mia cara amica. rp) REFERENDUM GIUSTIZIA:…
Governare, amministrare, controllare, comandare, dirigere, gestire con… carisma, o di come esercitare la leadership di gruppi complessi, dall’ambito militare a quello politico e a quello aziendale, che in parte è un fattore analogo
PROEMIUM (Eleonora è una giovane manager, laureatasi in diritto e in economia lavorando nell’azienda di famiglia, figlia di una coppia di imprenditori friulani della Destra Tagliamento, fondatori di una piccola, ma specializzatissima azienda del settore meccanico-agricolo, azienda che frequento da oltre un decennio, assistendo i titolari, e da alcuni anni presiedendo il Comitato etico. Eleonora è una giovane donna curiosa e colta, e mi ha chiesto di aiutarla un po’ a “ripassare” gli argomenti della governance aziendale, come si…
Il mestiere del giornalista è uno dei più straordinari, talora anche eroici, oppure dei più beceri, dove operano dei mentecatti (nel senso etimologico di “catturati nella mente”) privi di risonanze emotive e di onestà intellettuale, ovvero, dal coraggio degli inviati di guerra alla schifezza dei talk show gossipari, tipici dell’ambiente televisivo italiano
LE ORIGINI DEL GIORNALISMO Il giornalismo è una particolare forma di scrittura e di comunicazione di notizie. Si può dire che è nato quasi assieme alla scrittura, poiché anche le prime notazioni legate al controllo politico-amministrativo di città e territori possedevano una dimensione comunicativa, quantomeno da chi stilava il dato o la notizia a chi comandava. Nell’antico Egitto il faraone riceveva notizie dai funzionari sparsi sul territorio che annotavano fatti e risultati delle attività agricole e dava – a sua…
Olimpia di neve e di ghiaccio, di sport educativo e di stupide lagnanze e lontananze dalla verità. Tra contegni adeguati e contegni disordinati. Chiacchiere da bar sport e “da parrucchiera” (absit iniuria verbis omnibus foeminis orbis terrarum, qua excusatio petita est). La disperazione degli infelici di Garlasco: confutare senza offendere è per alcuni troppo difficile. La disonestà intellettuale e morale: episodio 1) per una strategia del caos le parole di Gianluigi Nuzzi e di Roberta Bruzzone a Quarto grado, che hanno disprezzato un consulente tecnico, perché non sarebbe adeguato in quanto avrebbe fatto anche il bagnino, oltre che il chimico e l’ufficiale dei Carabinieri (gentile Piersilvio Berlusconi, che cosa sta succedendo in quel programma? anche se comprendo che lo share, la pubblicità hanno le loro ragioni, capisco, ma non mi piace); episodio 2) la caduta per le terre senza che nessuno lo colpisca del milionario disonesto Alessandro Bastoni in Inter-Juventus di ieri. Già si era distinto qualche mese fa per dire che loro, “i poveri calciatori”, fanno tanti “sacrifici”, mentre lui prende solo 4,5 milioni all’anno di ingaggio. L’Inter, che è la più forte, non ha bisogno di questi mezzucci per vincere il campionato, oh sommo Marotta! Nostalgia di Andrea Barbato. Il piccolo bambino dal cuore malato di Napoli è l’Italiano più amato. Federica Brignone è la meglio gioventù d’Italia
OLIMPIADI Partecipare decoubertianamente o vincere bonipertianamente? O spaccare vetrine? Due o tre domande e due o tre risposte: a) il Signor Charles Pierre de Frédy, barone di Coubertin, inventò le Olimpiadi moderne con l’edizione di Atene del 1896, per far incontrare i giovani maschi del mondo e per sviluppare conoscenza reciproca e fraternità in tempi nei quali le teorie sulla guerra di von Clausewitz e la pratica della guerra tra le nazioni prevalevano. Si volle tenerle in Grecia per…