PROSSIMAMENTE: “Il desiderio di verità e di giustizia è insito nell’uomo?“ IL LÒGOS, LA PAROLA, IL DISCORSO, IL RAGIONAMENTO, MA ANCHE IL SOGGETTO UMANO Lògos è il termine basilare della conoscenza secondo la nostra grande cultura matrice, quella greco latina: il Lògos è la parola, il discorso, il ragionamento, l’intelletto pensante, la rappresentazione: è tutto ciò che afferisce al pensiero umano riflettente e auto-riflettente. Ogni identità, ogni soggetto e ogni oggetto ha bisogno di un Lògos, di una ragione…
contemplazione
Io esisto solo adesso che scrivo, esisterò solo quando leggerò, ma il presente che vivo adesso, anche se non sarà più tale quando leggerò, è eterno, perché nessuno, neanche Dio potrà cancellarlo. La scrittura e la lettura del testo sono determinate dal tempo cronologico, ma sono anche fuori dal tempo cronologico, perché questo tempo è l’eterno (cf. Emanuele Severino). Dopo avere interpellato Albert Einstein, vi propongo un esercizio sul tema del tempo: la lettura di parte del Libro XI de le Confessioni di sant’Agostino, la parte che riguarda il “tempo”, e di qualche mia considerazione successiva ad ogni “numero” del testo agostiniano
PROSSIMAMENTE: “L’eros è più forte del lògos?“ PROEMIO. ESSERE, ESSENZA, ENTE Scrivo questo breve saggio filosofico accettando un invito da parte di un conoscente-quasi-amico (cosa che mi capita oramai abbastanza sovente) a tale “intrapresa”, ma chiarisco che questo testo è rivolto a chiunque legga i miei “domenicali”, con preferenza per chi mi vuol bene, per gli amici, e per i miei studenti che nel tempo sono andati avanti nel… tempo, con me, stando ancora nel mio tempo. Gli eterni…
“Spiegare” e/o “comprendere” l’uomo, mediante l’interpretazione dei fatti della vita? I due verbi, in buona parte integrabili, a partire dal secondo (comprendere), dicono due differenti approcci conoscitivi e pratici. La filosofia del XX secolo, considerando il pensiero filosofico di Karl Jaspers e quello di Edmund Husserl, ci può aiutare. Consideriamo l’Esistenzialismo di Jaspers e la Fenomenologia di Husserl, come approccio alle cose della vita umana e del mondo, assieme alle lezioni dei grandi pensatori precedenti, fino al pensiero e alla psichiatria del nostro Franco Basaglia, che era, non solo validissimo medico psichiatra, ma anche sensibilissimo “filosofo umanista” e accorto politico, come usavano essere i nostri grandi “antichi” pensatori
PROSSIMAMENTE: “Esisto solo adesso che scrivo, esisterò solo quando leggerò, ma il presente che vivo adesso, anche se non sarà più tale quando leggerò, è eterno, perché nessuno, neanche Dio potrà cancellarlo. La scrittura e la lettura del testo sono determinate dal tempo cronologico, ma sono anche fuori dal tempo cronologico, perché questo tempo è l’eterno (cf. Emanuele Severino)” “L’eros è più potente del lògos?“ N.B.: Non potendo e non volendo proporre testi a mo’ di lectiones magistrales in…
Siamo “gettati-nel-mondo” e nel tempo come esseri umani, da “altro-da-noi”. Siamo “condannati” alla libertà, “condanna” dalla quale non possiamo liberarci. Passiamo dall’inquietudine all’angoscia, dall’angoscia e perfino dalla disperazione alla possibile “fede”, nel sentimento incerto, confuso e inconscio del proprio limite. Una riflessione con l’aiuto di Søren Kierkegaard, per il valore irriducibilmente unico della nostra singola esistenza, di Jean-Paul Sartre, per l’obbligo di essere-liberi, di Martin Heidegger, perché siamo “gettati” nel mondo (a nostra insaputa e senza il nostro permesso), e lì dobbiamo restare fino al nostro scomparire, di Friedrich Nietzsche che ci svela la finitezza-della-grandezza dell’uomo, magari rinviando al “fondo dell’anima” nostra di umani, di Giovanni “Maestro” Echkart
PROSSIMAMENTE: “L’orizzonte tragico dell’omicidio della dottoressa Chiara Poggi a Garlasco, paesone del pavese circondato da immense risaie in faccia al Po e al Ticino, locus dove mi sono recato un paio di mesi fa per percepirne l’aura: una vicenda da leggere, non solo con gli strumenti delle scienze psicologiche, neuroscientifiche, giuridiche, sociologiche, massmediologiche, biologico-genetiche, mediche e forensi, ma anche con la gnoseologia, la logica e l’etica di Aristotele, di Immanuel Kant e di Georg Wilhelm Friedrich Hegel, che scelgo tra…
“Cogito (vel dubito), ergo sum”, cioè “penso (ovvero dubito), e dunque sono”: è il principio epistemologico della conoscenza soggettiva della realtà che, secondo René Descartes e il suo antico ispiratore sant’Agostino, ritenevano quale fondamento della verità-di-ciò-che-è-reale. Verità vs. realtà e viceversa. Il dubbio metodico o sistematico, nella contemporaneità viene collegato al cosiddetto “complottismo”, che dice: se una cosa accade, accade non solo perché c’è un rapporto diretto fra causa agente ed effetto (come peraltro neppure David Hume credeva. Un esempio storico sulla parziale validità del sistema gnoseologico di Hume, che in generale non condivido: il regime nazista iniziò nel 1933 in Germania dopo la Repubblica di Weimar, ma non per un rapporto diretto causa/effetto, ma semplicemente perché gli succedette: hoc post hoc, non hoc propter hoc), ma soprattutto poiché c’è una con-venienza di alcuni (da due soggetti umani agenti in su), non solo del singolo, che accada un qualcosa. Infine una domanda: la malvagità e la stupidità sono alternative o possono convivere nell’agire umano libero?
(PROSSIMAMENTE: “Siamo, come esseri umani, “gettati-nel-mondo” e nel tempo da “altro-da-noi”. Siamo “condannati” alla libertà, “condanna” dalla quale non possiamo liberarci. Passiamo dall’inquietudine all’angoscia, dall’angoscia e perfino dalla disperazione alla possibile “fede”, nel sentimento della propria finitudine. Una riflessione con l’aiuto di Søren Kierkegaard, per il valore irriducibilmente unico della nostra singola esistenza, di Jean-Paul Sartre, per l’obbligo di essere-liberi, e di Martin Heidegger, perché siamo “gettati” nel mondo a nostra insaputa e senza il nostro permesso, e lì dobbiamo…
Sussistono – nonostante tutto – le passioni umane tra le quali la speranza, che è anche virtù teologale, anche se …mala tempora currunt, sed tempora bona veniant, quia in spe confido (viviamo tempi malvagi, ma verranno tempi migliori, perché ho speranza)
Io spero. Ho speranza. Guardo al futuro con una certa fiducia. Gli studiosi versati nella PNL, la Programmazione Neuro Linguistica, (cf. Richard Bandler, psicologo, John Grinder, filosofo, Robert N. Dilts, counselor, che sono i fondatori di questa dottrina psicologica, per costoro NLP, e anche studiosi/e che conosco, etc.) sono spesso – a mio avviso – degli autentici professionisti della manipolazione, ritenendo, ad esempio, che si possa (si debba) parlare della fiducia nel futuro come di un concetto pericoloso, perché non…
Amo l’America, ma tutta, dallo Stretto di Bering. dove navigava capitan Vitus, l’Olandese, a Capo Horn, dove navigava capitan Velasquez, Ispanico di un non-so-dove, e l’Argentina molto più degli Stati Uniti, e amo pure il Popolo Russo
Lo scorso 4 luglio è stato celebrato il “compleanno dell’America”, come si legge abbastanza spesso, anche se non ovunque. È normale per il Presidente “bullo” Donald J. Trump parlare di “America” per dire “Stati Uniti d’America”, quasi come una sineddoche, figura retorica certamente involontaria. Duecento cinquanta anni fa i rappresentanti delle Tredici colonie inglesi stabilitesi sulle coste dell’Oceano Atlantico, proclamarono l’indipendenza dalla “madrepatria” inglese, con l’impegno formidabile di un paio di milioni di emigranti colà trasferitisi, capaci di impostare…
“Noi esseri umani siamo (come) una spugna dentro l’acqua corrente”, mi scrive l’amico Romeo. L’acqua corrente principale per me sono stati Luigia e Pietro, mia madre e mio padre. E anche altri e altre nel tempo… (la “none Catine”, nonna Caterina, il maestro dalla terza alla quinta elementare Costantino, il parroco di Rivignano don Aurelio, la professoressa di greco del ginnasio liceo Stellini, Gioietta, il caro padre Giuseppe da Bologna, domenicano…). Una meraviglia, se paragono questa “mia acqua” a quella che scorre copiosa a Garlasco o a Rimini o in molti altri “altrove”, in questi ultimi tempi
(PROSSIMAMENTE: “Gatti veri e altri “animali” (senza offesa per gli animali-non-umani) di Garlasco, ovvero psicologia e psicologismi, antropologie varie, scienze e giornalismo, filosofia e ragion etica: presenze e assenze nell’infame e notissimo caso“) LA METAFORA La metafora è una delle più importanti strutture retoriche della poesia, se non la più importante, e a volte “dà una mano” stilistico-formale anche al linguaggio filosofico e ai più vari modelli narrativi. La metafora “dell’acqua e della spugna” del titolo è un poetico…
Don Pietro, il diavolo, l’acqua santa e la grandinata
(PROSSIMAMENTE: 1) “Propongo l’algoritmo dell’Etica d’impresa: ἦθος (èthos), cioè significa originariamente “dimora”, “posto in cui vivere” e, per estensione, “carattere”, “costume”, “abitudine” o “indole” e, in definitiva “etica” + λόγος (lógos), corrispondente al latino verbum e all’ebraico דבר davar, deriva dal greco légο (λέγω), che significa scegliere, per cui lògos rinvia a parola, discorso, pensiero, ragione + opus, lemma latino che vuol dire lavoro, opera, fatica, prodotto + εἶδος (èidos), che significa idea, forma, aspetto. Segue l’algoritmo della collaborazione umana:…
Tutti gli “imperi” prima o poi declinano e poi si spengono – più o meno rapidamente – e alla fine terminano il loro dominio sui loro popoli, su quelli “conquistati” nel tempo e in vari modi, e finisce anche il condizionamento su altri. Propongo un esempio: come una “grandeur” ritenuta dai suoi orgogliosi abitanti immortale, quella della Francia, declina, analogamente a tutte le cose umane, che sono ontologicamente caratterizzate dalla soggettiva temporalità e dalla obiettiva finitezza. Emmanuel Jean-Michel Frédéric Macron, e prima di lui Jacques René Chirac, François Maurice Adrien Marie Mitterrand, il generale Charles André Joseph Marie de Gaulle, Léon Blum, Carlo Luigi Napoleone Bonaparte (Napoleone III), Napoleone Bonaparte (che era Italiano!), Maximilien-François-Marie-Isidore de Robespierre, re Luigi XIV Borbone, re Francesco I Angouleme Valois, Filippo IV il Bello, e cito solo i maggiori tra i capi della Francia (ho citato anche quello attuale, Macron, che non annovero – soggettivamente – tra i maggiori, ma tra i mediocri), si sono sempre creduti dei Luigi IX Capeto, il re unto del Signore, santo, radicale antisemita medievale, credenti o atei che fossero, quasi fino a Vercingetorige re degli Arverni, i Galli di Francia. Consideriamo dunque sia i meriti sia la superbia dei Francesi e della Francia, una delle maggiori Nazioni d’Europa e del mondo. Un problema generale è che pochissimi, al di là degli addetti ai lavori (storici, politologi e diplomatici), studiano la storia: se i grandi del mondo che nel 1919 decisero di affamare la Germania (che militarmente – ricordiamolo – non era stata sconfitta), cioè 80 milioni di tedeschi, il popolo più numeroso d’Europa, contro le opinioni di Sir John Maynard Keynes, consigliere economico inascoltato da Lloyd George, dal Presidente francese Georges Clemenceau al Presidente americano Woodrow Wilson, fino al nostro Vittorio Emanuele Orlando (che aveva già le sue “gatte da pelare” in Patria dove stavano nascendo i “Fasci di combattimento” dello sciaguratissimo Benito), avessero studiato la storia di Roma antica, quando i Romani affamarono Cartagine dopo la Prima Guerra punica provocando la Seconda e il rischio che Annibale distruggesse l’Urbe, forse il germe del nazismo non avrebbe partorito il mostro hitleriano e favorito lo scoppio della Seconda Guerra mondiale. L’esempio del declino francese attuale, che segue a ruota quello dell’impero inglese, dovrebbe “far scuola” a nuovi “imperialisti” come Netaniahu e Erdogan, e agli imperialisti impenitenti come Trump e Putin… Con tutti i nostri limiti, noi Italiani non abbiamo voluto replicare in questi ultimi decenni il colonialismo crispin-giolittiano e quello fascista, collocandoci in una posizione più equilibrata rispetto alle altre grandi Nazioni europee, per merito di tutti i Governi che si sono ininterrottamente succeduti dal 1945 al 2026, da De Gasperi a Meloni
(NOTA INFO: come da recente costume metodologico informo i miei gentili lettori e le gentili lettrici che il prossimo domenicale avrà come argomento “Il mestiere e la missione etica del medico“) In proemio richiamo un paio di versi della geniale canzone del grande Paolo Conte, Bartali: Oh, quanta strada nei miei sandali/ Quanta ne avrà fatta Bartali/ Quel naso triste come una salita/ Quegli occhi allegri da italiano in gita/ E i francesi ci rispettano/ Che le balle ancor gli…