Villa Ottelio Savorgnan sul fiume Stella ad Ariis di Rivignano

Una riflessione filosofica per questi tempi di paci difficili e di guerre “facilissime” da iniziare (per Trump in particolare, il narciso autoreferenziale sé putante fasullo conclusore di guerre), quasi impossibili da terminare, sempre stupide e molto crudeli: qui ricordo Jürgen Habermas, l’ultimo della “Scuola di Francoforte” (della quale componenti fondamentali sono stati, oltre al su citato, Theodor Adorno, Max Horkheimer, Herbert Marcuse e Walter Benjamin), un gruppo di filosofi e sociologi, ricercatori della verità attuale. Habermas è stato un “illuminista” contemporaneo, nutrito – da giovine – anche del Romanticismo tedesco del grande Friedrich Wilhelm Joseph Schelling, cui non cedette mai, per gli aspetti più perigliosamente auspici della Germania ancestrale, come fecero molti altri (tra i quali alcuni decenni prima fece il funereo Joseph Goebbels)

(Prima di parlare di Habermas, siccome la lucida e crudele follia della guerra continua, desidero richiamare alcuni passi delle Sacre scritture ebraico-cristiane, non sperando che il germanoide Drumpf-Trump le legga o che qualcuno gliele segnali o gliele legga, ma semplicemente per chi le leggerà. “Ecco, a te viene il tuo re./ Egli è giusto e vittorioso,/ umile, cavalca un asino,/ un puledro figlio d’asina./ Farà sparire il carro da Guerra da Efraim/ e il cavallo da Gerusalemme,/ l’arco di guerra…

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Trump vs Spinoza. Iran: pena di morte come misura amministrativa: da 1000 a 2000 persone impiccate all’anno e centinaia di fucilati sui tetti dei palazzi (fonte: Amnesty International) nell’Iran di Ruhollah Komeini e di Alì Kamenei. E del defunto Alì Larjiani, quello “…che amava Kant” (copyright “Repubblica”), dopo aver fatto ammazzare piazze e strade piene di giovani. Ahò “Repubblica”, che titoli fai? Ovvero, del filosofo buono che pensa e scrive del bene e del male, e del politico squilibrato e pericoloso, che pensa di vincere le guerre contro la Storia. Il vero bene, per Baruch Spinoza è – letteralmente – “diventare più forti in armonia con l’ordine eterno della Natura (Deus – sicut aeterna necessitas omnium – sive Natura)”, accettando che nella natura non vi è né bene né male (cf. Nietzsche), ma solo “realtà” fattuale. Passioni, malattie, incomprensioni, inimicizie, violenza… è/sono la vita dove posso combattere per il vero bene, che è tale, e per il filosofo, “solo-con-gli-altri” (su questa asserzione così netta non sono del tutto d’accordo con Spinoza), con la “fortitudo”, cioè la fortezza. Non si deve pre-tendere di “capire”, ma ci si deve attivare per “com-prendere”. “Stoico”, “buddhista”, “cristico”, anzi “gesuano”: Spinoza, anche per riflettere utilmente sulla “guerra grande” di queste settimane mesi anni decenni dentro ottanta anni di “pace”. Obbligherei Donald J. Trump, quest’uomo pericolosamente narcisista, ovviamente con l’aiuto di qualcuno, perché il presidentone è un analfabeta letterale e concettuale, a leggere Baruch Spinoza, e a studiare la storia della Persia, che risale a più di 5000 anni fa. Vorrei fare una domanda semplice all’ANPI e all’ARCI (leggi sotto). Da ultimo un pensiero di pietà per Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, anarchici, morti mentre perparavano una bomba (leggi sotto)

(NOTA per i miei gentili lettori e le mie gentili lettrici: siccome spesso vengo richiesto di trattare qualche specifico argomento, anticipo che nelle prossime settimane i temi riguarderanno: a) il piccolo Domenico d’Italia, b) una storia macabra e grottesca accaduta poco dopo la Seconda guerra mondiale nel mio paese, Rivignano, c) Jurgen Habermas e la sua eredità sociologica e filosofico-morale (gli articoli potranno non essere pubblicati cronologicamente in questo ordine). Mi sto chiedendo da settimane se e come dire…

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Dalla piccola Lucy della Depressione di Hadar, 1974 – Etiopia, a Eraclito di Samo, Claudio Tolomeo, Robert Bighead di Oxford, da Nikolaus Copernicus e Galileo Galilei a Johannes Keplerus e Isaac Newton, da Albert Einstein, Werner Heisenberg e Paul Dirac, alla Tesla di Berlino visitata dall’amico Fabio con Davide, a Elon Musk, Dario Amodei, Mark Zuckerberg, Lisa Su, Jensen Huang, Sam Altman, Jimmy Fallon, Demis Hassabis, tycoon delle odierne aziende quaternarie, appesi virtualmente alla trave dove nel 1932 stavano seduti a 250 metri di altezza gli operai che costruivano il Rockefeller Center, alla fisica quantistica, all’Intelligenza Artificiale, agli umanoidi antropoidi… e alla coscienza?

L’AUSTRALOPITECO Lucy, e chi è? Una signorina Masai o una mamma Bantu? No, Lucy è il nome con cui viene comunemente identificato il reperto A.L. 288-1, scoperto nel 1974 nella Depressione di Afar, in particolare nel sito archeologico di Hadar, in Etiopia. E’ costituito da centinaia di frammenti di ossa fossili che rappresentano il 40% dello scheletro di un esemplare femmina, il primo scoperto, di Australopitecus afarensis. Perfino i Beatles se ne interessarono, quando dettero il suo nome a una loro famosa canzone Lucy…

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Il buono e il bene (…e anche il bello, di cui ho scritto qualche giorno fa), sono unificati nel sintagma greco “kalokagathia” (καλοκαγαθία), che significa “la bellezza e la bontà” (cf. Platone, Timeo); a ciò aggiungo il “tob” genesiaco (cf. Genesi 1, 4: “…Dio vide che la luce era cosa buona.”), cioè “bello/buono”: tutti sintagmi che collegano il buono al bello, ovvero del giudizio morale fondato su un’etica che distingue le azioni buone dalle azioni male liberamente compiute dall’uomo (Seconda parte)

Circa la bellezza, so di affrontare nuovamente un tema non facilissimo, visto che non ne tratterò come di esso parlano le riviste di moda patinate o di quelle che propongono suggerimenti sul cosiddetto make up (o trucco) per le donne, caratterizzati da modalità espressive e da un lessico essenzialmente “estetistici”, come nell’evidente caso dell’armocromia, che tanto interessa – convenientemente, a mio avviso – in special modo a una dirigente della politica italiana, e certamente a molte altre persone di ogni…

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“Aeternitas (est) interminabilis vitae tota simul et perfecta possessio”, vale a dire che “l’eternità e il perfetto possesso di una vita interminabile”. Bene: voglio inserire… nell’eternità la storia brevissima del “progressismo” (che non è sempre positivo: ad e. come nell’industrializzazione forzata voluta e attuata da Stalin nell’Unione Sovietica degli anni Venti e Trenta del XX secolo, et alia) e della “conservazione” (che non è sempre negativa: ad e. nella conservazione della memoria e dei beni culturali, et alia), della “destra” e della “sinistra”: come sono cambiati nel corso del tempo e fino a noi i contenuti politici e ideologici dei due schieramenti post Rivoluzione Francese. Media e comunicazione in tema di politica generale, maggioranze, opposizioni, ovvero i “giudicanti” e i “giudicati”, etc. Occorre partire da un “ente eterno” (per chi crede in Dio o nell’Essere, che possono essere e non-essere la medesima “cosa”), o dalla Storia (per chi non crede né in Dio né nell’Essere), che deve essere conosciuta, anche per discorrere con cognizione e honestas intellectualis delle grandi e piccole cose del nostro tempo

Eternità è un concetto metafisico, che sta-oltre-la-fisica, che è immisurabile con le scienze dure dell’uomo, la fisica, la biologia e subalterne. Il tempo è quella cosa di cui sant’Agostino dice di non sapere nulla se gli si chiede che cosa sia, e che afferma di saperlo, se nessuno lo interpella in merito; il tempo è qualla cosa che il professor Einstein ha collegato necessariamente allo spazio in-ventando (cioè trovando) una nuova dimensione plurima, lo spaziotempo. Lo spaziotempo “è” (meglio che…

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“Animula vagula, blandula…” Marguerite Yourcenar e l’Imperatore Adriano, memoria di un dialogo nel cuore del tempo, e una comparazione con i nostri tempi senza grazia

Il versicolo latino dell’imperatore Adriano – di cui al titolo – è riportato all’interno della sua imponente tomba, la Mole omonima che si trova in riva al Tevere a Roma, quasi di fronte alla Basilica di San Pietro, che si offre alla vista come sfondo arioso e possente. Edificio più noto nel mondo come Castel Sant’Angelo. Ho deciso tre cose in questi giorni: primo, di provare a mettere qualche distanza dal prevalente orrore estetico, prima ancora che etico, attuale, a…

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Il prossimo domenicale del 21 settembre 2025 tratterà dell’omicidio di Charlie Kirk, del suo assassino (?) Tyler Robinson (?) e dei “dintorni”, ma intanto, in tempi di trucide violenze e di insane guerre (Ucraina, Gaza, Sudan e altre diecine), che molti (stati e persone) promuovono per cinica convenienza, porgo un omaggio – controintuitivamente – a due militari: al “Leone del Panshir”, Aḥmad Shah Masʿūd (m. nel 2001), e ad un patriota italiano, il generale Nicola Bellomo (m. nel 1945), che pochissimi conoscono e ricordano. Ambedue uccisi, il primo dai criminali di Al Kaeda, il secondo fucilato ingiustamente dagli Inglesi… perché la forza, e anche la violenza, nel consorzio umano, si possono esercitare con viltà o con lealtà, come fecero i due uomini di cui qui parlo, e anche altri due che conobbi personalmente

Se c’è un mausoleo che voglio visitare per ivi sostare qualche tempo in silenzio è quello di Aḥmad Shah Masʿūd, il capo afgano fatto assassinare da quel criminale che è stato Osama Bin Laden. (Ahmad Massoud Shah) Aḥmad Shāh Masʿūd, in tagico احمد شاه مسعود?, noto anche con lo pseudonimo di generale Massoud, nato a Bazarak il 2 settembre 1953 e morto ammazzato a Takhar, sempre in Afganistan, il 9 settembre 2001, è stato un patriota, un militare-guerrigliero, un politico afgano…

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Silvester, o dell’uomo che aveva “il pollice verde”, dentro un mondo difficile, nel quale si stanno combattendo più di cinquanta guerre non dichiarate

(9 Agosto 2025) (Cari Lettori, questa volta vi propongo un racconto di fatti reali che rappresenta il percorso di una famiglia friulo-veneta nell’arco di cinquant’anni. Un racconto di vita vera e una metafora) Era da pochi anni terminata la Seconda Guerra mondiale, il disastro annunziato che Mussolini e il re savoiardo non prevennero, anzi, gli andarono incontro con entusiamo. A mio avviso, sarebbero stati da fucilare tutti e due, non solo uno dei due, certamente dopo un equo processo, per…

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La vita è un lavoro usurante: sono sempre in cerca dell’Intero, del Tutto-e-Totalmente, che è – contemporaneamente – l’Uno e il Molteplice, di una Filosofia della Transumanza tra Bene e Male e anche viceversa, per il tramite della redenzione e dell’espiazione o, meglio dire, dell’espiazione e della redenzione, senza dimenticare il Nulla, cioè il Nihil, che non corrisponde al Male… e anche della Verità nella Realtà

Non basta dire o scrivere “tutto” per significare “ogni-cosa”, ma bisogna dire o scrivere “tutto e totalmente” (il “totalmente” attiene alle sfumature del “tutto”) per significare l’intero, ciò che è l’olistico e ciò che è l’autosimilare, vale a dire, rispettivamente, olistico come il tutto in ogni parte e autosimilare come ogni parte nel tutto. Un esempio: a) la Terra va vista come un insieme connesso e indissolubile, costituita da tutti gli elementi presenti in natura (visione-dimensione olistica);…

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Das Entzauberung, o del disincanto (ovvero del disincantamento). Occorre forse essere un po’ scettici e un po’ cinici, ma non troppo…?, si pensi che perfino Gesù di Nazaret un pochino cinico lo era

L’amico Claudio, storico e docente di filosofia mi propone un tema adatto ai tempi che viviamo: il disincanto scettico sulla situazione, nella versione di Max Weber, che lo chiamava das Entzauberung. (Max Weber) Il disincantamento del mondo o disincanto del mondo (in tedesco: Entzauberung der Welt) è un concetto introdotto dal sociologo, filosofo ed economista tedesco Max Weber nel saggio La scienza come professione (Wissenschaft als Beruf) pubblicato nel 1919 per indicare il processo che, col crescere della razionalità scientifica, ha comportato nella cultura occidentale il ripudio delle…

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