(PROSSIMAMENTE: “Siamo, come esseri umani, “gettati-nel-mondo” e nel tempo da “altro-da-noi”. Siamo “condannati” alla libertà, “condanna” dalla quale non possiamo liberarci. Passiamo dall’inquietudine all’angoscia, dall’angoscia e perfino dalla disperazione alla possibile “fede”, nel sentimento della propria finitudine. Una riflessione con l’aiuto di Søren Kierkegaard, per il valore irriducibilmente unico della nostra singola esistenza, di Jean-Paul Sartre, per l’obbligo di essere-liberi, e di Martin Heidegger, perché siamo “gettati” nel mondo a nostra insaputa e senza il nostro permesso, e lì dobbiamo…
racconto
Di leadership e di “maschi alfa”
(PROSSIMAMENTE: “Il signor Procuratore della Repubblica di Napoli dottore Nicola Gratteri afferma: “Non si può discutere di grazia (all’orefice Mario Roggero) come al Bar dello Sport”. Per parte mia esprimo una lode al Bar dello Sport, che frequento anch’io, caro Gratteri, e lì, con la Gazzetta dello Sport in lettura, discuto con chiunque di cose serie e men serie, con civile urbanità“.) La leadership non è un ruolo né è una posizione sociale, non è un incarico civile o politico,…
Caporetto nella Bassa Friulana
(Per intervallare argomenti a volte duri e impegnativi, caro lettore, ti propongo un breve racconto inviatomi dall’amico Claudio, che vuole ricordare come la rotta di Caporetto fu vissuta nel paesino dei suoi) Gnagne Marie attaccò Linde, la musse, al cjaruc, dove salii con i miei due cugini di Udine, perché doveva recarsi a Gnespolêt per non so quali faccende. Prima del paese si fermò vicino a una chiesetta di campagna e comincio’ a raccontare… “Erano i giorni terribili della…
Dei gatti di Garlasco, e di altri “animali”
Quell’assolato, silente e fattosi tristissimo tredici agosto di diciannove anni fa, gli inquirenti che entrarono senza cura alcuna delle regole di un’indagine criminale nella villetta di via Pascoli a Garlasco, trovando la povera Chiara Poggi crudelmente massacrata, lasciarono che i due gatti di casa circolassero miagolando per un ambiente che mostrava le tracce di un massacro. Questo accadeva quasi diciannove anni fa nella vischiosamente estiva Garlasco. Poveri gatti, nobili animali. Poveri uomini, pessimi animali. Seguendo con attenzione innanzitutto semplicemente umana,…
Don Pietro, il diavolo, l’acqua santa e la grandinata
(PROSSIMAMENTE: 1) “Propongo l’algoritmo dell’Etica d’impresa: ἦθος (èthos), cioè significa originariamente “dimora”, “posto in cui vivere” e, per estensione, “carattere”, “costume”, “abitudine” o “indole” e, in definitiva “etica” + λόγος (lógos), corrispondente al latino verbum e all’ebraico דבר davar, deriva dal greco légο (λέγω), che significa scegliere, per cui lògos rinvia a parola, discorso, pensiero, ragione + opus, lemma latino che vuol dire lavoro, opera, fatica, prodotto + εἶδος (èidos), che significa idea, forma, aspetto. Segue l’algoritmo della collaborazione umana:…
“Quando mi sono risvegliato senza gambe ho guardato la metà che era rimasta, non quella che era andata persa” disse Alex Zanardi dopo l’incidente al Lausitzring il 15 settembre 2001; un’altra volta durante una premiazione registrarono queste parole: “mi tremano le gambe dall’emozione”, ironia nel dolore diventato gioia, ovvero tre vite per una vita
(PROSSIMAMENTE: “Un boato antico, i settantacinquemila di San Siro come al Circo Massimo di due millenni fa”; oppure “Quando l’ideologia fa a pugni con la verità, la ragione umana cede alla superbia”. Deciderò lunedì prossimo) LA PERDITA E LA VITA. “IL TUTTO E IL TOTALMENTE”. L’INTERO “Quando mi sono risvegliato senza gambe ho guardato la metà che era rimasta, non quella che era andata persa” disse Alex Zanardi dopo l’incidente al Lausitzring in Germania il 1 maggio 1999. Una frase…
Chi era Ippocrate di Kos? Chi è e come è il medico dottor tal-dei-tali? Il medico deve essere “buono” o “bravo”? La domanda mi è stata rivolta da uno di loro, il dottore D., che mi ha fatto interrogare su un’alternativa un po’… manichea (?), conoscendone già, ne sono sicuro, la retorica risposta
I TITOLI DEI PROSSIMI DOMENICALI: 17 Maggio 2026) Il blasfemo sacrilegio di Garlasco: turpitudine, crudeltà, abiezione umane: a) l’orribile vicenda del 13 agosto 2007: una ragazza massacrata a casa sua, la dottoressa Chiara Poggi; b) un innocente in carcere da quasi 11 anni, già unico indagato fin dai tristissimi fatti del 2007, che è il dottor Alberto Stasi; c) un predatore assassino colpevole, libero da 19 anni, chi è?, è forse l’attuale indagato oramai imputato? 24 Maggio 2026) “Quando…
Tutti gli “imperi” prima o poi declinano e poi si spengono – più o meno rapidamente – e alla fine terminano il loro dominio sui loro popoli, su quelli “conquistati” nel tempo e in vari modi, e finisce anche il condizionamento su altri. Propongo un esempio: come una “grandeur” ritenuta dai suoi orgogliosi abitanti immortale, quella della Francia, declina, analogamente a tutte le cose umane, che sono ontologicamente caratterizzate dalla soggettiva temporalità e dalla obiettiva finitezza. Emmanuel Jean-Michel Frédéric Macron, e prima di lui Jacques René Chirac, François Maurice Adrien Marie Mitterrand, il generale Charles André Joseph Marie de Gaulle, Léon Blum, Carlo Luigi Napoleone Bonaparte (Napoleone III), Napoleone Bonaparte (che era Italiano!), Maximilien-François-Marie-Isidore de Robespierre, re Luigi XIV Borbone, re Francesco I Angouleme Valois, Filippo IV il Bello, e cito solo i maggiori tra i capi della Francia (ho citato anche quello attuale, Macron, che non annovero – soggettivamente – tra i maggiori, ma tra i mediocri), si sono sempre creduti dei Luigi IX Capeto, il re unto del Signore, santo, radicale antisemita medievale, credenti o atei che fossero, quasi fino a Vercingetorige re degli Arverni, i Galli di Francia. Consideriamo dunque sia i meriti sia la superbia dei Francesi e della Francia, una delle maggiori Nazioni d’Europa e del mondo. Un problema generale è che pochissimi, al di là degli addetti ai lavori (storici, politologi e diplomatici), studiano la storia: se i grandi del mondo che nel 1919 decisero di affamare la Germania (che militarmente – ricordiamolo – non era stata sconfitta), cioè 80 milioni di tedeschi, il popolo più numeroso d’Europa, contro le opinioni di Sir John Maynard Keynes, consigliere economico inascoltato da Lloyd George, dal Presidente francese Georges Clemenceau al Presidente americano Woodrow Wilson, fino al nostro Vittorio Emanuele Orlando (che aveva già le sue “gatte da pelare” in Patria dove stavano nascendo i “Fasci di combattimento” dello sciaguratissimo Benito), avessero studiato la storia di Roma antica, quando i Romani affamarono Cartagine dopo la Prima Guerra punica provocando la Seconda e il rischio che Annibale distruggesse l’Urbe, forse il germe del nazismo non avrebbe partorito il mostro hitleriano e favorito lo scoppio della Seconda Guerra mondiale. L’esempio del declino francese attuale, che segue a ruota quello dell’impero inglese, dovrebbe “far scuola” a nuovi “imperialisti” come Netaniahu e Erdogan, e agli imperialisti impenitenti come Trump e Putin… Con tutti i nostri limiti, noi Italiani non abbiamo voluto replicare in questi ultimi decenni il colonialismo crispin-giolittiano e quello fascista, collocandoci in una posizione più equilibrata rispetto alle altre grandi Nazioni europee, per merito di tutti i Governi che si sono ininterrottamente succeduti dal 1945 al 2026, da De Gasperi a Meloni
(NOTA INFO: come da recente costume metodologico informo i miei gentili lettori e le gentili lettrici che il prossimo domenicale avrà come argomento “Il mestiere e la missione etica del medico“) In proemio richiamo un paio di versi della geniale canzone del grande Paolo Conte, Bartali: Oh, quanta strada nei miei sandali/ Quanta ne avrà fatta Bartali/ Quel naso triste come una salita/ Quegli occhi allegri da italiano in gita/ E i francesi ci rispettano/ Che le balle ancor gli…
Il morto (redivivo) del “paese delle acque”, citato nel gran romanzo del conte Ippolito Nievo
(NOTA INTRODUTTIVA, HISTORIAE ORIGINIS EXPLICATIO: da un veritiero racconto – forse solo un po’ romanzato – di mio papà Pietro, come lui usava fare con noi piccolini, quando lui tornava a fine “stagione” dall’emigrazione in Germania, in una di quelle sere d’inverno che favorivano le memorie e lis contis del passato. Una tantum esco dal modulo saggistico per rifugiarmi nel romanzesco. Il racconto che riporto in questo “domenicale” non è di pura fantasia, anzi, perché si tratta di un fatto…
“Padre”, “padrone”, “professore”, “prete”, “poliziotto”, le 5 P dell’autoritarismo che il ’68 ha smantellato, senza riuscire a costruire l’autorevolezza nell’autorità. A mio avviso, anche se potrebbe apparire paradossale, è una delle ragioni primève e occulte che hanno “generato” il ragazzino diciassettenne che qualche giorno fa voleva fare una strage a scuola in Italia, non in America, come accadde a Columbine e altrove. Scandaloso, apocalittico nel senso appropriato di “rivelativo” (più che di catastrofico, come erroneamente è invalso dire)? Oserei dire: la mia è una “provocazione”, termine pessimo di cui si abusa, per cui preferisco parlare di una “vocazione-pro”, rovesciandone l’etimologia radicale
(NOTA per le gentili lettrici e i cari lettori: contrariamente a quanto annunziato, il domenicale qui pubblicato anticipa di una settimana quello già previsto sul filosofo e sociologo tedesco Jürgen Habermas, recentemente scomparso) …padre, padrone, professore, prete, poliziotto, sono le “5 P” costitutive dell’autoritarismo che il ’68 ha smantellato, senza riuscire a sostituirlo con l’autorevolezza, nell’ambito dei processi socio-politici dell’autorità–che-esercita-un-potere. A mio avviso, una delle ragioni che hanno “generato” il ragazzino diciassettenne che voleva fare qualche giorno fa una strage a…