La vita è un lavoro usurante: sono sempre in cerca dell’Intero, del Tutto-e-Totalmente, che è – contemporaneamente – l’Uno e il Molteplice, di una Filosofia della Transumanza tra Bene e Male e anche viceversa, per il tramite della redenzione e dell’espiazione o, meglio dire, dell’espiazione e della redenzione, senza dimenticare il Nulla, cioè il Nihil, che non corrisponde al Male… e anche della Verità nella Realtà
Non basta dire o scrivere “tutto” per significare “ogni-cosa”, ma bisogna dire o scrivere “tutto e totalmente” (il “totalmente” attiene alle sfumature del “tutto”) per significare l’intero, ciò che è l’olistico e ciò che è l’autosimilare, vale a dire, rispettivamente, olistico come il tutto in ogni parte e autosimilare come ogni parte nel tutto.
Un esempio:
a) la Terra va vista come un insieme connesso e indissolubile, costituita da tutti gli elementi presenti in natura (visione-dimensione olistica);
b) ogni elemento costituente la natura, cioè la Terra, è costituito da un sistema molecolare, atomico e subatomico comune a tutti gli elementi e composti (visione-dimensione autosimilare),
per cui si constata, esemplificando, l’acqua come parte costitutiva essenziale, addirittura quantitativamente maggioritaria, del corpo umano.
Il tutto è in qualche modo – sotto il profilo metafisico – immutabile e senza tempo, in quanto fatto-della-sostanza-dell’essere. Posto che si intenda e si accetti l’essere come Sostrato della Natura o Essenza o Sostanza (natura-essenza-sostanza sono sinonimi) e Principio del Tutto. Un tanto vale se si dà, appunto, contro l’attuale opinione mainstream dei fisici, la dimensione metafisica della realtà, durata in Occidente dal periodo greco classico (Platone-Aristotele) fino alla Rivoluzione filosofico-scientifica del XVI/XVII sec. (Renè Descartes, Galileo Galileo, Francis Bacon), che ha posto il soggetto come punto di vista iniziale della realtà come verità.
“Cogito, ergo sum; (nisi cogito non sum, ndr)”. (R. Descartes, Discours sur le Méthode)
Aggiungiamo in tema la seguente asserzione assiomatica: Nulla si crea e nulla si distrugge, pare, secondo le conoscenze attuali delle scienze fisiche, chimiche e biologiche. Questo concetto è stato formulato per la prima volta dallo studioso francese Antoine Lavoisier.
Mentre il Tutto e Totalmente, cioè la Realtà è mutabile nella contingenza del Divenire. Essere e Divenire, Parmenide di Elea ed Eraclito di Samo non sono in contrapposizione, o contrari, od opposti, inimici, ma sono solo, ed è tutto, essenzialmente due prospettive che descrivono la Realtà. Un po’ come sono complementari la Struttura di Persona, che dice pari dignità tra tutti gli umani, e Struttura di Personalità, che dice irriducibile Differenza, Unicità di ogni umano rispetto ad ogni altro suo con-simile.
La Realtà non corrisponde sempre alla Verità, perché di mezzo ci sta l’interpretazione del Soggetto conoscente, che se ha la mente libera si può avvicinare alla Verità, dentro la Realtà.
Qualche anno fa un politico di scarse competenze (e di sproporzionate responsabilità rispetto al suo valore personal-individuale, caritativolmente ragionando) sosteneva che “uno-vale-uno”, intendendo un’uguaglianza assoluta tra tutti gli esseri umani. Ebbi modo di parlarne a un convegno della forza politica di cui questo giovine uomo aveva fatto parte fino a qualche tempo prima, e convenimmo con gli astanti che la tesi di quell’uomo era falsa, fallace, perché l’uguaglianza di tutti con tutti concerneva la dignità come valore derivante dalla com-presenza di Fisicità, Psichismo e Spiritualità, ma non le caratteristiche individuali legate alla Genetica, all’Ambiente peculiare e alla Formazione del soggetto.
Qualche mio gentil lettore si annoierà a leggere quest’ultime asserzioni per quante volte può averle trovate nei miei scritti. E di ciò mi scuso.
Essere e Divenire, Uguaglianza e Diversità sono due coppie di prospettive che dicono la Realtà, tutta e totalmente, comprendendo, abbiamo detto sopra, sia la dimensione olistica, sia la dimensione autosimilare. Un’altra coppia di opposti apparenti è la seguente: Forma e Sostanza. Perché opposti apparenti? Perché la Forma altro non è che la Sostanza materiale in-formata, cioè provvista della Forma, così come la statua del David michelangiolesco diventa opera d’arte solo quando assume la Forma definitiva corrispondente all‘Idea che lo scultore fiorentino aveva maturato dopo aver acquisito la commessa e prima di iniziare il lavoro.
Mi pare semplice, caro Lettore.
Concludo con un’ultima endiadi: Messaggio e Meta-messaggio. Superficialmente sembra che sia importante solo il Senso e il Significato di un testo contenuto in una narrazione o in un messaggio, ma non basta, perché è la Forma semantico-sintattico-grammaticale che dà senso e valore al testo-narrazione-messaggio. Non basta: un messaggio è importante anche perché… è un messaggio, cioè un atto che muove qualcosa. E ciò è fondamentale in ogni umana relazione, da quelle affettive a quelle operative e materiali. Il messaggio ha valore in sé, perfino se è formalmente pessimo. L’assenza di un messaggio, così come il silenzio, ha valore di oggetto formale, è, appartiene all’essere-in-atto e produce effetti.
Fors’anche queste ultime considerazioni possono risultare ridondanti. Se così fosse per qualcuno chiedo venia.
L’uomo è parte della natura e nell’uomo c’è tutta la natura, secondo la biologia, la fisica, la chimica, la mineralogia… l’uomo è composto di acqua, di sali, di minerali di sostanze biologiche: ha tutto il resto della natura in se stesso. Autosimilare e olistico è l’uomo, fisicamente.

E psicologicamente, spiritualmente come è fatto l’uomo? Come ce lo spiegano i neuro-scienziati e gli psicologi. E’ il prodotto del pensiero, dell’esperienza e delle relazioni. Se uno legge, o anche solo sfoglia, il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi mentali per la Medicina generale IV o V edito da Masson, si impressiona per le sindromi nevrotiche, psicotiche e psico o sociopatiche ivi descritte. Vi è una sterminata letteratura che tratta della mente, dell’intelligenza e del cervello umani, dai tempi dei filosofi antichi (Aristotele), passando per i pensatori medievali (Tommaso d’Aquino) e per gli illuministi inglesi (Locke e Hume), fino alla contemponaneità della psicologia scientifica dalla metà del XIX secolo ai giorni nostri, i cui nomi principali non occorre neanche citare in questa sede, eccetto magari quelli di Freud e Jung.
Inoltre, dobbiamo parlare anche del nulla, del nihil. Che cosa è dunque il nulla? Ne ho trattato molte volte e qui non mi ripeterò. Il Nulla o Ni-ente, vale a dire il non-ente, ciò-che-non-è, come distingueva Parmenide, da ciò-che-è. Per Parmenide l’essere è e il non-essere non è. Sembra un’ovvietà, ma non lo è, poiché tale assioma rappresenta il Tutto e Totalmente.
Per ottenere la pace della mente, e neanche dico della “mia mente”, che cosa significa essere in cerca dell’Intero, del Tutto e del Totalmente? Provo a spiegarla così.
La Terra è “femmina“, e come tale ricomprende tutto, il maschile del pianeta e il femminile della fecondità. Dove ci sono i vulcani là vi è la buona terra dell’ulivo, del grano e del vino, là dove si incontrano e si scontrano le placche africana ed euroasiatica, divise da una profonda linea di faglia. C’è la buona terra dell’ulivo, del grano e del vino, là dove si incontrano e si scontrano le placche africana ed euroasiatica, per dire lungo il tratto di mare che separa la Calabria dalla Sicilia. (Ministro Salvini, si è fatto spiegare che la faglia africana sfiora quella euro-asiatica anche per lo Stretto di Messina? le hanno fatto memoria di ciò che accadde in quella zona nel 1908? …così, tanto per dire).
C’è in giro un’epidemia di solitudine, ma io sono in cerca di solitarietà, che è un’altra cosa: è l’unico luogo della mente dove si può trovare l’intero, nel profondo dell’anima svuotata, come insegnava il Maestro Johannes Eckhart ottocento anni fa dal suo monastero germanico.
Forse, un giorno o l’altro, andrò a passare qualche tempo alle Orcadi, sullo scorcio tra l’Oceano Atlantico e il Mare norreno, quello che divide l’arcipelago inglese dalla penisola scandinava. Il mare percorso dai Vikinghi, che da qui partirono per Terranova, passando a meridione della Groen Land. Si salpa da Inverness, Northern Scotland, per le Orcadi. E’ la terra di Saint Magnus. Colà vige una una specie di comunitarismo, diverso dal comunismo e dalla solidarietà generica.
Una filosofia della transumanza tra bene e male, tra tutto e nulla, tra vero e falso… tra l’uno e il molteplice, tra me e il mondo, mentre sono nel mondo.
Ma, in ultima analisi, può “talora” andarmi bene anche l’ultima proposizione del Tractatus Logico-Philosophicus di Ludwig Wittgenstein: “Su ciò di cui non si può parlare, si deve tacere“: si tratta di un invito a non fare speculazioni metafisiche su ciò che va oltre i limiti del linguaggio scientifico. Ciò significa che solo le proposizioni del linguaggio che descrivono Fatti del mondo possono essere dette chiaramente; tutto ciò che è ineffabile, come l’etica o l’estetica, deve essere mostrato, non detto, e quindi va affrontato attraverso il silenzio.
Ma solo “talora”, quando mi sento un po’ impigrito, poiché l‘Etica (Aristotele, Tommaso d’Aquino, Immanuel Kant), e, prima ancora l’Estetica (Aristotele, Immanuel Kant), possono essere mostrate come scienze (“Scienza è Conoscenza Certa per Logicità e credibile Documentazione, ed Evidente, in quanto appresa direttamente dal Soggetto conoscente, o per comunicazione di notizia fededegna, di un Enunciato in forza del suo perché Proprio, Adeguato e Prossimo“), e dunque mi interessano e, a mio parere, riguardano il Tutto & Totalmente del Mondo, cioè della “Purezza” dell’Essere.
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