Il potere, il diritto, il dominio, la morale, l’identità, la memoria… Maduro, Netaniahu, Sinwar, Trump, Khamenei, Putin, Xi, e Zelensky, Mattarella, Starmer, Tusk, Macron, Sanchez, Meloni, Erdogan, Landini, gli assassini di Chiara Poggi, anche se “Quanto piace al mondo è breve sogno” (F. Petrarca)
N.B.: ARTICOLO NON SCIENTIFICO-DEDUTTIVO, MA INTUITIVO E PASSIONALE, E PROPRIO PERCIO’ NON MENO ATTENDIBILE
VENEZUELA E DINTORNI
Nicolas Maduro Moros (presidente truffaldino del Venezuela) è un criminale travestito da politico che è stato fatto arrestare da Donald. J. Trump, un vero narciso bullo, che è il Presidente degli Stati Uniti d’America democraticamente eletto, mentre il baffone venezuelano ha usurpato la vittoria (sior Landiniiii, informate prima de parlà!!! gli griderebbero in faccia il Trilussa, al secolo Carlo Alberto Salustri, o il Belli Giuseppe Gioacchino) che aveva ottenuto il suo avversario Edmundo González Urrutia, vittima di brogli noti a tutto il mondo. E’ stato arrestato un non-presidente del Venezuale, in carica solo perché ha controllato e sconfitto con la violenza le reazioni all’imbroglio elettorale delle brave persone del suo popolo, però solo fino ad ora, poiché forse qualcuno (dei suoi “fedelissimi”) lo ha in qualche modo consegnato agli Americani, favorendone la cattura. Potrei anche finirla qui, ma ovviamente non basta.
L’azione condotta dagli USA per ordine del Presidente Trump è stata illegittima sotto il profilo del diritto internazionale ma, a ben vedere, potrebbe anche essere risultata opportuna, pur nella sua sgradevolezza operativa ed estetica.
Le immagini dei due signori Maduro, marito e moglie, la siora Celia, mi hanno ricordato un’altra coppia di dittatori catturata qualche decennio fa: Nicolae (aaah si chiamano tutti e due Nicola) Ceausescu e donna Helena, quella che con la terza media si spacciava per PhD, Dottore di Ricerca in chimica industriale, che furono presi in custodia dai loro, rapidamente giudicati da un ridicolo tribunale militare e fucilati in un cortile qualsiasi. Ecco la differenza: nel mondo comunista della Romania di 36 anni fa (era più o meno Natale del 1989) si andava per le spicce. Maduro e consorte, invece, saranno processati, giudicati e condannati a qualche decina di anni di carcere come narcotrafficanti (cosa certamente vera) e poi, dopo due e o tre anni, si farà un accordo per esiliarli in qualche isoletta ispanica, tipo Fuerteventura o Ibiza. Ferie a vita e fine della storia.
Chiarisco subito che, a differenza di qualche anima bella impietosita, non ho provato nessuna pena umana vedendo questo criminale ammanettato. Magari vedessimo ammanettati tutti i dittatori oggi operanti.
Il Venezuela, da quando andò al potere il sedicente “bolivarista-socialista” Hugo Chavez, ma ancora di più dall’insediamento di Maduro, è un paese fallito governato da una cricca di criminali, alleati di narcotrafficanti, di fatto in mano alla Federazione Russa per quanto attiene gli aspetti militari (anche se i dispositivi S300 pare non siano stati molto efficienti contro gli Apache e i Black Hawk della Delta Force statunitense), e in mano alla Cina per ciò che attiene energia, petrolio e affini. Cina e Russia dunque, insediati a due passi, a mezz’ora di caccia bombardiere dagli USA.
Il popolo venzuelano, da quando governano i sedicenti bolivaristi (ahi ahi Simon Bolivar Simon, cantavano gli Inti Illimani, riicordando il “Garibaldi del Sudamerica”!), è in miseria estrema, affamato da Maduro. Lo testimoniano i milioni di fuorusciti, tra cui molti italo-venezuelani e innumerevoli notizie fededegne. Lo stipendio medio è di 100/150 dollari al mese, colà. Basta così?
Non credevo quasi alle mie orecchie (ma in due secondi non mi sono più meravigliato conoscendo i polli) qualche giorno fa quando ho ascoltato lo scontro, avvenuto a Roma, tra un venezuelano e un pacista nostrano, che gli diceva di non osar toccare la bandiera del Venezuela, nella quale si era eroicamente avvolto, altrimenti lo avrebbe “abbattuto” (parole del pacista). Un vero “pacifista”. Quando il venezuelano in Italia gli chiedeva se fosse mai stato in Venezuela, il pacista (mi pare della Cgil) gli rispondeva che un suo amico “gli aveva detto che comunque Maduro...” Un suo amico gli aveva detto. Poi ho intravisto Landini (non Spartaco, il mitico stopper di riserva della grande Inter) che probabilmente sta organizzando uno sciopero pro Mad, con gli stessi partecipanti degli scioperi pro pal, più o meno. Pelandroni di mestiere. Ovviamente mi riferisco a quelli che mi indignano spaccando vetrine, incendiando cassonetti e picchiando poliziotti, che sono una minoranza, ma disturbano assai, e rappresentano la punta di diamante dell’antioccidentalismo più demente.
Probabilmente Landini, per cercare uno scranno in Parlamennto, organizzerebbe perfino uno sssiopero (a Landini manca la “sc”) per sostenere Kim Yon Un. Povera questa Cgil. Ne ricordo una diversa con la quale (di Luciano Lama e di Bruno Trentin) ho lavorato e combattutto per i diritti e le condizioni dei lavoratori, per tacere di quella di Di Vittorio e di Bruno Buozzi.
In faccia allora ri-grido ciò che ho scritto domenica scorsa: viva il generale Dwigt Eisenhower, viva il generale Mark Clark! E certamente evviva Sandro Pertini, Giuseppe Saragat, Giorgio Amendola, Ferruccio Parri, Carlo e Nello Rosselli, capitano Francesco De Gregori, Guido Pasolini, don Aldo Moretti, e più ancora evviva alle migliaia di ragazzi e ragazze che hanno combattuto nella Resistenza del Popolo italiano contro il fascismo e il nazismo.
E aggiungo un consiglio all’Anpi attuale: studiate la storia e non mescolatevi mai con coloro che ammirano i dittatori di oggi, in piazza e nei convegni. Smascherateli, piuttosto, se siete in grado e volete farlo.
Fuori di dubbio che il metodo trumpiano non può e non deve essere replicato, ma gli esiti di questa operazione, turandoci il naso, saranno utili anche per noi. Vediamo se finalmente l’Europa riesce a battere un colpo virile (dico proprio “virile”, che significa tirare fuori le p., se ci sono) con Trump, mantenendo gli impegni per difendere l’Ucraina e scoraggiandolo da pericolosissimi avventurismi artici e sudamericani.
Divertenti, se non fossero grottesche e sempre pericolose, le prese di posizioni della Federazione Russa che si richiama al diritto internazionale (pensa un po’ da quale pulpito!), della Cina e dell’Iran, che sono, come è noto, nazioni che fungono da esempio di liberalismo parlamentre classico. E qui approfitto per scrivere: evviva il popolo e soprattutto le donne dell’Iran, che è sempre la grande mirabilissima Persia!
In questa vicenda escono di nuovo i perenni sentimenti antiamericani, ma oramai tout court antioccidentali, per cui se qualcosa si deve dire, lo si dice sempre contro il nostro mondo, che comunque è sempre e comunque – leibizianamente – il migliore dei mondi possibili, con tutti i suoi difetti. Alla faccia degli inclusivisti di tutte le risme, che tacciono sui diritti negati e sull’oppressione delle donne dell’islamismo pratico, nel quale non includo l’islam tout court. Chi mi conosce sa che so abbastanza per operare rigorosi distinguo storico-filosofici, politici e culturali.
La penserebbero su questi argomenti come me anche il senatore Umberto Terracini del PCI, Presidente della Costituente, e il senatore Giuliano Vassalli del PSI, capo partigiano e ministro della giustizia, solo per citare due figure della vera sinistra. Oltre che figure come Luigi Einaudi, Alcide De Gasperi e Aldo Moro. Non la pensano come me gli attuali capi della sinistra politica e sindacale i quali, a confronto anche solamente dei su nominati, diventano figure impallidenti fino alla nientificazione.
Agli antiamericani a-prescindere, a me ben noti per le loro sovrabbondanti conoscenze storiografiche e politologiche (puedo hacer el tonto? spagnoleggio in onore di Maduro, trad.: posso scherzare?), che Trump fra tre anni (se dura in vita) se ne andrà, mentre Putin è al potere da 26 anni (!!!), e minaccia di non andarsene, e l’enigmatico (per la fisiognomica morrisiana, intendo dell’antropologo Desmond Morris, e lombrosiana) Xi Jin Ping (il famoso signor Ping di Di Maio) si è fatto eleggere presidente a vita (punto esclamativo).
Ma chi odia l’occidente, che sono i pacisti e – in maniere più raffinate – gli intellettuali televisivi (ad e. i proff. Orsini e D’Orsi), conduttori de la 7 (Gruber&Formigli che invita Calenda solo se parla male di Meloni), giornalisti (ad e. Massimo Giannini, il quale, dopo essere stato giubilato dalla direzione de La Stampa, sperava di dirigere Repubblica, ma invece fa le comparsate a pagamento dai su nominati, dopo avere fallito per audience un programma tutto suo, ahò, Giannini, gli Italiani non hanno l’anello al naso, non te ne ssei accorto? così lo apostroferebbe certamente il bravo e da me apprezzatissimo, non solo come calciatore, Francesco Totti), politici (ad e. Conte Giuseppi, che osa criticare il suo antico ammiratore Trump, davvero che coraggio! o Bonelli, che tenta qualche analisi politologica dall’alto della sua competenza scientifica, puedo reirme?… come sopra), preferiscono Vladimir, Xi e Khamenei, a Zelensky, a Mattarella, a Sanchez, a Meloni, a Macron, a Starmer, a Merz etc., che certamente non mi entusiasmano (anzi, oltre l’ossimorica litote, non solo nessuno di costoro mi entusiasma, nemmeno santo Sergio, ma qualcuno piacemi pochissimo o punto), ma sono rassicurato dal fatto che possono essere cacciati o sostituiti in base a regole democratiche in tempi certi, più o meno (ad e. Macron, anche se non è ben visto dalla maggioranza dei Francesi, resterà incollato alla poltrona fino al 2027, ma non è un problema: fatti due mandati di 5 anni l’uno, a casa! perché la Repubblica Francese è una grande democrazia, anzi è la culla della democrazia moderna una cum gli amici-nemici inglesi).
Ricordo ai più che non conoscono la storia, ma anche ai filorussi-antiamericani attuali, che l’URSS, tramite il Patto di Varsavia, nel 1956 (Kruscev segretario) invase l’Ungheria, e nel 1968 (segretario Breznev) la Cecoslovacchia, come “intervento fraterno per la salvaguardia del socialismo”. Putin, invece, ha invaso la Cecenia, la Georgia e ora l’Ucraina, distruggendo decine di città (caro lettore, hai presente Grozny?) e migliaia di villaggi, ammazzando decine di migliaia di civilie e facendo morire un numero imprecisato di soldati. Nella guerra mossa all’Ucraina si riportano cifre mostruose vicine a tre quarti di milione di morti, per guadagnare, in quattro anni, un terreno corrispondente più o meno al Nordest Italiano, per una profondità verso ovest di una cinquantina di chilometri. Solo per dire. In Italia, per questi eventi tragici nessuna manifestazione di coloro che … il diritto internazionale bla bla.
Ri-citare qui l’imperialismo USA dal Vietnam in poi non serve, perché ne ho parlato ad abundantiam più volte, nel corso dei decenni.
Ricordo anche a costoro, essendo poco colti o di poca memoria, che Enrico Berlinguer, dopo il suo discorso al XXV Congresso del Partiito Comunista dell’Unione Sovietica a Mosca nel 1976, e prima del tentativo di ucciderlo che il KGB e i Servizi segreti bulgari effettuarono a Sofia il 3 ottobre 1973, affermò in varie occasioni che si sentiva (cioè, sentiva l’Italia) più al sicuro sotto l’ombrelllo della NATO, piuttosto che sotto altri e più bellicosi ombrelli, con la scelta di una via italiana al socialismo democratica e non leninista.
Propongo una cosa buffa di fantapolitica a ritroso: se il presidente Roosevelt nel 1938, quando Mussolini si stava legando definitivamente a Hitler lo avesse fatto rapire (come ha fatto Trump con Maduro), il cav. Benito sarebbe stato processato per i crimini di guerra compiuti dal generale Graziani in Etiopia, e soprattutto non avrebbe trascinato l’Italia in una guerra sbagliata cui è seguita la guerra civile. Il cav Benito, dopo qualche anno di carcere, avrebbe potuto riprendere la vita civile con Donna Rachele, e i quattro figli restanti (con Edda no, cui aveva fucilato il marito Galeazzo) o con Donna Clara, o con tutte e due, visto che Mussolini era un “cultore della materia” (vero gentili signore Ida Dalser e Margherita Sarfatti?).
Magari il bravo e democratico presidente Roosevelt avesse fatto rapire Mussolini! Violazione del diritto internazionale? Sì. Un’ottima violazione che avrebbe attuato il bene maggiore ed evitato il male maggiore (cf. Tommaso d’Aquino in parecchi loci). Che ne pensano coloro che si stracciano le vesti per il “democratico” criminal Maduro??? …che sono gli stessi sempre indisponibili a fare qualcosa per i bambini, per le donne e per i vecchi che muoiono in Ucraina ammazzati dal “compagno-camerata” Putin, o per il popolo Persiano che sta cercando di cacciare il clero reazionario di Khamenei. Costoro sono gli stessi che girano per le piazze d’Italia impugnando sempre le bandiere sbagliate.
Ripeto: divertente se non ridicola è la presa di posizione di Maurizio Landini (cf. ante-post), che manda alcuni dei suoi a spiegare a degli esuli venezuelani perché si sbagliano ad esultare per la caduta di Maduro.
Faccio memoria ai soliti noti: vi ricordate gli Inti Illimani e come li accogliemmo come testimoni contro il golpe militar-fascista di Pinochet? Sempre la CIA mentore, come in questo caso, ma in questo caso è stato rovesciato, non sostenuto come nel caso cileno, un dittatore, anche se di sinistra. Poca cosa? Ma la sinistra nostrana ama i dittatori? Non a nome mio, però.

BUONI&CATTIVI (PIU’ O MENO)
La suddivisione in “buoni” e “cattivi” è assolutamente, esclusivamente mia, soggettiva e arbitraria, implicitamente semplificata. Per altro, tra ciascuno dei buoni e ciascuno dei cattivi si notano differenze sostanziali all’interno della categoria stessa, ferma restando la mia convinzione antropologico-filosofica e morale per la quale credo fermamento che il bene e il male alberghino in ciascun essere umano, ovviamente in misure diverse. Chiarisco: trovare del bene in Hitler, Stalin e Pol Pot è obiettivamente difficilissimo, se non impossibile. Può essere un bene che il caporale Adolfo amasse la sua femmina di pastore tedesco, sua nipote Geli Raubal ed Eva Braun? Certamente sì, ma un bene ampiamente soffocato dal male generale che ha caratterizzato la sua vita di dittatore. Anche Stalin amava la letteratura russa e sua figlia Svetlana, ma per il resto vale la riflessione di cui sopra. Di Pol Pot non ho notizie biografiche, se non -storiograficamente – degli orrori da lui comandati.
Se il concetto di buono è generalmente chiaro a tutti (ne ho parlato diffusamente in un articolo di qualche settimana fa), quello di cattivo non deve essere inteso nel senso di una pura malvagità morale, ma di atteggiamento negativo e mal disposto verso gli altri. Un esempio: se si può pacificamente affermare che Sergio Mattarella ha diritto di essere annoverato tra i “buoni”, non si può non dire che sia privo di difetti, come quello, a mio avviso, di essere un po’ noioso; un altro esempio del campo opposto: se Donald J. Trump può essere categorizzato tra i “cattivi”, non si può escludere che possegga anche, a volte, buoni sentimenti, magari in parte poco consapevoli. Quest’uomo è molto difettoso di suo.
I VARIAMENTE “CATTIVI”
Benjamin Netanyahu, detto Bibi (in ebraico בנימין נתניהו). Ebreo laico sefardita di origini polacche (per parte di padre) e lituane (per parte di madre). E’ un militare dei servizi che ha fatto carriera politica. Premier di Israele per quattro volte, in totale per circa vent’anni. Di carattere dispotico, crudelmente determinato, criminale de facto. Mi auguro che il popolo israeliano decida di fare a meno di lui alla prossime elezioni che sono previste per l’anno in corso.
Yahya Ibrahim Hassan Sinwar (in arabo يحيى إبراهيم حسن السنوار). Capo di Hamas. Il fatto che sia morto è una benedizione per il mondo, e prima di tutto per il Popolo palestinese.
Alī Ḥoseynī Khāmeneī (in persiano سید علی حسینی خامنهای). E’ un politico, religioso ed ex militare iraniano. È l’attuale guida suprema dell’Iran, di cui è stato presidente dal 1981 al 1989, nonché il massimo esponente nazionale del clero sciita. Se questa volta il grande popolo iraniano ce la farà, questo vegliardo malvagio volerà dall’amico Vladimir Vladimirovic. In Italia nessuno dei pro pal e dei pro Mad(uro), che sono gli stessi, manifesta per la libertà del popolo iraniano. Questi – si vede – amano i dittatori.
Donald J. Trump. Immobiliarista. Repubblicano sui generis, già presidente USA dal 2016 al 2020, e attualmente dal 2025 al 2028 compreso. Ineleggibile oltre, grazie a Dio e alla democrazia americana (cf. supra). Renee Nicole Good: questa signora americana è stata assassinata da un poliziotto dell’agenzia I.C.E. (Immigration and Custom Enforcement) a MInneapolis, al Powderhorn Park, ma la responsabilità oggettiva di questo omicidio insensato è del presidente Trump. Vergogna su di lui!
Vladimir Vladimirovic Putin. Presidente dellla Federazione Russa da 26 anni, già delfino di Boris Eltsin. Non serve occupare spazio con biografismi già noti. Non so come dire ancora la mia speranza che finisca il suo tempo.
Xi Jin Ping. Presidente a vita, tramite modifica dello Statuto nazionale, della Repubbllica Popolare di Cina dal 2013. La sfinge dell’estremo Oriente.
Gli assassini della dottoressa Chiara Poggi. Persone malvagie che nulla c’entrano con il condannato giudicato colpevole dell’omicidio, dottor Alberto Stasi, che sta scontando da dieci anni una pena per una colpa inesistente, per un crimine mai compiuto, con forza, dignità, e fiducia nella sua propria umanità. Sono fiducioso che in questo anno entrante gli/ le assassini/ e siano processati/ e, giudicati/ e e portati/ e a scontare la giusta pena per tanto abominio compiuto, mentre nel frattempo il dibattito politico e sociale sulla giustizia porti a una sua profonda riforma. Nel nome della Verità, dello Stato di Diritto e di un’Etica umana condivisa. E la verità prevalga anche su intossicanti trasmissioni televisive come Quarto Grado.
Hitler, Stalin e Pol Pot li lasciamo perdere, perché sono grazieadio defunti da decenni. Mai non fossero nati.
I VARIAMENTE “BUONI”
Volodimir Zelensky. Presidente dell’Ucraina. Coraggioso. In Italia nessuno dei pro pal e dei pro Mad(uro), che sono gli stessi, manifesta per la libertà del popolo ucraino. Questi amano i dittatori.
Sergio Mattarella. Presidente della Repubblica Italiana, rieletto per un ulteriore settennio, fino al …, per insipienza delle forze politiche, incapaci di trovare un candidato alla fine dei previsti sette anni costituzionali. Personalmente, mi piacerebbe che un altro Presidente si insediasse prima della fine del secondo settennio.
Pedro Sanchez. Primo ministro di Spagna. Sarebbe abbastanza adatto al basket o al volley. Socialista un po’ banale anziche no.
Keir Starmer. Primo ministro britannico laburista. Sembra un discreto personaggio, forse migliore degli ultimi Tory che son durati ciascuno pochissimo, a partire da Boris Johnson.
Friedrich Merz. Il signor Cancelliere. Democristiano, siede sulla poltrona che fu del barone di Bismarck e del caporale Adolfo. La sua strana calvizie domina sugli altri capi europei, e poco più. Parmi, per ora.
Donald Tusk. Il vir Polonus dal volto operaio.
Giorgia Meloni. Autodefinitasi underdog della Garbatella, lavoratrice capace di studiare ed imparare l’inglese assai meglio di Matteo Renzi. Rispettata all’estero a destra (Trump) e a manca (Starmer). A sinistra non si riesce ad esprimere un giudizio di merito equilibrato sulla sua figura politica, perché prevale sempre il pre-giudizio ideologico (che è ideologistico). La litania: Meloni venga in Parlamento a riferire mi ha oltremodo annoiato, non perché non sia doveroso che il/la Premier riferisca al Parlamento, ma perché sono noiosi e banali coloro che lo chiedono, aperta parentesi: Bonelli&FrateJanni&Conte&Schlein. L’ultima dovrebbe essere dei miei, ma il fatto è che io non sono dei suoi. E di ciò dovrebbe preoccuparsi.
Emmanuel Macron. Nel 2027 terminerà il suo secondo quinquennio da Presidente della Repubblica Francese. Ostilità in Patria, si dà da fare ossessivamente per avere un ruolo primario in politica internazionale. Non so se a conclusione del suo incarico, di lui resterà memoria di un politico importante. A mio avviso si tratta di un mediocre nato in alto e proiettato ancora più in alto. Ma chi vale poco, quando finisce lo slancio, crolla per le terre, magari come Presidente della Commissione europea, che non ha annoverato figure rilevanti, dopo Jacques Delors.
Nel loro insieme questi “buoni” sono piuttosto mediocri.
L’INDISPENSABILE
Recep Tajip Erdogan. Lo ho definito indispensabile, non per sue qualità personali, ma per l’importanza obiettiva della Turchia, che è grande, forte, con una storia e un presente rilevanti assai. Il presidente turco è più un erede dei sultani Ottomani, ma non è erede dei maggiori come Suleiman il Magnifico, piuttosto che del generale Mustafa Kemal (Atatürk).
IL RIDICOLO
Maurizio Landini. Siamo in vista di elezioni politiche del 2027, e bisogna darsi da fare (cf. supra!). Ho già scritto qualcosa che attesta la mia totale disistima per questo personaggio, che è dannoso per la Cgil, di cui è il peggior segretario della gloriosa storia di questa Confederazione, e per l’intero Sindacato. Ripeto: questo signore si colloca tra il ridicolo e il pericoloso.
MENTRE IMPERVERSANO IL POTERE, IL DIRITTO FUORVIATO, IL DOMINIO, LA MORALE ADDOMESTICATA E LA MEMORIA NON CONDIVISA
DUE ESEMPI EROICI SOVIETICI CHE DANNO SPERANZA
Un primo esempio virtuoso, pressoché sconosciuto, è quello del dottor Aleksandr Petrov. Nato nel 1906, medico nella II guerra mondiale. Nel 1948 cura Kruscev, contro la volontà di Stalin. Telefona a Stalin il terribile, al quale spiega che lui ha giurato ad Ippocrate prima ancora che al Partito. Stalin, che temeva Kruscev, si convince e non lo fa fucilare. Petrov viene chiamato al Cremlino e si occupa della salute del dittatore georgiano, di quella di Molotov, di Mykoian, di Bulganin, di Berjia e di… Kruscev. Stalin muore nel 1953. Kruscev sale al potere nello stesso anno fino alla sua sostituzione con Breznev nel 1964. Il dottor Petrov è medico del Cremlino e ricercatore sulla longevità. Nel 1965 va in pensione. Scrive le sue memorie. Nel 1987 muore. Un messaggio di Gorbacev ne qualifica l’intera vita. Un esempio virtuoso ai limiti delll’eroismo, e oltre. Un uomo. Mi basta per attestare che esistono anche uomini veri, e sono la maggioranza, mentre il potere, il diritto fuorviato, il dominio, la morale addomesticata e la memoria non condivisa imperversano, nelle biografie di molti.
Un altro esempio. L’ufficiale sovietico che impedì un incidente nucleare fu Stanislav Evgrafovič Petrov, che il 26 settembre 1983, in qualità di tenente colonnello, evitò una rappresaglia nucleare contro gli Stati Uniti ignorando un falso allarme missilistico, ritenendo che un vero attacco non sarebbe partito con soli pochi missili, e salvando così il mondo da una potenziale guerra nucleare.
Nomi che nessuno ricorda. Perciò ho voluto ricordarli qui, perché sono stati grandi uomini, molto più dei “buoni” sopra citati.
Il potere, il diritto, il dominio, la morale, l‘identità, la memoria, sono tutti argomenti che utilizzo per approfondire questi temi. Lo sto già facendo e continuerò a farlo nel tempo, se Dio vuole… anche se “Quanto piace al mondo è breve sogno” (F. Petrarca).
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