L’uomo ha a che fare con Dio e con il «divino»? Corso breve di Teologia fondamentale: del Sacro, del Religioso, del Teologale, nove lezioni per tutti
Offro in Power Point i contenuti di un corso breve di Teologia fondamentale che ho svolto recentemente in tema. Gli argomenti, di per sé sterminati, sono svolti in un tentativo di sintesi adatta a proporre un insieme di temi che coinvolgono da sempre lo spirito, la psiche e l’agire dell’uomo.
La vita umana pone questioni che spesso superano la possibilità di comprensione intellettuale, specialmente quando compare il male in tutte le sue manifestazioni, dal dolore fisico alla povertà, all’umiliazione, alla solitudine. Il dolore morale e psicologco. E’ allora che l’uomo si chiede come farà ad affrontarlo. E’ allora che l’uomo si sente debole e indifeso, e chiede aiuto. Cerca salvezza. Cerca un aiuto.
Ecco: la credenza in qualcosa di più grande, anche se incomprensibile, è l’ambito in cui l’uomo sente manifestarsi il suo sensus religiosus. Prima di tutto per salvarsi la vita, poi per vivere, e infine per sperare in qualcosa.
Il senso del “divino” è la risposta a questa irrefrenabile speranza. L’atto di fede il momento decisivo.

Il Sacro, il Religioso e il Teologale sono tre dimensioni spirituali strettamente correlate.
Semplificando si può dire che la prima contiene la seconda la quale, a sua volta, contiene la terza.
Il Sacro dunque riguarda “spazi” spirituali che non richiedono alcuna adesione, poiché appartengono connaturalmente all’uomo; il sacro nasce dallo stupore emotivo, dalla meraviglia e anche dallo spavento; la sua origine, si può dire, è la medesima della filosofia;
il Religioso riguarda largamente l’esperienza esistenziale umana e si manifesta in ogni tempo, in ogni luogo e in ogni cultura: in altre parole non si danno situazioni nelle quali, in qualche modo, non siano registrabili esperienze religiose, a meno che non vi sia l’esplicito atteggiamento soggettivo che nega la religiosità come sentimento umano, quello che si chiama ateismo miltante;
il Teologale, infine, richiede l’adesione piena del soggetto umano, poiché si esprime in un atto-di-fede verso il “divino”, verso (un) Dio, per cui si dà l’espressione “io credo“.
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