Villa Ottelio Savorgnan sul fiume Stella ad Ariis di Rivignano

NON CAPIVAMO: UN PICCOLO VIDEO DI GRANDE ATTUALITÀ SULLA PRIMA GUERRA MONDIALE
L’“inutile strage” raccontata con gli occhi di un bambino diventato grande

Ringrazio l’amico Renato di ospitare questo audiovisivo nel suo Blog Sul filo di Sofia, che apprezzo per essere profonda e libera espressione di pensiero onesto e critico, merce sempre più preziosa e  rara in questo mercato comunicativo della vanità e della vacuità.

Si tratta di una produzione “a costo zero” sulla Prima guerra mondiale, realizzata nel 2016 a (personale) compimento del progetto Movimenti nelle retrovie, una mostra laboratorio realizzata con l’Associazione Bellunesi nel Mondo (ABM), rivolta alle scuole secondarie e dedicata all’impatto di quel conflitto sulle popolazioni civili del nord-est d’Italia. Allora la “moda”, ormai passata, della Grande guerra, nella celebrazione del suo centenario, aveva portato alla proliferazione di mostre, pubblicazioni, spettacoli sul tema. Per quando oggi sta accadendo (Ucraina, Gaza) o continuando ad accadere (p.e. Yemen), sembra che la lezione triennale sulla memoria sia servita a ben poco. Abbiamo preso i crediti, ma abbiamo imparato quasi niente. E in questo caso fa anche male dire “pazienza!”.

Il video è stato realizzato con un semplice montaggio d’immagini statiche, accompagnato da qualche nota musicale e da qualche rumore di sottofondo, sia per fare economia, sia per non enfatizzare un tema che non ha bisogno di enfasi, ma piuttosto di comprensione. Un lavoro minimalista, in economia, che tuttavia nei suoi quindici minuti propone tante fotografie inedite. Alcune sono molto lontane dalle solite eroiche e stereotipate dell’“inutile strage”. Mi riferisco, in particolare, a quelle che denunciano crudamente l’“orrore della guerra”, quasi assente nell’iconografia ufficiale, probabilmente destinata a tenere alto il morale delle truppe.
La storia è raccontata con “lo sguardo dei ricordi” di un bambino, nel frattempo diventato nonno.
La voce non è, volutamente, quella di un professionista, ma di una sensibile persona anziana: l’ingegner Arrigo Galli, socio dell’ABM, che non è stato in guerra, ma ha pesantemente vissuto la tragedia del Vajont a Longarone, di cui sarebbe diventato il sindaco della ricostruzione. Il velo di malinconia della sua narrazione ha, forse, una profonda ragione d’essere, trasmettendo un tono di verità, ormai quasi scomparso nel circuito degli speaker professionisti.

Penso che questo video possa essere una riflessione utile per tutti, in particolare per i giovani che non hanno mai visto né sentito gli sventurati protagonisti di questa storia, ormai tutti scomparsi. La nostra, forse, è l’ultima generazione che ha potuto conoscerli e parlare con loro. 
Tra i soldati che compaiono in questo video, ci sono anche i due miei nonni. Uno si chiamava Luigi e l’altro Romeo, come me, e non amava parlare della guerra.
Questo video è dedicato a loro, che non volevano essere “eroi”. Tra le poche cose raccontate da mio nonno Romeo, il ricordo di essere stato graziato da un “tedesco buono” che lo aveva sorpreso durante una perlustrazione. Se non fosse stato per questo “nemico”, non sarei qui a raccontarvi questa storia.

Esprimo anch’io altrettanta gratitudine a Romeo, che mi è altrettanto amico, sia come persona, sia con la sua competenza estetica nell’assistermi in campi che mi vedono spesso soggetto di ignoranza tecnica imbarazzante, come nell’informatica. Limiti.
Parlare ancora delle guerre passate è necessario, mentre il dittatore russo dell’Est europeo non demorde, mentre nel Vicino Oriente muoiono esseri umani nell’incomprensione dell’Occidente, mentre qualcuno in questo Occidente sposa avventurismi pericolosi, come il Presidente della nouvelle grandeur Francese, Macron (Micron?).

Grazie Romeo. (Renato Pilutti)
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