La ragazza
… ora avanza nella pineta dopo essere salita dal bagno.
Capelli tanti ondeggianti e occhialoni scuri anni ’50.
Il copricostume la espone a sguardi interroganti.
Meno ossuta di una Audrey mescolata a Keyra Knigthley o a Julia Roberts,
lì, neppure sedicenne, ma ora ragazza.
Il metro e settanta abbondante le dà parvenza di giunco,
quando tre lontanissimi anni fa era
simulacro femminino in crescita.
Tempus fugit
et vaga cogitatio erubescit de animo meo.
Si aggira per la piattaforma fermandosi a parlare con un bimbo. S’avvicinano altri due. Amicizia, come capita in quegli anni.
Poi si mette a fare “parole crociate”, in attesa di prendere un bagno.
Sale il vento costeggiante la frastagliata costa istriana, con gli odori del Quarnaro.
Di frescura salmastra i pini marittimi
alla brezza sottile della sera che viene.
Tempus fugit
et cogitatio de transitione certa,
iocunda voce canit in animo meo.
Umago, mare d’agosto, estate ennesima verso le opere e i giorni …
Consideratio rationalis de veritate
(vel dubitatio):
post actuale, tempus veniat
sine me, secundum naturam.
Canta la vita in lei.
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