simili alle forme dei sogni, trascorrevano la loro lunga esistenza confusi e senza meta (…)”, (Eschilo, dal Prometeo incatenato). Ebbene, quanti uomini di tal fatta, numerosi come le locuste della piaga d’Egitto mandata dal Signore Jahwe, conosco. Quante volte ci è capitato di constatare quanto la poesia del grande tragico illustra e illumina la realtà umana in due o tre versi potenti!

Per dire, come rileva Sabino Cassese, sapiente dei nostri tempi, circa gli incliti presuntuosi che ci circondano. Sul magazine del “Corrierone” di qualche giorno fa, il giurista propone un breve elenco di idiozie sparse, al fine di sottolineare quanto i mediocri siano ostili alla conoscenza, disprezzando la competenza altrui, evidentemente poiché questa lede gravemente la loro autostima.

Cassese ci ricorda, a titolo esemplificativo, che meno di un terzo degli abitanti USA pensa che la frase “da ognuno secondo le sue capacità, a ognuno secondo i suoi meriti“, non è un articolo della Costituzione americana, ma una frase del dottor Karl Marx!

E che a metà degli anni ’60 forse solo il 10% degli americani sapeva che l’URSS non faceva parte della NATO; e ancora, che il 40% degli americani stessi oggi non sa quali nazioni affrontò il loro grande Paese nella Seconda guerra mondiale. Se volgiamo lo sguardo all’Italia, un 30% della popolazione ritiene che risiedano in Italia circa il 27% di immigrati sul totale di 60 milioni di abitanti, cioè circa 17 milioni, quando il numero è di circa un terzo, vale a dire l’8% che significa circa 4,5 milioni di persone.

L’esaltazione dell’ignoranza, di cui molti si gloriano, incredibilmente, dà la stura agli ideologismi più vieti e insopportabili di certi militonti populisti, anche molto altolocati, e parlo di candidati a premier. Cose da pazzi.

E allora, plausibilmente, vi è qualcuno come Bauman che, mutuando dai romantici del primo ‘800 una sorta di pessimismo cosmico, si augura di poter vivere non più l’utopia di un modo migliore, ma la retrotopia, con lo sguardo quasi gianesco, rivolto al passato. Oppure, uno studioso come Jason Brennan vedrebbe come scelta positiva quella di operare una sorta di epistocrazia, cioè una selezione dei migliori secondo la conoscenza e la sapienza, per attuare una democrazia oligarchica delle menti, di tipo platonico. Una sua proposta, derivante dall’assunto selettivo è quella di sottoporre le leggi varate da un parlamento a prevalenza di ignoranti alla Razzi, ma anche alla Di Maio e Salvini, al vaglio di una èlite di persone acculturate con il potere di cassare insindacabilmente le normative più idiote, come quelle che stanno proponendo molti leader in campagna elettorale per le prossime elezioni politiche, che in questa sede ho già sbertucciato un paio di settimane fa (oh mio gentil lettore, basta che tu vada indietro fino al post illustrato dalle foto dei tre campioni Renzi, Grillo e Salvini, diversamente incliti e altrettanto arroganti).

Quanto servirebbe rimettere nei curricula della scuola dell’obbligo un po’ di Educazione civica, quantomeno per imparare che gli artt. 33, 51, 84, 97, 106 della Costituzione della Repubblica italiana, attestano l’esigenza -per poter accedere a certe funzioni professionali pubbliche e private, come quelle del medico, del magistrato, dell’ingegnere, dell’avvocato, etc.- di studi e titoli adeguati, ma servirebbe anche studiare di più e meglio discipline fondamentali come l’italiano, la matematica, la fisica, la biologia, la storia, la filosofia, il diritto, l’economia, l’etica generale come sapere strutturato e scientifico, a fronte di uno sconvolgente analfabetismo crescente e tremendamente diffuso, in proporzione presente anche in chi fa politica di professione.

Altrimenti non c’è da lamentarsi, perché avremo al governo chi ci meritiamo.