Villa Ottelio Savorgnan sul fiume Stella ad Ariis di Rivignano

Strange Days e Giobbe, il muto profeta

Strani giorni  è un film di Kathryn Bigelow del 1995, con Ralph Fiennes e Angela Bassett, un film capace di specchiare le vite nelle vite degli altri, e in playback, musica a manetta su false vite a Santa Maria de los Angeles, dove diveggiano cantanti rock malati, come la politica italiana attuale nella vergogna. Visto una delle sere scorse. Fantasy con la violenza intrinseca della vita contemporanea, notturno, apparentemente senza capo né coda, ma non è così.

Squallida fantasy e vergogna , invece, a quel nesci di Di Maio, senza nervi e senza rughe, vergogna a quel gran salame di Salvini, una coppia intrinsecamente bolsa e comprensibile solo alla luce di questi strani giorni. Strange days.

Per consolare i miei lettori ora riporterò due testi bellissimi, il primo di sublime e beata speranza, tratto dall’evangelo secondo Matteo al capitolo quinto, notissimo, scuola e indirizzo per ogni buona vita, il testo de le Beatitudini, e il secondo di politica fine e garbatamente elevata, quella del Partito Radicale italiano, del cui Statuto il preambolo è meraviglia etica e politica.

 

Le Beatitudini – Mt. 5,1-12

Vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli./ Si mise a parlare e insegnava loro dicendo: “Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli./ Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati./ Beati i miti, perché avranno in eredità la terra./ Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati./ Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia./ Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio./ Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio./ Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli./ Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo,/ diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia./ Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti perseguitarono i profeti che furono prima di voi.”

Per un’etica della vita umana, ma anche  per l’intelligenza, bastano le Beatitudini, che Matteo mette in bocca al Maestro come ammaestramento definitivo, sufficiente e sovrabbondante per ognuna delle nostre vite, caro lettore. Beatitudine come distacco dagli affanni e immersione nella giustizia, nel senso biblico del termine. La giustizia biblica nulla ha di giuridico, occidental-illuministico o dirigistico, poiché si innesta nell’armonia di vissuti naturali, come interpretasse la verità delle vite, senza sforzo alcuno… ed è così: la tà Biblìa è, non a caso, il libro dei libri, scritto in non meno di mill’anni da decine di autori sconosciuti, dai grandi re Davide e Salomone, dal grande profeta e poeta Isaia e dai suoi sodali e successori Geremia, Ezechiele, Osea, Zaccaria, Malachia, e così via. Rima inutile ma bellissima.

Beati i puri di cuore, e che significa se non che la trasparenza illumina di luce ogni cuore? Beati i poveri in spirito, e che significa se non che nulla di posseduto è importante? Beati coloro che piangono e che significa se non che verrà pure la gioia? Beati i miti e che significa se non che non occorre l’arroganza, mai? Beati gli assetati e affamati di giustizia, e che significa se non che la giustizia, intesa come armonia, verrà? Beati i misericordiosi, e che significa se non che vi sarà un giusto contrappasso di misericordia? Beati gli operatori di pace, e che significa se non che il loro nome sarà quello di “figli di Dio”? Beati i perseguitati per la giustizia, e che significa se non che il loro sacrificio e anche il loro dolore sarà riconosciuto come merito? Beati coloro che riceveranno insulti e persecuzioni e male parole come maldicenze e calunnie, e che significa se non che saranno premiati con la Visione beatifica di Dio stesso?

Beatitudini come linea guida, sottile linea rossa dell’esistenza, come responsabilità individuale e capacità di scelta.

E ora, dalle Beatitudini a un testo che -apparentemente- può essere considerato campione di una laicità quasi contraltare dello scritto matteano, ma non è così, perché può essere, invece, giustapposto, quasi come traduzione contemporanea della sapienza sociale trasparente dal Nuovo testamento, così come proposto dall’evangelista. Il linguaggio del preambolo è chiarissimamente attuale, ma si fonda sulla sapienza antica e immortale del Libro dei Libri, il

 

Preambolo allo Statuto del Partito Radicale Trans-nazionale trans-partito

Il Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito proclama il diritto e la legge, diritto e legge anche politici del Partito Radicale, proclama nel loro rispetto la fonte insuperabile di legittimità delle istituzioni, proclama il dovere alla disobbedienza, alla non-collaborazione, alla obiezione di coscienza, alle supreme forme di lotta nonviolenta per la difesa, con la vita, della vita, del diritto, della legge. Richiama se stesso, ed ogni persona che voglia sperare nella vita e nella pace, nella giustizia e nella libertà, allo stretto rispetto, all’attiva difesa di due leggi fondamentali quali: La Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo (auspicando che l’intitolazione venga mutata in “Diritti della Persona”) e la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo nonché delle Costituzioni degli Stati che rispettino i principi contenuti nelle due carte; al rifiuto dell’obbedienza e del riconoscimento di legittimità, invece, per chiunque le violi, chiunque non le applichi, chiunque le riduca a verbose dichiarazioni meramente ordinatorie, cioè a non-leggi. Dichiara di conferire all’imperativo del “non uccidere” valore di legge storicamente assoluta, senza eccezioni, nemmeno quella della legittima difesa.

Ecco, quanti richiami evangelici se si legge di “(…) supreme forme di lotta nonviolenta per la difesa, con la vita, della vita, del diritto, della legge (…) Richiama se stesso, ed ogni persona che voglia sperare nella vita e nella pace, nella giustizia e nella libertà, (…) ai Diritti della Persona (…) Dichiara di conferire all’imperativo del non uccidere valore di legge storicamente assoluta, senza eccezioni, nemmeno quella della legittima difesa“.

Il verso dell’umano è questo, laico e cristianissimo, evangelico e contemporaneo. Che differenza c’è parlare di beatitudine o di speranza? La speranza è virtù e passione, e questo è vero e valido, sia per la dottrina evangelica sia per quella politica laica e socialista. Io mi ci riconosco in entrambe. E’ virtù legata alla beatitudine (la beata speranza) ed è passione come aiuto indispensabile alla buona vita, contro ogni di-sperazione.

Infine, il romanzo di Mendel Singer, il Giobbe rothiano che riceve dal Signore ogni prova della vita, prima di avere il suo premio. Caro lettore, ti raccomando sommessamente di leggerlo, ché ti giova, affinché tu possa constatare per conto tuo come l’Incondizionato pre-vede mentre tu pro-cedi, e ascolta chi inter-cede per te con l’amore, la speranza e la preghiera, potentissimo ausilio e silenzioso ristoro dell’anima.

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