Nemmeno quattrenne allora, la mia Bea, e così scrivevo per lei: “Aveva scelto un altro mare/ dove crescevano i cavalli rosa,/ aveva scelto un’altra collina/ dove nascevano le acacie bianche,/ aveva scelto il deserto giallo/ dove crescevano le dune al vento,/ aveva scelto una bimba bella/ con gli occhi scuri d’un bel sorriso.” E intanto chiedeva di ascoltare i Beatles, Mozart e i Litfiba! Nasceva lì, in lei piccolissima, la sua natura musicante. Ora veleggia oltre i diciannove, la ragazza ……
lirica
l’odore del tempo
Caro lettor agostano e gentile lettrice, sentire come un’eco lontana di tua sorella che dice, annusando un golfino della mamma “Ce bon odôr di mame“. Oppure ancora il racconto di un tempo lontano e favoloso, vissuto sulle montagne del confine, la mamma e il papà andati via troppo presto, e la nonna onnipresente, vicaria, potente. Ecco son passati gli anni in quella casa, silente come il tempo che non esiste, i passi della nonna risuonano nella mente come in un…
La poesia come attività fabbrìle
Il 14 maggio alle 20.45 presso la Scuola di Musica di Codroipo e il 28 maggio alle 20.30 presso il Caffè Contarena di Udine conversazione sul tema (di cui sopra). Clicca sotto, se vuoi, per il testo in PP La Poesia filosofando | lirica | meditazione | memoria | psicologia | sapienza…
Il tempo opportuno di Max
Oh pensieri miei, siffatti… Mi piacerebbe essere il vuoto/ per potermi sempre riempire,/ per poter imparare come si vive,/ per capire il significato delle cose/ e per non convivere con la solitudine./ Mi piacerebbe essere la morte/ per potermi muovere di continuo,/ per trarre a me tutti i malvagi,/ per migliorare il mondo/ e per la paura di ciò che vorrei diventare./ Mi piacerebbe essere silenzio/ per non tapparmi mai le orecchie,/ per essere calmo, tranquillo e rilassato,/ per…
Umberto Saba de Trieste
La capra Ho parlato a una capra./ Era sola sul prato, era legata./ Sazia d’erba, bagnata/ dalla pioggia, belava./ Quell’uguale belato era fraterno/ al mio dolore. Ed io risposi, prima/ per celia, poi perché il dolore è eterno,/ ha una voce e non varia./ Questa voce sentiva/ gemere in una capra solitaria./ In una capra dal viso semita/ sentiva querelarsi ogni altro male,/ ogni altra vita. (U. Saba, da Casa in campagna, 1909, Canzoniere, Einaudi, Torino 1978, 68) Come ti sento, Umberto de Trieste,/ a me vicino…
Umana miseria
Ed ora qui, caro lettor gentile, è tempo d’invettiva nova,/ sì come ch’io allibii furente/ in sul mattino che veniva! Alzatomi come d’uso al far dell’alba/, vedo telegiornali a profusione/: notizie di disastri e di mattane/, di politici a caccia di sottane/, di giornalisti in salsa di letame./ Tre cose o quattro voglio ricordare:/ ciascuna per ognuna delle “sette”,/ che oscenamente stanno in sul balcone/ della res publica o del suo falso nome./ Parto dal PdL che si spacca,/ tra…
Vaguli pensieri ottobrini
Caro lettore della Dies dominica, Da anni, ricordo, ottobre vien sereno. Qualche ultimo piovasco dimentico della fine dell’estate e poi colori indicibili, azzurrità verso l’alto e l’orizzonte. Silenzii, come quello di stamani alla chiesetta, che era aperta al viandante. Cammino riflettendo su me e sul mondo, dubbioso se abbia ragione Omero e torto Platone, o viceversa, intorno all’anima. L’epico poeta pensava a un kàrdia, sede delle passioni, a partire dall’ira funesta del Pelìde, e a un noos, sede della ragione. Non…
Alla luna
“O graziosa Luna, io mi rammento che, or volge l’anno, sovra questo colle io venia pien d’angoscia a rimirarti: e tu pendevi allor su quella selva, siccome or fai, che tutta la rischiari. Ma nebuloso e tremulo dal pianto, che mi sorgea sul ciglio, alle mie luci il tuo volto apparia, ché travagliosa era mia vita: ed è, né cangia stile, o mia diletta Luna. E pur mi giova…
Di storie e geografie dell’anima, del tempo nostro e di facezie
Scrivevo qualche anno fa… Carsiana Di nuovo in Carso, un anno dopo,/ con Ladi, Edward e Joze, e la cagna,/ in un pomeriggio di fine estate che affabula i canti/ e dispiega in meandri l’andirivieni delle nuvole./ La Compagnia del Confine si raduna all’ombra del fico,/ 300 metri sul mare./ A Tublje ci attende Stojan Vodopivec/ “Bevilacqua” in sloveno, in fondo/ alla Vinska Cesta./ Targhe antiche di legno di faggio/ a Kobdilj e scandole di ardesia scura,/ finché…
Di un sempre nuovo inizio
La vita esultante/delle rondini/ intinge le nuvole/ d’inquiete dissolvenze. (da La cerchia delle montagne, Arti Grafiche Friulane, Tavagnacco-Ud, 1997, p. 23) Serenità ritrovata/ sei come la poiana morente/ poiché come quella/ che muore/ ricordi le improvvise virate/ ti scorgevo a tratti/ in controluce. (Ibidem, p. 22) Gelsi contro la mattina azzurra/ voci di mattinieri uccelli/”niente più della gioventù/ mi è caro”/ ovunque vada/ il tempo cinge con diademi la ventura/ e il gioco/ rapidi gli anni sfumano/…