…in un’aria di vetro, arida, rivolgendomi, vedrò compirsi il miracolo; il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro di me, con un terrore di ubriaco. Poi come s’uno schermo, s’accamperanno di gitto alberi case colli per l’inganno consueto. Ma sarà troppo tardi; ed io me n’andrò zitto tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto. (E. Montale, Ossi di seppia. Tutte le poesie, Lo specchio – A. Mondadori Editore, Milano 1977, p. 61) … o forse…
lirica
…da ben oltre il Mare Oceano
arrivano le note di Ludovico Einaudi, le terzine arpeggiate scandite dal pedale che arrotonda il suono, lo fa profondo fino al suo scomparire. Il pianoforte canta Lady Labyrinth come in cerca di una diafana creatura sfuggente per brughiere incantate … ma il passo si avvicina e … si allontana, mentre il cielo si fa Indaco nella sera che viene e la musica delle acque si spegne nella lontananza. In ogni nostra vita vi è una stella del mattino e…
Nero Wolfe
… tempi sono questi di parole malnate, detti insulsi, insensate espressioni tempi sono questi di dimenticanze tempi sono di scribi senza forza tempi sono i nostri di falsi d’autore e di sorrisi sfiniti di un annuire tanto per dire tempi sono questi di assurde voci baloccanti tempi di incomprensioni e tensioni tempi sono questi di speranza che gli sguardi tornino a consolare gli uomini che l’amore torni a spargere i suoi semi e le ali restino alle parole e ai cuori anche se…
Duetto improbabile
“Pasqua di Risurrezione è avvolta dall’inverno, il Kìrios scomparirà nei nembi, in excelsis gloria. Scivola tra canne il fiume, brontola il tuono, primo vere in mare annega il sole, in excelsis gloria. In lontananza neve, oltre le nebbie i monti si risvegliano, tremano foglie, in excelsis gloria. Si svegliano le bestie al vento le narici, sciamano uccelli come petali, in excelsis gloria. Scende la sera dagli alberi, tende d’oro giù in fondo (in imo oceani), noia lì accanto, in…
Scomparso
Colpisce che si dica scomparso quando muori. Ma è proprio, il dirlo, perché compari al mondo senza preavviso e senza una tua interlocuzione. Compari minuscolo, invisibile e potente … e scompari, finendo di parlare sorridere, guardare. Resta lo stupore dell’essere venuti al mondo, anche per poco, resta lo sguardo indelebile sul volto, ex parte Dei sorride eternamente. Caro Marco, avevi il nome che avrei dovuto avere io, quando mio padre disse un altro nome in municipio. Caro Marco, che la Luce…
La cerchia delle montagne
Un’antica raccolta di liriche, quasi di un’altra vita, cesura e crinale, e ancora sentiero nell’impervio procedere del cammino La_cerchia_delle_montagne lirica | notula | sapienza…
La ragazza
… ora avanza nella pineta dopo essere salita dal bagno. Capelli tanti ondeggianti e occhialoni scuri anni ’50. Il copricostume la espone a sguardi interroganti. Meno ossuta di una Audrey mescolata a Keyra Knigthley o a Julia Roberts, lì, neppure sedicenne, ma ora ragazza. Il metro e settanta abbondante le dà parvenza di giunco, quando tre lontanissimi anni fa era simulacro femminino in crescita. Tempus fugit et vaga cogitatio erubescit de animo meo. Si aggira per…
… guardando l’immensa metropoli
Altissimo cielo del Cancro, tu che guardi los camiones nelle strade, hai presente il vento e il tempo fermato, e il tempo che ritorna. Tu vedi la potenza, la tenerezza e il dolore, il grido di terrore, la parola tronca, gli atti e perfino i desideri, e le acque attese, a Mexico. La notte scorre … attorno al Boeing 747 in volo verso l’Italia, e penso ai 22 milioni di abitanti che si affannano tra quelle luci del diametro…
Echi di Nomi di Luoghi
Cergneu, miagolioscuro di selvatico Stremiz, biacco sibilante sul sentiero Valle, oh … limite alla fine del bosco Costalunga sul mare lontano, case petrose balaustrate. Vallemontana traccia di castagni Topolove al sogno ascosa, come Polava o Valova sotto la Crna Voda, l’acqua scura che aspetta le krivapete camminanti su rocce muschiose, lenti sentieri di Oznèbrida. lirica | notula | sapienza…
Umberto Saba e Nietzsche
Nietzsche “Intorno a una grandezza solitaria non volano gli uccelli, né quei vaghi gli fanno, accanto, il nido. altro non odi che il silenzio, non vedi altro che l’aria“. (U. Saba, Canzoniere, Uccelli 1948) E’ mio il piacere stamani di mettere vicino due spiriti grandi, in un un tempo in cui la riflessione e la contemplazione perlopiù lasciano il posto alla maleducazione e alla banalità, alla sciatteria e alla superficialità del dire e del pensare, che è come un…