PROSSIMAMENTE: “L’eros è più forte del lògos?“ PROEMIO. ESSERE, ESSENZA, ENTE Scrivo questo breve saggio filosofico accettando un invito da parte di un conoscente-quasi-amico (cosa che mi capita oramai abbastanza sovente) a tale “intrapresa”, ma chiarisco che questo testo è rivolto a chiunque legga i miei “domenicali”, con preferenza per chi mi vuol bene, per gli amici, e per i miei studenti che nel tempo sono andati avanti nel… tempo, con me, stando ancora nel mio tempo. Gli eterni…
Io esisto solo adesso che scrivo, esisterò solo quando leggerò, ma il presente che vivo adesso, anche se non sarà più tale quando leggerò, è eterno, perché nessuno, neanche Dio potrà cancellarlo. La scrittura e la lettura del testo sono determinate dal tempo cronologico, ma sono anche fuori dal tempo cronologico, perché questo tempo è l’eterno (cf. Emanuele Severino). Dopo avere interpellato Albert Einstein, vi propongo un esercizio sul tema del tempo: la lettura di parte del Libro XI de le Confessioni di sant’Agostino, la parte che riguarda il “tempo”, e di qualche mia considerazione successiva ad ogni “numero” del testo agostiniano
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