…o di “villettopoli“. Il “mito della caverna” è raccontato all’inizio del libro settimo de La Repubblica (514 b – 520 a) dal sommo Aristocle, più noto come Platone: un passaggio fondamentale della teoria della conoscenza del nostro e della cultura occidentale. Qui, però, parlerò d’altro, echeggiando, alludendo e scherzando su un’assonanza, anzi una rima: quella tra “caverna” e “taverna“. Dal “mito della caverna” al “mito della taverna“. Perché anche la “taverna” è diventata un mito, pur non avendo nulla a che…
memoria
Di storie e geografie dell’anima, del tempo nostro e di facezie
Scrivevo qualche anno fa… Carsiana Di nuovo in Carso, un anno dopo,/ con Ladi, Edward e Joze, e la cagna,/ in un pomeriggio di fine estate che affabula i canti/ e dispiega in meandri l’andirivieni delle nuvole./ La Compagnia del Confine si raduna all’ombra del fico,/ 300 metri sul mare./ A Tublje ci attende Stojan Vodopivec/ “Bevilacqua” in sloveno, in fondo/ alla Vinska Cesta./ Targhe antiche di legno di faggio/ a Kobdilj e scandole di ardesia scura,/ finché…
Riconciliazione
Gli uomini e le donne sognano. E anche gli animali: ricordo la gattina nera della mia infanzia a Rivignano, che a volte sembrava sorridere, occhi chiusi, appallottolata come fanno i gatti, su una sedia in cucina. E mia madre giovane -era una ragazza- la guardava, quasi con divertita tenerezza. E’ sbagliato contrapporre “sogno” e “realtà“. Vanno -invece- giustapposti, messi accanto: e si dovrebbe dire, parlandone, “realtà del sogno” e “realtà della veglia“, perché anche i sogni sono “reali“, sono cose, oggetti…
Excelsior, più in alto
Ecco che andando si sale. Sentiero 816 a la Mont Cuar, bivio dopo una quindicina di tornanti della mulattiera 815. Ertissimo la prima mezz’ora, si deve prendere fiato. Conto i passi per calcolare la distanza in salita, sole che occhieggia nella macchia boschiva. Nessuno sale con me: beatitudine. Appare sotto il greto amplissimo del Tilaventum, arcaica ferita alpina che scende al mare, amatissimo fiume. A occidente il grande magredo del Meduna selvaggio. Acque verdissime di lago a nord del Brancot. Lo…
Malapolitica
Caro lettore di qualsiasi orientamento politico tu sia, non sapere nemmeno da dove cominciare, questo è il sentimento che provo iniziando questo scritto. Sono talmente tante le cose che vorrei dire, che mi si affollano disordinate e confuse nella mente, insieme con un senso di disagio e di inquietudine. Da vent’anni la politica italiana vive sul dilemma Berlusconi/non-Berlusconi. Il disfacimento dei partiti storici, a partire dalla vecchia immensa DC, passando per il PSI e gli altri più piccoli (PRI)…
Cirint lis olmis di Diu
Cercando le tracce di Dio La storia del Castello della Madonna comincia verso il V secolo, poco prima che arrivassero i Longobardi di re Alboino, che a Forum Julii si insediarono per duecento anni. Un’altura modesta, 618 m. sul mare, prima dedicata a San Michele Arcangelo e successivamente alla Beata Vergine. Ci sono arrivato a piedi, partito da Udine. Oggi, ultima domenica di luglio, avevo un appuntamento con la Signora. Mi aspettava. La lunga strada mi ha permesso di dialogare…
La casa sul lago del tempo
In un tempo e in uno spazio non condiviso Sandra Bullock e Keanu Reeves si aspettano cercandosi e si cercano aspettandosi. La storia non scorre secondo un prima e un poi aristotelico, ma eternamente fluisce senza tempo. Non c’è stanchezza se l’amore fugge avanti e indietro nell’eterno istante del suo apparire: stanchezza lo coglie quando scorre nel tempo. L’eternità appartiene al racconto dove passato e futuro si legano in un unico istante che non finisce. La casa sul lago è…
Di altri tempi storie
Come per dire “heri dicebamus“, ed è già oggi e tanti giorni, quanti? Migliaia. La foto segna l’attimo nel quale si fissa l’immagine, che è mortale come tutto ciò che è del mondo, ma eterna sotto il profilo dell’atto libero che l’ha costituita, sub specie aeternitatis. Eterna come actus essendi, atto d’essere, unica e irripetibile, immodificabile perfino da parte di Dio, che la può solo contemplare (ex parte Dei). La foto di sinistra rappresenta un concerto dei primi Settanta…
Lohengrin
Stamani, occhi miei socchiusi, il Preludio del Lohengrin. Figlio di Parsifal, incapace di non dire il suo nome. Lohengrin che parte, lasciando la sua Elsa, alla volta della Montagna Sacra, dov’è il suo destino. E il mio? Lunghe note filanti di violini addensati per sottili crinali di vento. Era il tempo di quando scopriva Wagner e il limitar di gioventù salivo come Tristano: i colori dei boschi e delle acque fragorose, i rumori discreti della foresta, i richiami. Intervengono i…
“Afonia confusa d’occhio nemico che punta a due passi”
Caro lettore, e Signore che non stai impassibile, atarassico, nel tuo empireo, leggete tutti e due, se volete… “(…) La cosa cade recisa dal tempo: così tutto accade. Ma inseparabile male è dal vischio del corpo la sofferenza precisa. Non arde, e calcina le gambe: non fonde ma cola alle braccia e demenza alla faccia rimane – infusa d’occhio nemico che punta a due passi. In ogni varco di tenebra inganna la notte dentro un arco di spanna. Se…