(PROSSIMAMENTE: “Gatti veri e altri “animali” (senza offesa per gli animali-non-umani) di Garlasco, ovvero psicologia e psicologismi, antropologie varie, scienze e giornalismo, filosofia e ragion etica: presenze e assenze nell’infame e notissimo caso“) LA METAFORA La metafora è una delle più importanti strutture retoriche della poesia, se non la più importante, e a volte “dà una mano” stilistico-formale anche al linguaggio filosofico e ai più vari modelli narrativi. La metafora “dell’acqua e della spugna” del titolo è un poetico…
“Noi esseri umani siamo (come) una spugna dentro l’acqua corrente”, mi scrive l’amico Romeo. L’acqua corrente principale per me sono stati Luigia e Pietro, mia madre e mio padre. E anche altri e altre nel tempo… (la “none Catine”, nonna Caterina, il maestro dalla terza alla quinta elementare Costantino, il parroco di Rivignano don Aurelio, la professoressa di greco del ginnasio liceo Stellini, Gioietta, il caro padre Giuseppe da Bologna, domenicano…). Una meraviglia, se paragono questa “mia acqua” a quella che scorre copiosa a Garlasco o a Rimini o in molti altri “altrove”, in questi ultimi tempi
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