Ora che la signorina Piperno da Roma è tornata a casa dall’Iran dove ha passato in carcere quarantacinque giorni per essere stata “beccata” a manifestare giustamente per ricordare l’ammazzatina (copyright di Andrea Camilleri) vigliacca di Masha Amini, mi viene da ragionare sull’accaduto.

I media la presentano come una travel blogger, cioè una viaggiatrice che pubblica i suoi viaggi su un blog che raccoglie pubblicità per conseguire un reddito.

Oggi ci sono vari tipi di blogger, in generale organizzati e visibili dentro il più vario merchandising / marketing, per lucrare nei rispettivi mercati: tanti clic sul blog, altrettanti centesimi o euro riconosciuti dalla ditta che si pubblicizza sul link; c’è poi il tipo di blogger come me, senza accordi commerciali e con regole precise e rigorose per il dialogo tra me e il lettore. In altre parole, a me arrivano commenti e contatti che – di volta in volta – decido se pubblicare o meno. Se educati e pertinenti li pubblico, altrimenti no.

Di solito pubblico tutto a meno che non vi siano insulti. In quindici anni di vita del mio blog www.sulfilodisofia.it, e la pubblicazione di almeno millesettecento post e una ventina di corsi universitari di etica generale e del lavoro, di sociologia, di filosofia morale e di teologia sistematica in power point, ho ricevuto circa trecento messaggi (pochissimi, dunque), tutti pubblicati eccetto uno solo, che conteneva insulti nei miei confronti, non solo immotivati, ma letterariamente scadenti. Niente da paragonare a una “pasquinata” o cose del genere!

Controllo le statistiche delle visite settimanali/ mensili, e “faccio” numeri di tutto rispetto (circa tremila al mese) che attestano visite da tutti i paesi del mondo nelle seguenti percentuali approssimative: 60% dall’Italia, 20% dal resto d’Europa e 20% dal resto del mondo, con presenze anche dalle nazioni più remote, come le isole Samoa e le Marshall.

Ho scelto di stare nel web in modo curato e rispettoso dei saperi, evitando ogni forma di abbassamento dei toni e dello stile scrittorio, salvo che in certi pezzi dove non esito ad utilizzare l’invettiva e a definire qualcosa come idiozia.

E vengo alla signorina citata. Sono molto lieto che sia stata liberata da quel paese senza democrazia e rispetto per i diritti umani, ma mi chiedo se sia saggio viaggiare in modo così “esposto” in territori di quel genere, peraltro segnalati regolarmente come pericolosi dalla Farnesina.

Se si è maggiorenni e si sceglie di andarci, e di andarci non con lo stile del viaggiatore attento e cauto, ma esponendosi, o per raccogliere immagini e situazioni “forti” e/ o per militanza, si dovrebbe anche accettare di subirne e di pagarne le conseguenze.

Come è successo per le famose “Simone” e le Greta & Vanessa degli anni di guerra Irakeni (la guerra letteralmente “inventata” in modo criminale dal George W. Bush e da Tony Blair, la mia più grande delusione politica dell’ultimo mezzo secolo!), lo Stato italiano si è accollato tutto l’impegno politico, diplomatico e finanziario per la soluzione positiva della vicenda. Addirittura, la signorina è tornata a casa su un jet Falcon dell’Aeronautica militare. Solo il volo sarà costato 50.000 euro… Dico sommessamente: non poteva tornare a casa su un volo di linea?

Spese (nome) quasi come quelle… spese (participio passato) per soccorrere gli sprovveduti che sono caduti con il loro bimbo nel lago ghiacciato l’inverno scorso, calzando delle infradito o giù di lì, o come in altre decine di casi analoghi di persone che vanno in alta montagna con le scarpe da ginnastica e poi restano “incrodati” nottetempo su un sentiero qualsiasi.

La Francia è incazzata con noi per la Ocean Viking posteggiata a Tolone con 230 migranti, mentre a Lampedusa, con il mare calmo, ne arrivano oltre 500 al giorno, la Germania un po’ meno, la Spagna traccheggia, tutti un pochino gelosi&invidiosi di un’Italia, che “ha troppo”: storia, arte, paesaggio, industria, sport, capacità lavorative, troppo, troppissimo. D’accordo che Germania e Francia ospitano più migranti, ma l’Italia li accoglie, li lava, li nutre, li cura, li fa dormire all’asciutto, mai considerandoli “residui”, ministro Piantedosi! Aaah, il linguaggio!

In ogni caso, i portavoce dei ministri di Macron la smettano di inveire contro l’Italia e si tengano i loro problemi interni senza scaricarli su noi. Capiamo bene che Monsieur le President ha problemi sia a destra (Le Pen), che lo rimprovera di lassismo verso i migranti, ia a sinistra (Melenchon), che lo cazzia per humanitas insufficiente, ma, mehercules, la smettano, comunque!

Qua da noi Meloni sta sperimentando quanto difficile sia l’arte del governo, il dottore Piantedosi quanto debba studiare per evitare il linguaggio burocratico borbonico cui è stato un po’ abituato da anni di funzionariato, e di Conte mi sono stancato di dire cose poco lusinghiere.

Sbarra Luigi è il segretario generale della Cisl: come la maggior parte dei “parlanti in tv” è talmente scontato nei suoi detti, e noioso, che lo “adopero” per l’addormentamento serale, a volte al posto del sempre più vieto Crozza.

Osservo le triste manovre in vista del congresso del PD: vecchi vizi immarcescibili, correnti che si affannano a presentare le “correnti” interne come centri di riflessione, ma sono sempre loci di distribuzione di posti di potere e di stipendi, candidature alla segreteria tra il risibile (De Micheli/ Provenzano / Nardella) e il presuntuoso (Schlein, e chi è? 37 anni, pontifica di economia e di società dicendo ovvietà e vecchiume, come quando attacca il Jobs Act, lei che non ha mai visto – ne son certo – un’azienda di produzione, e ha incontrato lavoratori e imprenditori in tutta la sua vita come io in un giorno solo), presentazione di libri di militanti imbolsiti… e qui mi fermo un momento: ne ho sentito parlare per Radio radicale, dove gli amici e compagni si sono fatti fare una lezione di filosofia e si sociologia politica da Lucia Annunziata (riflessioni interessanti, quando ha parlato di “PD territoriali”, però dette con il tono saccente e da superioriy complex che è proprio di questa giornalista), mentre D’Alema si è faticosamente arrabattato sulle “radici della storia della sinistra”, da Marx-Gramsci, e recuperando perfino (!!!) il vituperato Bettino, cioè Benedetto Craxi, morto in esilio. La tristezza continua a sinistra.

Potrei continuare con una pletora, o di disutili, o di noiosi, o di incompetenti, o di mestieranti.

Mi auguro che il competente Tajani riesca a farsi ascoltare in Europa con la sua proposta di intervenire in Africa, alla base del problema, e che il tonitruante Salvini lo lasci lavorare.

Si permetta di lavorare ai competenti, anche se noi Italiani siamo quelli che spesso li lasciano a casa, come abbiamo fatto, con Marco Minniti qualche anno fa, e con Mario Draghi un mese fa.

E che bravi siamo! …e così imperversano le

mediocritates spiritorum animarumque.