Finisco in questo modo citando Max Weber. Il carisma della leadership di questa anziana donna è stato il più banale, quello di status: importante, non perché avesse particolari meriti di intelligenza, cultura, capacità politiche etc., ma solo perché è nata lì, dal grembo di Giorgio VI e consorte, e perché suo padre è diventato re, per l’abdicazione di suo fratello Edoardo VIII.

Alfredo di Sassonia Coburgo e Gotha, un parente ascendente

Caso e necessità incrociati. Nessun merito o quasi, neanche quando avrebbe potuto fare qualcosa per i minatori massacrati dalla sua Prime Minister Mrs Margaret Thatcher nei primi anni ’80. Cari lettori, bisogna ricordare anche questo.

Per questa nobile signora non è valso l’esempio lungimirante di Benedetto XVI, che nove anni fa, ingravescente aetate (in latino: per l’età che avanzava), a ottantasei anni, rinunziò al Ministerium Petri.

Concludo con Max Weber: il grande sociologo tedesco elencava due altre tipologie di leadership: quella di nomina, come un sindaco che viene eletto e fa bene il sindaco, e quella di talento, come in chi, pur nascendo da umile famiglia, per intelligenza, costanza, coraggio, e quindi vero carisma personale, cresce personalmente e socialmente, come tante persone che conosco molto bene (?).