A volte mi prende una collera tremenda, per ragioni diverse. Ne elenco alcune, relative a fatti o comunicazioni di questi giorni.

Sul fatto di Braies. Oooh, almeno ora un Procuratore della Repubblica si è mosso, aprendo un fascicolo su quei due miserabili genitori che sono andati sul ghiaccio con il bimbo di tre mesi: spero che li condannino almeno a pagare il costo dei due elicotteri che si sono mossi per la loro idiozia: mi pare costino almeno 20.000 euro. E a approfondire l’adeguatezza delle patria e matria potestà.

Su alcune scelte editoriali di Rai24. La rubrica mattutina di chi sale e chi scende (chi è + e chi è -) è del tutto idiota: ad esempio, come si fa a dire che la coraggiosa presidente della Banca centrale russa Irina Nabiullina scende? Forse scende nella considerazione del dittator criminale, perché non gli dà ragione. E altre idiotaggini, quotidiane. Forse questi redattori dovrebbero chiarire a sé stessi se il positivo è ciò-che-è-logico-e-moralmente-lecito o se-è-legato-al-successo-o-meno di ciò che i citati protagonisti fanno. Ove valga questo principio, mi potrei aspettare che un giorno o l’altro mettano in positivo il generale Dvornikov et similes homines. Caro Lettore, controlla chi è costui, se vuoi…

Sui rapporti di certi inviati in Ucraina. Alcuni sono bravissimi come Piagnerelli, la Fernandes e la Tangherlini: sintetici, mai piagnoni, capaci di formulare ipotesi non cervellotiche, vista la situazione e l’abbondanza di notizie false di cui sono certamente ogni giorno destinatari. Poi ve ne sono alcuni che farebbero bene a chiedere di essere destinati dall’azienda Rai ad altro; di costoro non faccio nomi, descrivo solo un profilo: c’è uno che ogni volta in cui appare collegato sembra lì per caso, quasi annoiato, lento del proferire verbo e assai poco preciso. Insopportabile.

Sul far rivedere Al Bagdadi, anche se è morto da anni. Siccome l’Isis, o ciò che ne resta, si sta facendo vivo approfittando dello stato di guerra in giro, i nostri bravi redattori, non so se per pigrizia o per altre ragioni, quando parlano di questa struttura terroristica, rifanno vedere l’omelia di Mosul del 2014 di quel criminale, che grazie a Dio è crepato. Cari redattori di Rai24 non avete altre immagini meno inappropriate?

Sul premio agli assassini di Bucha da parte del criminale del Cremlino. Occorre dire e ridire più e più volte di questa orrenda premiazione? Non basta una o due volte, con le opportune critiche a corredo? No? (Sto riferendomi sempre ai redattori di cui sopra)

Delle contorsioni concettuali promulgate da Pagliarulo, presidente dell’Anpi. Sono socialista fin da bambino, turatiano e nenniano, ma mi chiedo se non serva oggi che una associazione come l’Anpi inizi a parlare con la contemporaneità in modo più adeguato, per evitare che ci si chieda: visto che i partigiani sono tutti morti, che senso possa avere… Delle contorsioni dialettiche di Conte dei 5S evito dire, per non citarlo troppo.

Sullo spettatore che fa cadere Lampaert alla Parigi-Roubaix della Pasqua scorsa. Sulle pietre della grande corsa, i corridori sono impegnati a non cadere, a respirare polvere per 50 sui 250 km della gara. Bene: c’è un grandissimo c.ne che se ne sta a braccia larghe sul ciglio e fa cadere il valoroso corridore belga, che fa una tremenda carambola per aria e poi atterra sul culo, senza rompersi il coccige (spero), si alza e riparte. Fossi stato in lui mi sarei alzato, sarei andato dallo spettatore, gli avrei rotto il naso con un pugno e poi mi sarei ritirato. Troppo buono Lampaert. Spero che qualche Procuratore, sempre impegnato a cercare anche reati insistenti, inquisisca quel c.ne.

I tennisti russi esclusi dai tornei in giro per il mondo, a partire da Wimbledon. Danil Medvedev e Andrej Rublev sono il numero due e il numero quattro del tennis mondiale, cioè atleti che possono vincere qualsiasi torneo ai massimi livelli. Sono russi e sono stati esclusi con decisione per me incomprensibile se non alla luce di un pensiero che non pare permettere di deflettere da una linea unica. Mettiamola così: se un ingegnere russo lavorasse a Londra dovrebbe perdere il lavoro? Evidentemente no, perché non è un oligarca filoputiniano. I due campioni si sono espressi contro la guerra in Ucraina ma non stanno quotidianamente militando con il loro dittatore. Non basta. Fuori. Sono contento che un bravo signore e un ex grande tennista italiano come Adriano Panatta la pensi come me e non come Malagò, che è il capo dello sport italiano.

E quante altre cose potrei citare, tra le quali la peggiore è il parlare a vanvera della guerra di aggressione della Russia all’Ucraina, come fanno diversi giornalai e anche docenti, oltre che molti scrittori casuali sul web, sine arte parteque. Ma andate a scopare il mare, che è l’unica attività che vi si confà.