e, piuttosto che cantare “Bella ciao”, canta il bell’Inno nazionale svedese, che qui di seguito propongo.

Du gamla, du fria

1.
Du gamla, Du fria, Du fjällhöga nord
Du tysta, Du glädjerika sköna!
Jag hälsar Dig, vänaste land uppå jord,
Din sol, Din himmel, Dina ängder gröna.
Din sol, Din himmel, Dina ängder gröna.

Tu vecchio, Tu libero, Tu Nord dalle alte montagne
Tu silenzioso, Tu gioiosa bellezza!
Io saluto Te, il paese più amichevole sulla terra,
Il Tuo sole, il Tuo cielo, i tuoi verdi prati.
Il Tuo sole, il Tuo cielo, i tuoi verdi prati.

2.
Du tronar på minnen från fornstora dar,
då ärat Ditt namn flög över jorden.
Jag vet att Du är och Du blir vad du var.
Ja, jag vill leva jag vill dö i Norden.
Ja, jag vill leva jag vill dö i Norden.

Tu troneggi sul ricordo di giorni grandiosi del passato,
quando la gloria del Tuo nome volò sopra la terra.
Io so che Tu sei e Tu rimarrai ciò che eri.
Sì, io voglio vivere io voglio morire nel Nord.
Sì, io voglio vivere io voglio morire nel Nord.

E con te, vadano a nascondersi giornalisti di tutte le risme, della carta stampata e della tv e del web, che ti danno tanto immeritato spazio, a fini meramente di bieco mercato comunicativo.

So molto bene come funziona il marketing mediatico, per cui tu, anche se così inconsistente da tutti i punti di vista, “buchi” in qualche modo il video. Il fatto è che nella campana gaussiana, che comprende la sì detta gggente, la parte centrale, occupante circa l’80% della superficie totale, è piena di encefali umani che si stupiscono per il tuo coraggioso militare, poiché non sono in grado di “guardare sotto” o di “leggere tra le righe” dell’operazione mediatica che furbescamente ti supporta, fin dalla tua infanzia.

Mi chiedo fino a che punto i tuoi genitori siano stati insensatamente strumentali (per ragioni che mi sfuggono) nei tuoi confronti, povera bambina!

Non abbiamo (non ho) bisogno delle tue stucchevoli e banali lezioncine di etica e di economia ambientale. Siamo a questo mondo da mezzo secolo più di te e abbiamo studiato, studiato, studiato, per non lasciarci sfuggire amenità banaleggianti, e stando al nostro posto, come tu non fai. Bambina poco umile.

Che la “politica”, vale a dire le politiche di pressoché tutti gli stati del mondo siano in ritardo colpevole su progetti efficaci di modifica dell’uso delle risorse del Pianeta a partire da quelle energetiche, è verissimo, e su questa strada bisogna andare senza indugio.

Noi, che abbiamo l’età per ragionare tenendo presente, a differenza di te, tutto lo scenario, e per decidere, intendo chi studia, chi consiglia e chi decreta e agisce facendo agire, muoviamoci, altrimenti occorreranno sempre delle “grete thumberi” col ditino alzato a farci presente che occorre svegliarsi.