…amata Italia. Faccio riecheggiare il titolo di un 33 giri del grande Battiato che quattro decenni fa pensò a questo titolo. E anche, con speranza, la bellissima ballata di Francesco De Gregori, viva l’Italia. Con tutti i suoi difetti e tutte le sue incomparabili bellezze.

Questa volta, siccome non è la prima, perché questa nostra patria Italia è povera? Eccoti, caro lettore, una ragione attuale: in questi giorni la magistratura si fa notare per il tramite assai corporativo del suo “sindacato” nazionale, l’Associazione Nazionale Magistrati.

Quando si dice sindacato si dice molte cose, essendo il termine assai polisemantico: sia va dall’intendere le classiche confederazioni che in italia da settant’anni rappresentano la maggior parte dei lavoratori iscritti a un sindacato, cioè Cgil, Cisl e Uil, ai sindacati autonomi, ai sindacati di base, agli albi e ai collegi professionali, etc., sulla traccia di una lunga storia che emerge fin dal Medioevo cittadino delle gilde e delle corporazioni di mestiere.

Si chiamano sindacati, non solo le storiche Trade Unions inglesi, la grande confederazione socialdemocratica germanica, la DGB, i sindacati francesi come CGT e CFDT, nonché Force Ouvriere, le confederazioni di matrice ispanica come Las Comisiones Obreras, ma anche le sigle americane (USA) AFL-CIO, che non sono sempre state, anzi assai poco, di specchiata virtù. Il nome di Jimmy Hoffa in Italia non è noto ai più, ma a me sì, per le sue contiguità con le mafie di quella grande Nazione mista di europei, anglosassoni e italiani, ispanici, nativi e afroamericani.

Ebbene anche la ANM è un sindacato, il sindacato dei magistrati italiani, peraltro organizzato in diverse correnti, come quella “autonoma” o quella “democratica”, etc.

L’Associazione del magistrati, con aulico linguaggio ha fatto sapere qualche giorno fa che se non fossero stati vaccinati al più presto, il loro lavoro, per tutelare la sicurezza, avrebbe certamente subito dei rallentamenti. Sollevazione pubblica quasi generale e… contrordine, compagni!, come si dice…

Un secondo comunicato spiega che il primo comunicato era stato stracapito, o mal riportato dai media, e che nessuno voleva minimamente porsi in una posizione che echeggiasse forme di ricatto surrettizio o esplicito.

Grazie a Dio, siccome il senso morale, la coscienza e il buonsenso non latita anche in molti appartenenti a quella categoria di servitori dello Stato, a conferma della smentita, molti si sono detti pubblicamente in disaccordo con il primo comunicato dell’Associazione.

Il paradosso è questo: che alcuni chiedono il vaccino altrimenti non lavorano, epperò in costanza assoluta di stipendio, mentre altri, ristoratori, albergatori, parrucchieri e altre piccole imprese chiedono solo di poter lavorare, altrimenti non vi sono entrate.

Questa è l’Italia che rischia di confermare ancora la sua attuale povertà di senso civico e di etica generale… mentre qualcun altro si appassiona a temi come l’elezione della capogruppo alla Camera del Partito Democratico.

Per fortuna, assai pochi, cosicché la Patria può essere, o quantomeno apparire, meno povera.