Salvini dice spesso di parlare a nome di 60 milioni di Italiani. Lo correggo pacatamente, anche se la sua affermazione in realtà mi fa infuriare, per questa ragione molto semplice e intuitiva anche da un bimbo di prima elementare: lui può parlare, anche se solo teoricamente, solo a nome di 59 milioni 999mila 999 Italiani, ma non a nome mio, e forse di qualche altro (ritengo molte decine di milioni). Arrogante? Illuso? Mal informato? Parla così “per modo di dire”? Battute di propaganda? Beh, qualsiasi sia la ragione per cui gli viene così facile fare questa affermazione, essa è ben misera. Il politico leghista, come non pochi altri, sia della sua parte politica, sia della parte avversaria, è un contaballe. Et de quo satis, come dicevano i nostri Padri latini.

Bertinotti, interpellato sui cent’anni dalla fondazione del Partito Comunista d’Italia (non Italiano, come dice il giornalista televisivo inculto, cioè non-colto), risponde che se fosse stato presente a Livorno nel 1921 sarebbe stato comunista con Gramsci. Ovvio, fa anche “figo” stare con Gramsci, intellettuale apprezzato fino all’area liberale (ovviamente parlo di Gramsci), e anche eretico (sempre Gramsci) come il torinese che non “avrebbe mai firmato un accordo” (bella gloria!), che “fa figo” lo stesso, soprattutto nei salotti chic de sinistra.

Io invece sarei stato con Filippo Turati, io che invece ho firmato centinaia di accordi sindacali e sociali, sapendo di essere stato socialista, sia quando tutelavo i lavoratori e altrettanto socialista nella mia seconda vita, quella delle consulenze direzionali, dell’etica aziendale e dell’insegnamento accademico.

E’ facile dirsi “comunisti” in un salotto bene, difficile è essere socialista democratico dialogando con proprietà aziendali piccole e grandi, e proponendo una moral suasion per la giustizia e l’equilibrio dei diritti tra le parti.

Il comunismo storico è stato sconfitto, punto. Il socialismo democratico ha vinto, perché ha permeato dei suoi valori equilibranti molte legislazioni e prassi, in ogni parte del mondo. Non occorre essere comunisti per denunziare la violenta finanziarizzazione dell’economia globale, ma la soluzione, Cina e Corea del Nord, ultimi regimi rimasti dal millennio scorso, demonstrant, non è il comunismo di stato, ma ancora l’imperfetta ricerca della democrazia parlamentare, che ha introiettato nella prima parte del ‘900 i migliori principi del liberalismo, e dal secondo dopoguerra a oggi il contributo per una giustizia equa e… giusta, dei valori cristiani e del socialismo umanitario.

…e lascio perdere le infinite amenità che si sentono in questi giorni, provenienti un po’ da tutte le parti politiche, discorsi scontati (Zingaretti, Serracchiani chi?, etc.), sparate isteriche (Meloni), amenità pietose, specie se confrontate con quanto sostenuto dagli stessi solo una trentina di mesi fa, un esempio, “se il 5S vanno con il PD, esco dal movimento” (Di Battista, ma perché lo nomino, essendo costui un ectoplasma?), oppure (Di Maio) “mai con il partito di Bibbiano e degli elettroshock per portare via i bambini alle famiglie”, e altro che sta tra il penoso e lo squallido.

E infine la (non splendida) coppia di contendenti Renzi&Conte, laddove, anche se il primo dice cose condivisibili, come sull’uso del Next Generation Fund (quella da 209 miliardi si chiama così), o sul MES, poi suscita la domanda, ma c’è da fidarsi di uno che è capace di vendere al mercato anche sua nonna? e il secondo, talmente occupato nella falsa modestia da non accorgersi di essere stucchevole nella sua autoreferenzialità. Ma, come insegna la sana filosofia, accorgersi (dal latino ad corrigendum) è già un correggersi. Stop.

L’Italia, quella vera, vive con forza oggi e va verso il futuro, nonostante e il Covid, voglio dire il mondo economico e sociale, lavoratori e imprenditori, medici e infermieri, nonostante questa politica che si autotutela (Razzi spiega bene la cosa), essendo terrorizzata dalle elezioni, che porterebbero via 12.000 euro netti al mese a chi forse sarebbe in grado di guadagnarne forse un migliaio come stradino, e non manco di rispetto agli stradini, perché mi limito a esaminare le biografie, i curricula studiorum e il potenziale di centinaia di deputati e senatori.

E ora, veramente stop.