Se etica significa scienza dell’agire umano libero, possibilmente verso il bene, e se occorre declinarla per uscire dalla genericità delle espressioni mediatiche, allora la possiamo chiamare etica del fine, dove il FINE è l’uomo stesso e la sua vita, individuale e collettiva. In questo caso al lavoro.

Mi sono trovato davanti quasi un centinaio di lavoratrici e lavoratori attentissimi a parlare di etica del lavoro, cioè di come ci si deve comportare al lavoro, titolari e dipendenti, avendo a cuore il “Bene comune” che è un’azienda, affinché possa produrre reddito nel rispetto delle norme del lavoro, della sua sicurezza e dell’ambiente, possa guadagnare e distribuire i proventi in modo equo, pagando i fornitori, gli istituti di legge e i lavoratori, correttamente e con puntualità. Come mettere vicino business e rispetto di tutti.

L’incontro, durato due ore volate via, ha visto la partecipazione di lavoratori appartenenti un’azienda friulana che quasi due anni fa ha vissuto il dramma di un gravissimo incendio, che non la ha fermata, anzi, ha continuato a lavorare ed è risorta più ampia di prima come  l’Araba fenice, e non per caso, ma per causas, per la buona volontà di proprietà e dipendenti, che erano preparati anche ad affrontare la drammatica emergenza, uscendone incolumi.

Di seguito il testo in Power Point commentato durante la lezione.

Corso formazione_lavoratori_17072019