Venerdì 1 febbraio, ore 9.00, Sala Convegni Unione Industriali di Pordenone

Il mio amico ingegnere Paolo in-venta, cioè “trova” quel che c’è nella sua testa abile e abituata al confronto con me e con altri curiosi della vita e delle cose, un convegno, un con-venire verso un tema, un accrocchio di problemi, morali e operativi, quelli del lavoro e della tutela dell’integrità psico-fisica di chi lavora.

Lui scrive nella locandina-invito che, mio gentile lettore, troverai allegata sotto.

Gli aspetti istintivi per evitare ciò che della prevenzione ciò che non è ineluttabile e superare i luoghi comuni… Dopo il focus di qualche anno fa sul “colpo de mona” torniamo a parlare di temi scomodi per chi vuole davvero aumentare i livelli di sicurezza. Considerando che il male esiste, che diverse volte non è evitabile e può colpire casualmente chi è virtuoso come chi è spregiudicato cerchiamo di superare diversi luoghi comuni soffermandoci su alcuni punti inconsueti:  La “cultura della sicurezza” è necessaria ma non sufficiente per ridurre infortuni e malattie professionali.

Oltre a conoscere la teoria (la cultura come “sapere”) bisogna anche saper lavorare bene, cioè anche con sicurezza (“saper fare”).

Oltre a sapere, saper fare sia l’Azienda che i suoi uomini dovrebbero volere lavorare in sicurezza e organizzarsi di conseguenza.

Diversi processi mentali di chi sa, sa fare e vuole fare bene alle volte comunque vanno in crisi esponendoci al rischio.

La trappole mentali senza nessi con la cultura sono subdole.

Il fattore casuale non è eliminabile anche se facciamo fatica ad accettarlo privilegiando quello causale. Esiste un set di “cose da fare” per attenuare ragionevolmente i rischi ma tale “set” non garantisce il risultato. Ciò senza che per ogni incidente si debba chiamare in causa la “mancanza di cultura” o di organizzazione. Aspetti che, grazie alla “626”, “494” e “81”, oggi nelle Organizzazioni lavorative o meno risultano discretamente integrati. Senza, si spera, finire nei luoghi comuni: “bisogna cominciare da bambini, inasprire le pene, fare come in Svizzera, formazione permanente, una buona valutazione dei rischi, verifiche ed email a tappeto, etc. etc.“. Parleranno:

Prof. Renato Pilutti – Teologo, Filosofo pratico, blogger e consulente di direzione

Arch. Fabio Viel – Tecnico della Prevenzione, Maestro di Sci alpino, Istruttore per i Centri Avviamento allo Sport,

Dott. Carlo Bisio – Psicologo del lavoro e delle organizzazioni

P.i. Bruzio Bisignano – Promotore & divulgatore della prevenzione in diversi ambiti: lavoro, scuola, casa,

Moderazione Ing. Paolo Badin – Responsabile Area Ambiente e Sicurezza Unione Industriali Pordenone

Programma

Ore 8.45 Registrazione partecipanti

Ore 9.00 Introduzione & saluto

Ore 9.10 Relazioni di contesto

Introduzione del Prof. Renato Pilutti Il “problema del male” prima di Cristo, nella religione Cristiana e nella filosofia orientale. Casualità e causalità. Prevenzione e sicurezza per i lavoratori, i clienti, i fornitori e gli azionisti: a chi manca la cultura della prevenzione nelle realtà industriale di oggi?

Arch. Fabio Viel Il valore della prevenzione nell’attività di volontariato e dilettantistiche Sicurezza nello sport non vuol dire non farsi male: livello agonistico per vincere e livello amatoriale per partecipare — coffee or telephone break autogestito —

10.20 Relazione tecnica dott. Carlo Bisio Aspetti non culturali della prevenzione e degli incidenti Chi ci può condurre fuori strada? Aspetti cognitivi non connessi alla cultura ma direttamente implicati negli infortuni (hindsight, wysiati, fallacia programmazione, regole del pollice, …) La limitazione della libertà e lo sforzo delle procedure i marshmallow della sicurezza La motivazione, gli incentivi, gli “auto motivati” Le trappole mentali dell’operaio, dell’impiegato e del dirigente Il ruolo della variabile casuale e la generale inaccettabilità

Ore 12.00 – 13.00 “Question Time” preceduto da p.i. Bisignano: La versione di Bruzio

Ore 13.30 Chiusura lavori e consegna attestati

Invito_Kontro_Qultura_Sicurezza_1_FEB_2019 e

Power Point che sarà da me utilizzato

del male