Renato Pilutti

Sul Filo di Sofia

“Fatto”, il participio passato di don Babbeo

Forse Di Maio sibilando “fatto” intendeva, poveretto, che lui, è in qualche modo… fatto. Tutto pressoché falso, inventato, tutto pressoché niente.

Non si capisce come il “sedicente concreto popolar Salvini” ci sia stato, a questo nulla: forse perché ha in testa le elezioni anticipate che forse gli permetteranno di lucrare qualche percentuale di consensi in più, forse, magari ai danni del collega.

In Italia non ci sono sollevazioni popolari, né sindacali, afona anche se urlante e frustrata l’opposizione, quando può farlo. La bella donna Bernini è la più eloquente, e spicca perfino Renzi nella contestazione senatizia, l’autore della fattura elettronica. Non spicca Marcucci, del PD, che sembra passare di lì per caso, inutilmente arrogante.

I due risultati principali che i “dioscuri” -per modo di dir-  vantano, NON esistono: la Fornero è quasi intatta, e gli conviene tenerla così per ragioni finanziarie attuariali, e il reddito di cittadinanza è una presa in giro per importi e platea di beneficiari presumibili. Ed è dannoso, diseducativo, andragogicamente devastante. Se i “dioscuri “vogliono, gli spiego il significato di “andragogicamente”, poiché dubito lo conoscano. ll resto dell’elenco dei “fatto” è meno importante di ogni titolo di “fatto” enunziato. Ridicola, penosa e squallidamente ingiusta è la mancata indicizzazione delle pensioni al di sopra dei millecinquecento euro, e non lo dico perché mi riguarda: ce la faccio lo stesso, grazie a Dio, perché l’importo della mia dignitosa liquidazione pensionistica non mi viene toccato (né gli emolumenti dei miei lavori che continuano): non è “d’oro”. Temevo, però.

Nuove tasse e meno occupazione, com’era prevedibile: il decreto cosiddetto “dignità” è il contrario di ciò che serve al mercato del lavoro: lo dice  un esperto, cioè io, un esperto, al contrario dei tre babbalucchi (crasi tra …  e … ? marameo), ebben sì, oramai sono tre, ché nel novero di questi “statisti” ora comprendo anche il felpato capodelgoverno. E’ dannoso, il decretodignità. Indegno.

La “manovra”, scritta sotto dettatura a Bruxelles, e ricopiata malamente negli uffici governativi italiani, non ha neanche il tempo di essere discussa in Parlamento, come prevede la Costituzione della Repubblica Italiana. Mi pare una cosa grave, vero, caro lettore?

C’è da vergognarsi dei nostri governanti, Conte-master-farlocco compreso, che comunque sono stati messi lì dagli Italiani. E non dico che devono vergognarsi gli Italiani, forse devono studiare un po’ di più, ma questo è difficile, faticoso, e la fatica si cerca di evitare, solitamente. Meglio la realtà virtuale del web, e lo dico senza noiosi moralismi. Oppure la lettura di giornali-che-la-pensano-come-me-e-non-come-te.

In Francia Macron qualche problema ce l’ha, e anche il prode Orban in Ungheria. La cosiddetta Brexit è immobilizzata nella sua irrazionalità democraticista e gli Inglesi se ne sono già pentiti.

Sembra che “mal comune sia mezzo gaudio”, ma non è così. Le cose non vanno bene in diverse nazioni: sembra manchi soprattutto ragionevolezza, dialogo, rispetto reciproco, dove l’intelligenza umana pare non avere spazio, oppure ha lo spazio che si merita in questa fase storica, dove sembra essere sopraffatta da passioni elementari e arcaiche. Gran lavoro da fare, mio gentil lettore!

3 Comments

  1. Enrico Puggioni

    23 dicembre 2018 at 12:07

    Renato se posso permettermi… indicò una cosa che trovo “abominevole”:
    Dal 2019, chi esercitava ABUSIVAMENTE una professione sanitaria da almeno 36 mesi potrà iscriversi all’albo delle professioni sanitarie.
    È l’emendamento 1.6003 della maggioranza inserito nel maxiemendamento!
    Una scelta che trovo folle! Non si dà più valore allo studio, al merito, alla imprenditoria! Stiamo tornando nel piú buio Medioevo! O sono forse io incapace di comprendere il “cambiamento”?

  2. Non sapevo di questo emendamento, Enrico, e ti ringrazio per la segnalazione. Si tratta, purtroppo, di un elemento rafforzativo dei miei giudizi, che non mi diverto per nulla a esprimere.
    Se si vuole, potrei aggiungere anche che la normativa lascia spazio a guru e sedicenti esperti di risorse umane, di psicologia generale e di comunicazione i quali, senza arte né parte, propongono consulenze e formazione, in modalità onerosa, non riuscendo a fornire -se richiesti- documentazione probatoria della loro formazione, dei testi e dei maestri con i quali si sarebbero formati. Mi è capitato di sgamarne un paio nel tempo e li sto segnalando a colleghi e pubblico come posso. Qui posso aggiungere di diffidare di chi presenta sul web biografie nebulose e imprecise ed esperienze e studi non ben documentati. Sono riconoscili, anche perché si presentano solitamente su siti ben curati e accattivanti, e per questo ingannevoli per un certo tipo di pubblico. Grazie ancora, caro amico Enrico.

  3. Dall’altra parte vediamo insegnanti che con tanto di laurea e anni di supplenze e tirocini alle spalle non vengono messi in ruolo pur in un quadro assurdo di assenza di personale nella scuola. Ma vi pare sensato ? Portano più voti queste mancette di fine anno ?

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