…ne conosco un pacco – di cacasotto– e mi fanno pena, soprattutto per loro stessi. La loro è una forma di vigliaccheria, blanda finché si vuole, ma di questo si tratta. Il cacasotto è un fifone, un pauroso. Certamente è un egoista. Piccolo, poiché è piccolo in tutto, ma egoista.

Ora vediamo l’etimologia del grecismo presente nel titolo: teratologìa s. f. [dal gr. τερατολογία, propr. «esposizione, raccolta di cose mostruose», comp. di τερατο «terato-» e λογία «-logia»].

Ebbene, mi par evidente che i cacasotto siano di per sé mostruosi nel loro egoismo autoreferenziale. Paiono, o vogliono apparire, pieni di energie, quasi tronfi, ma in realtà, appunto, rischiano di apparire più fifoni di quello che sono. Se la fanno sotto, piuttosto che affrontare un confronto, figuriamoci uno scontro. A volte lo scontro è inevitabile, perché l’interlocutore, o è stupido o è malvagio. E allora è necessario combattere. ma costoro preferiscono far flanella nella loro comfort zone.

A volte i cacasotto si nascondono dietro paroloni come “senso di responsabilità” e “senso di appartenenza”, che chiamano trionfalmente in inglese commitment. Cercano di turlupinare il prossimo fingendo coraggio laddove non ne hanno, e non sono neppure onesti come don Abbondio, che si dichiarava così: “se uno non ha il coraggio non se lo può dare“.

Temono non tanto per la propria incolumità, ma per le proprie sicurezza economiche e di status, che non va mai diminuito, perché costituisce la loro essenza: casa, auto, sono i symbol che attestano il loro livello sociale, disponibili a difenderli con unghie e denti. Che squallor!

Farò qualche esempio: uno che ti conosce bene, ti apprezza pure, ma non muove un dito per darti una mano se hai bisogno, timoroso di crearsi problemi, ovvero per mera pigrizia; un altro che teme di perdere il proprio standing se si espone a tuo favore pur in una situazione assolutamente innocua; un terzo che…

E poi abbiamo anche gli asini-bugiardi qui spesso citati per altro che per lodi: ad esempio Di Maio, il quale afferma che l’Italia conferisce 20 miliardi all’anno all’Europa, mentre invece sono 13 di cui 11 vengono resi sotto forma di contributi, e quindi al netto sono 2: una falsificazione del 1000%; oppure, sempre lo stesso asino bugiardo: “Vi è stato il 40%  di trasformazioni di contratti di lavoro da tempo determinato a indeterminato nel terzo trimestre del 2018, e quindi un successo del Decreto Dignita“, dimenticandosi di dire, però,  che nel primo e nel secondo trimestre dell’anno in corso le trasformazioni sono state rispettivamente del 57 e del 47% con la normativa del Jobs act. Balle sesquipedali, dunque, ché il cosiddetto “Dignità” ha peggiorato la situazione..

Oppure l’altro socio, quello che fraternizza con i delinquenti degli stadi, afferma che la “Fornero” sta venendo smontata pezzo per pezzo, e ciò non è per niente vero, perché la cosiddetta “quota 100” interesserà forse un paio di centomila lavoratori, forse, riforma  dunque con mille limiti ed eccezioni. La “Fornero” resta perché gli conviene, a Salvini, e a qualsiasi che governi, e ciò per ragioni finanziarie-attuariali. E che ne è della flat tax, che sarebbe interessata pure a me con il 43% di fiscalità complessiva che mi ritrovo? Con la manovra le tasse sono aumentate. Come si vede, ciò che dice in tema di programmi di governo quest’uomo son propaganda e balle.

Tornando al “campioncino” (incredibilmente sempre ben rasato) campano sul cosiddetto “reddito di cittadinanza”: nonostante l’enfasi tutt’ora posta sul tema, si dimentica di dire che dai 9 o 17 miliardi che millantava di poter spendere solo un mese fa e sei mesi fa, rispettivamente, ha dovuto fare marcia indietro fino a 6: poco più di un terzo, e dunque la capienza per persona avente diritto, chissà in base a quali calcoli ISEE, per mese, passa dai vantati 780 euro a 400 forse. E altre falsità che qui potrei elencare.

Questi due imbroglioni vanno smascherati colpo su colpo. Peccato che le opposizioni sono quasi afone o poco credibili, con una Forza Italia ridotta ai minimi termini e un PD capace solo di litigare al proprio interno. Dei sinistri di LeU neppure dico, così come evito di citare i pochi seguaci meloniani, ché sono, gli uni e gli altri, insignificanti.

Ho scritto questo pezzo per mettere vicino le povertà mentali e politiche di questa fase italiana, ma orgoglioso che 27 milioni di Italiani ogni giorno vanno silenziosamente a lavorare, quasi 8 milioni di studenti a studiare e forse 40 milioni di donne a renderci la vita più degna di essere vissuta, nonostante i cacasotto, di cui manca un pur breve elenco, che non riporto perché si tratta di persone da me conosciute e che spero migliorino, i bugiardi e gli asini di cui sopra.