La dose quotidiana di verba salviniana a mio parere ammorba il clima morale e intellettuale della Nazione.

Il suo parlato d’ogni dì, parlo del vicecapo del Governo, quello leghista, contribuisce alla semplificazione cognitiva e all’aumento della superficialità dei discorsi, allena le menti già degradate a peggiorare, titilla i sentimenti peggiori, riuscendo perfino a sembrare buon senso, quasi saggezza popolare. 

Se non tragico, è drammatico che siamo a questo punto. Quando si sentono i suoi pronunciamenti, le sue tirate contro gli attuali ben poco attraenti capi dell’Unione Europea e sugli stessi temi si ascoltano i felpati ologramma-Conte e ministro Tria, vien da chiedersi “ma sono membri dello stesso Governo?”

Posto anche che giochino al vecchio e obsoleto gioco del poliziotto buono e del poliziotto cattivo, hanno stancato da tempo. Purtroppo dall’altra parte c’è il nulla o quasi. Evitiamo di parlare di ciò che resta del centrodestra, ma anche il Partito Democratico non gode di buona salute. E’ impalpabile, e ciononostante si intorta in defatiganti giochi di potere interno, cosicché vi è il rischio concreto che sarà sempre più insignificante nel confronto elettorale. Renzi sta costruendo il suo 10/ 12% di partito, a sentire pronostici interessati, per contrattare qualcosa con i responsabili ex Forza Italia. L’egoico autoreferenziale arrogante ragazzotto di Rignano sull’Arno, questo sta facendo.

Poi c’è la partita dei “papà”, di Renzi stesso, di Boschi e di Di Maio, che hanno fatto qualche erroruccio o erroraccio, al punto che le loro colpe rischiano di cadere sui rispettivi figlioli.

L’oramai ex partitone grillino ansima e sbuffa in mezzo a un bailamme di contraddizioni, in un’Italia che sta in attesa di… Di Battista, questo sta scritto sui giornali. Se la cosa non fosse intrinsecamente comica, farebbe piangere di rabbia.

Tornando al diseducatore civico ci si può chiedere: fin dove potrà tirare la corda? Par che perfino i suoi governatori regionali siano stufi di questa esposizione continuamente polemica, e inutilmente in cerca di sempre nuovi nemici. Come ci potrà essere una svolta?

Finché avrà questo pondus politico e mediatico, il tracotante capitan Salvini [chissà quanto è contento del grado militare attribuitogli dai suoi aficionados!], è difficile che cambi qualcosa. Perché cambi qualcosa il citato dovrebbe mettersi in questione e farsi qualche domanda sui suoi comportamenti, linguaggio, posture, modi, etc..

Ma ti immagini, mio lettor gentile,  un “Salvini” che si mette in gioco riconoscendo così -implicitamente- di avere qualche difetto riducendo un poco la sua ybris? E che ammette di aver bisogno di farsi aiutare? Faccio fatica a ritenerlo plausibile o possibile, troppo orgoglioso è l’uomo, troppo oggetto di lodi e approvazione per porre lui stesso qualche dubbio nel complicato gioco della comunicazione politica, su se stesso.

Lui che, ignorantissimo di Cristianesimo, in campagna elettorale sventola il Rosario mariano e una copia [ridotta] dei Vangeli, non sapendo che la Res Publica Christiana è stata accogliente e ha trasformato la rigida pòlis greca nella civitas cristiana. Salvini invece, senza sapere cosa sia l’ostracismo, vuole ostracizzare quelli che vengono da fuori, non avendo alba di come funziona il mondo, le grandi migrazioni, le derive dei popoli. Che cosa c’entra quest’uomo con Adenauer, Schuman e De Gasperi, veri cristiano-cattolici fondatori di un’Europa che da oltre settant’anni non guerreggia al proprio interno. Ebbene Salvini, sa che cosa ne sarebbe stato del continente senza la visione di quegli uomini?  Sa che la parola “con-fini” significa luoghi condivisi tra diversi? Sa che che le chiese e i monasteri erano aperti a tutti, anche ai servi della gleba che fuggivano dal servaggio? E lui si permette di chiudere? Chiudere cosa? Casa sua? Liberissimo di farlo, ma non pretenda di convertire con arroganza chi sa e pensa più di lui, oltre ad avere una visione etica migliore, più umana, più capace di interpretare il futuro.

Avrebbe bisogno di un aiuto filosofico, che gli faccia intravvedere le negatività del suo comportamento, i punti che alla lunga potrebbero anche indebolirlo, l’incerta cifra etica dell’intero suo comportamento, se per etica intendiamo il Rispetto integrale dell’Essere umano e del Vivente e di tutta la Terra, e del Cosmo.

Non perché lui offenda altri “enti” che non siano gli esseri umani, peraltro in buona [si fa per dire] compagnia di molti altri suoi colleghi di “mestiere”, epperò si dà rilevanza etica alla sua proterva arroganza, perché lede il rispetto basilare che a ogni uomo e donna è dovuto.

La sua sicumera, il suo piglio, i suoi toni sprezzanti, il suo evidente convincimento di non sbagliare mai, perfino il baffo spiovente, che gli dà un volto vagamente minaccioso, quasi à la Gengis Khan, sono offensivi per chi lo ascolta, solo che abbia un minimo di spirito critico. E poi c’è dell’altro: l’aspetto pedagogico-mediatico.

I suoi modi sono diseducativi per chi lo ascolta, specialmente se la soglia cognitiva e critica, e il livello culturale sono bassi. Salvini ha delle responsabilità oggettive sotto questo profilo, se si comporta come è solito fare.

Et de quo satis.