La parola discepolo deriva dal latino discipulus, allievo, che a sua volta deriva da discere, apprendere; si riferisce a chi studia o si rifà agli insegnamenti di un maestro. Ad esempio Paolo o Saulo di Tarso è stato discepolo di uno studioso del suo tempo, di nome Gam’liel; solo in un secondo tempo si è convertito al Cristianesimo.

Nella religione cristiana e in quella islamica per discepolo s’intende -rispettivamente- ciascuno degli apostoli e dei seguaci di Cristo, che predicarono i suoi insegnamenti, ovvero gli allievi di un maestro, un imam, un ayatollah, un muftì, un mullah, un ulema, etc.

Gesù scelse una settantina di discepoli per predicare i suoi insegnamenti secondo quanto si legge in Luca 10-1-20.

Nelle altre religioni non si parla espressamente di discepolo o di apprendista ma semplicemente di seguace del “santo”.

Diamo uno sguardo all’ambiente di Siddharta Gautama, il Buddha e ai suoi discepoli.

I Dieci discepoli principali (o Dieci grandi discepoli: in lingua cinese 十大弟子 shí dà dìzǐ; in lingua tibetana nyan-thos nye-‘khor bcu) sono l’elenco dei dieci principali discepoli del Buddha Śākyamuni, così come presentato in numerosi sūtra del Buddhismo Mahāyāna raccolti all’interno dei Canoni buddhisti cinese e tibetano.

L’elenco comprende i seguenti discepoli del Buddha:

Ānanda (in cinese 阿 Ānán, anche 阿難陀 Ānántuó; in tibetano Kun-dga’-bo)// Aniruddha (in cinese 阿那律 Ānàlǜ; in tibetano Ma-‘gags pa)// Kāšyapa (in cinese 迦葉 _Jiāyè; in tibetano ‘Od-srung)// Kātyāyana (in cinese 迦旃延 Jiāzhānyán; in tibetano Ka-tya’i bu-chen-po)// Maugdalyāyana (in cinese 目犍連 Mujianlian; in tibetano Mo’u-dga-la gyi bu)// Pūrṇa (in cinese 富樓那 Fùlóunà; in tibetano Gang-po)// Rāhula (in cinese 羅睺羅 Luóhuóluó; in tibetano sGra-can ‘dzin)// Šāriputra (in cinese 舍利弗 Shèlìfú; in tibetano Shā-ri’i bu)// Subhūti (in cinese 須菩提 Xūpútí; in tibetano Rab-‘byor)// Upāli (in cinese 優婆離 Yōupólí; in tibetano Nye-bar-‘khor).

Uno sguardo ai dodici apostoli di Gesù di Nazaret. I nomi sono questi: il primo, Simone detto Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo di Zebedeo e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo d’Alfeo e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, quello stesso che poi lo tradì.

L’elenco dei discepoli, che comprende in parte anche gli apostoli, concerne i primi seguaci di Gesù Cristo come racconta il Vangelo secondo Luca 10.1-24, unico testo biblico a riportare che Gesù li aveva nominati e inviati in coppie in missione.

Nella cristianità occidentale si tende a riferirsi a essi come discepoli, nella cristianità orientale come apostoli. Secondo l’originale greco, un apostolo è mandato in missione, un inviato, dal verbo greco apostèllein, cioè inviare, e un discepolo è uno studente; in ogni caso, le due tradizioni divergono sull’accezione della parola apostolo.

Nella Chiesa ortodossa, il 4 gennaio ricorre la festività dedicata ai settanta discepoli, chiamata Sinassi dei settanta apostoli. A ognuno dei settanta, inoltre, è riservata una commemorazione individuale nell’arco dell’anno liturgico.

Ippolito di Roma era un discepolo di Ireneo di Lione, a sua volta discepolo di Policarpo di Smirne, a sua volta di Giovanni evangelista: ecco una modalità di discepolato.

 

L’elenco dei settanta

Giacomo il Giusto, vescovo di Gerusalemme// Cleofa, vescovo di Gerusalemme// Mattia, apostolo// Taddeo di Edessa// Anania, vescovo di Damasco// Stefano protomartire// Filippo l’Evangelista// Procoro, vescovo di Nicomedia// Nicanore// Timne, vescovo di Bostra// Parmena, vescovo di Soli// Nicola, vescovo di Samaria// Barnaba, apostolo e vescovo di Milano// Marco, evangelista e vescovo di Alessandria// Luca, evangelista// Sila, vescovo di Corinto// Silvano, vescovo di Tessalonica// Crescente// Epeneto, vescovo di Cartagine// Andronico, vescovo di Pannonia// Ampliato, vescovo di Varna// Urbano, vescovo di Macedonia// Stachis, vescovo di Bisanzio// Barnaba, vescovo di Eraclea// Figello, vescovo di Efeso// Ermogene, vescovo di Efeso// Dema di Tessalonica// Apelle, vescovo di Smirne// Aristobulo, vescovo di Britannia// Narcisso, vescovo di Atene// Erodione, vescovo di Patrasso// Agabo il profeta// Rufo, vescovo di Tebe// Asincrito, vescovo di Ircania// Flegonte, vescovo di Maratona// Ermes, vescovo di Dalmatia// Patrobulo, vescovo di Pozzuoli// Herma, vescovo di Filippi// Lino, vescovo di Roma// Caio, vescovo di Efeso// Filologo, vescovo di Sinope// Olympas, martire a Roma// Rhodion, martire a Roma (forse lo stesso di Erodione di Patrasso)// Lucio, vescovo di Laodicea// Giasone, vescovo di Tarso// Sosipatro, vescovo di Iconio// Terzio, vescovo di Iconio// Erasto, vescovo di Panea// Quarto, vescovo di Berito// Apollo, vescovo di Corinto// Cefa// Sostene, vescovo di Colofone// Tichico, vescovo di Colofone// Epafrodito, vescovo di Andriace// Cesare, vescovo di Durazzo// Marco, cugino di Barnaba, vescovo di Apollonia// Giuseppe Barsabba, detto Giusto, vescovo di Eleuteropoli// Artema, vescovo di Listra// Clemente, vescovo di Sardica// Onesiforo, vescovo di Corone// Tichico, vescovo di Calcedonia// Carpo, vescovo di Berito// Evodio, vescovo di Antiochia// Aristarco, vescovo di Apamea// Marco, detto anche Giovanni, vescovo di Bibliopoli// Zena, vescovo di Diospoli// Filemone, vescovo di Gaza// Aristarco// Pudes// Trofimo.

La tradizione ortodossa si basa sull’esistenza di un resoconto di Doroteo, vescovo di Tiro, del III secolo; la versione pervenuta ai giorni nostri è dell’VIII secolo. Secondo i redattori della Catholic Encyclopedia, «queste liste sono sfortunatamente prive di valore». Secondo Eusebio di Cesarea, all’epoca della nascita del Cristianesimo non esisteva alcun elenco, e nella sua Storia Ecclesiastica riporta tra i settanta solo Barnaba, Sostene, Cefa, Mattia, Taddeo e Giacomo, fratello del Signore.

Nel mondo greco troviamo Socrate, che passeggiava con diversi allievi, tra i quali nientemeno che Platone. Platone fondò l’Accademia, una scuola filosofica cui si accedeva solo a patto di frequentare previamente, sulle tracce dell’insegnamento di Pitagora, perlomeno per un biennio una scuola di matematica, algebra e geometria, che lui riteneva scienze propedeutiche a ogni filosofeggiare. Alla guida della Scuola lasciò Speusippo, e non Aristotele, che era stato con lui quasi un ventennio. Dal Liceo aristotelico, dedicato ad Apollo, luogo deputato per i seguaci/ discepoli del grande di Stagira, partivano i passeggiatori pensanti, i peripatetici, il cui nome derivava da un luogo di Atene detto Peripato. Tra questi vi era  Teofrasto, successore di Aristotele alla guida della Scuola, e Andronico di Rodi, colui che raccolse gli scritti del Maestro, i quali ebbero poi alterne e pericolose vicende, fino al Medioevo.

Altri pensatori greci che amavano condividere con i giovani le loro ricerche sono: Epicuro, con il suo Giardino di allievi. Bella metafora, vero? E poi Zenone di Cizico, il maestro cinico, e Pirrone di Elide, lo scettico.

Nel mondo cristiano il monachesimo ha favorito il discepolato, soprattutto a partire dalla proposta regolamentare di san Basilio di Cesarea, di sant’Agostino, che aveva diversi amici/ discepoli, come Possidio, il suo biografo. In seguito troviamo san Benedetto, che elaborò e applicò una Regola molto adatta a favorire la crescita spirituale e intellettuale dei giovani monaci. Cito anche gli ordini mendicanti del XIII secolo, di san Francesco e di san Domenico e infine santa Teresa d’Avila e san Giovanni della Croce, fondatori del movimento carmelitano. Non dimentichiamo sant’Ignazio di Loyola, con il suo esercito “gesuita”, fedele al papa e alla chiesa “perinde ac cadaver“.

E io nel mio piccolo, senza far nomi, ché sarebbe scelta indelicata, posso dire di aver avuto nei decenni in cui ho studiato e lavorato insieme alcune decine di allievi o discepoli, tra cui ne ricordo nove in particolare, che attualmente hanno dai ventidue ai quarantasette anni, passando per i ventisei, i ventisette, i ventotto, i trenta, i trentuno, i quarantadue e i quarantaquattro, perché mi sono i più cari. Ognuno di loro, se mi leggerà, probabilmente si riconoscerà in questi cenni. E spero che sia lieto/ a nel riconoscersi.

Allievi/ discepoli con ciascuno dei quali, di volta in volta, son stato e sono discepolo anch’io.