Mio caro lettore,

cito un allenatore di calcio che, se messo a confronto con i politici attualmente in auge in Italia, farebbe la figura di un intellettuale di prim’ordine. I politici sottintesi sono dunque, ovviamente, Di Maio e Salvini in primis, e in secundis alcuni della legislatura che non riesce a finire, tipo Boldrini, Grasso e altri di tutti e tre o quattro schieramenti, lasciando perdere i Meloni e affini.

Voglio ricordare ai lettori miei che non seguono il calcio, che Boskov allenava la Sampdoria di Mancini, Vialli, Briegel e Cerezo tra altri giocatori di vaglia, quella che vinse l’unico scudetto della sua storia e arrivò in finale di Coppa Campioni perdendola dal Barcellona. Boskov è stato dunque, sul suo, molto autorevole ma, da questi assunti, lo è stato anche più in generale, e certamente più dei troppo volte citati soliti perfin troppo noti. Ma scompariranno alla vista tra non molto, mi par di poter dedurre dai fatti.

Potrei anche parafrasare il detto boskoviano in questo modo, e forse i poveretti sopra citati mi capirebbero “Elezioni vince chi ha maggioranza“.

Qualche fine esegeta della politica, ma anche solo chi abbia una qualche conoscenza del mondo ex comunista potrebbe dire che Boškov aveva in qualche modo introiettato il modello centralista-autoritario tipico dei regimi di quell’area e di quel tempo, per cui si ubbidiva (si doveva, anche obtorto collo) al Partito, al Primo Segretario, al Presidente, cosicché, magari a livello inconscio, nell’ambito di una partita di calcio quel ruolo era dell’arbitro. In ragione di ciò… “E’ rigore quando arbitro fischia”. Tranquillo, oggettivo, reale, vero.

E, secondo l’entimema (l’entimema è un sillogismo abbreviato che esprime una logica inferenziale -cioè deduttiva- immediata) derivante dal primo sillogismo di Aristotele, siccome nessuno dei partiti o coalizioni ha ottenuto la maggioranza (se non relativa) il 4 marzo scorso, checché ne farfuglino i due principali su notati, NESSUNO HA VINTO LE ELEZIONI POLITICHE DEL 4 MARZO 2018. Secondo Boskov e secondo la logica del grande Stagirita e nostra, tuttora corrente. Ma non per Di Maio e Salvini. Ma cz, caro lettor mio, se sei un elettore di quei due, ti sei accorto che non ci arrivano proprio, o no? E, comunque, non ti sei accorto che la loro ignoranza è continuamente stimolata da altrettanta presunzione, in un oramai inarrestabile circolo vizioso? Se del caso e se ci tieni alla loro fama (usurpata) potresti consigliargli un testo sacrosanto che qui ti indico ben volentieri: Pragmatica della comunicazione umana, di Watzlawick, Beavin e Jackson, edito da Astrolabio. Si tratta di un testo non facilissimo, per cui potrebbe essere utile un aiutino interpretativo-esegetico, del quale ti farei dono a-gratis, per interposta persona. A fin di bene, s’intende, per il loro bene, e anche per il tuo.

Parliamo  per due righe o poco più di Renzi, anche lui campione di semplificazioni sesquipedali. Il giovine di Rignan sull’Arno non brilla di molta coltura della mente. Iersera, anche lui, da quell’ironico falsetto conduttor di Fazio: Il M5S e la Lega hanno vinto (e dàie!), e dunque governino, il PD ha perso e quindi stia all’opposizione. Prima di tutto, dear Renzi, il M5S e la Lega NON HANNO VINTO, e comunque il PD è arrivato secondo dietro Casaleggio&Grillo (devo cominciare a non nominare più Di Maio, come se fosse un chierichetto o un dèmone, a proposito, lui veste come insegnava a fare Togliatti: gli oppositori devono essere -o sembrare- esteticamente come i funzionari dello Stato, per non destare inquietudine nel popolo), secondariamente, perché da segretario dimissionario va a dare la linea in tv quando è convocata la Direzione tra un paio di giorni? Certo, non è colpa sua se esistono in “renziani”, i quali, in quanto tali, sono dei sacrosanti poveri beoti che amano l’etero-direzione.

Ci sono al mondo i maschi “Alfa” e i gregari: ecco, uno come Renzi, ma ne conosco altri, e non pochi, che amano circondarsi da gregari, perché, non avendo un’autostima equilibrata, teme che il proprio potere venga messo a repentaglio da altri maschi “Alfa”. Ad esempio, è anche per questo che io preferisco da sempre, salvo un caso eccezionale riferito alla maggiore azienda della regione, una multinazionale dove son stato Direttore delle Risorse umane del gruppo, la Consulenza direzionale e la Moral Suasion, alla Dirigenza aziendale: da maschio “Alfa” preferisco preservare le mie energie alla creatività e ai fatti, piuttosto che alle lotte di potere. A proposito, nella mia esperienza ho incontrato anche delle donne “maschi Alfa” e, attenzione, erano ben più caz.ute della povera Boschi.

Ooooh, il-facilmente-licenziabile-per-statuto dalla Casaleggio&C (da ora in avanti chiamerò così Di Maio, anche se sarà più faticoso), dopo avere ascoltato l’intelligentissima intervista fazio-renziana, ha sbottato, o sbroccato, essendogli partito l’embolo (e ciò non è una excusatio, beninteso) in questo modo: “La pagherete“, suona camorristico o no signor Di Maio? Non le pare? No? E allora cosa suona? Bambinesco? Capricciesco? Beh, furfantesco senz’altro. Oppure echeggia il sessantottin-settantasettesco “Pagherete caro, pagherete tutto“?

Che cosa deve pagare il PD, caro facilmente-licenziabile-per-statuto ? Che fai, minacci? Ricatti? Come mai vuoi tanto metterti insieme in qualche modo con chi hai denigrato e insultato fino a qualche giorno fa? Hai cambiato idea o giudizio? Ti sei sbagliato prima o sbagli adesso? Non ne esci, my dear facilmente-licenziabile-per-statuto .

Un consiglio: riprendi umilmente a studiare, ma nell’ombra e parti dalla biografia di Vujadin Boskov.