radiotelescopiTrovo sul web, per ragionare su un tema importante, quello della nostra solitudine o meno nel cosmo, dopo che un segnale forte è giunto sui monitor terrestri dallo spazio profondo.

Nessuno sta affermando che questo (segnale) sia dovuto ad una civiltà extraterrestre ma (vista la sua natura) merita comunque ulteriori studia” ha dichiarato Paul Gilster curatore del sito ‘Centauri Dreams’ che approfondisce lo studio del cosiddetto spazio profondo Il segnale proviene dalla stella HD164595 con una massa quasi identica a quella del nostro Sole a circa 95 anni luce della Terra in direzione della costellazione di Ercole.

La stella, la cui età stimata è di 6,3 miliardi di anni, contro i 4,57 miliardi di anni del Sole,  ha almeno un pianeta noto e potrebbe averne di più. “Studiando la forza del segnale i ricercatori affermano che proviene da un radiofaro isotropico la cui potenza sarebbe possibile solo se ci trovassimo di fronte ad una civiltà di tipo II sulla scala Kardashev (superiore alla nostra che è ferma ad un livello tra 0 e I)”, ha spiegato Gilster riferendosi alla scala di civilizzazione inventata dall’astronomo russo Nikolaj Kardashev e utilizzata dal programma Seti di ricerca di segnali di forme di vita intelligenti.

Il primo a dare la notizia della scoperta è stato un italiano, l’astronomo Claudio Maccone, torinese, che lavora proprio al progetto Seti, secondo il quale “è indispensabile un monitoraggio permanente della stella“.

Cosa ci fa pensare una cosa del genere? Ci fa abbassare le ali, forse?

Pensare di non essere gli unici esseri pensanti autoriflessivi nello spazio profondo forse può aiutare. Che cosa possono pensare di questo umani che solitamente si collocano come “ombelichi del mondo”‘? Provo a dirlo con qualche esempio: il mafioso che spara a chi non paga il pizzo (su questa piccola terra nella sua minuscola vita), l’assassino jihadista che tenta di scannare un altro essere umano (su questa piccola terra nella sua minuscola vita), il cinico profittatore che vende pattume finanziario ai clienti (tipo Zonin o altri del genere) con il sorriso (su questa piccola terra nella sua minuscola vita), e, perché no, anche chi criminale non è, ma quasi “santo” laico, come Roberto Saviano, che pontifica su tutto dall’alto di un ego debordante e vanaglorioso (su questa piccola terra nella sua minuscola vita), e via dicendo…

Tutti e quattro peccatori -in grado diverso- di superbia spirituale, fomite e origine di ogni vizio successivo.

Ma chi siete, oh piccolini, esempi abbastanza miseri dell’uman genere, da poter ritenere di essere importanti al punto da togliere la vita agli altri, da rovinare la vita di altri, da insegnare a vivere agli altri? Vi siete mai, mai misurati con la dimensione cosmica? o dell’incondizionatezza divina, che qualcuno di voi invoca, inopinatamente e impunemente (finora), o del vostro limite umano, anagrafico, temporale? Vi siete mai immaginati vecchi, indeboliti, ingrigiti, piegati, finiti in un mucchietto di fosfati? voi che arrogantemente uccidete, imbrogliate, pontificate dal basso della vostra pregnanza entitativa e ontologica?

Non vi sentite un po’ ridicoli? Ditemi, ditemi, ché forse la resipiscenza nella modestia delle vostre vite è medicina di umiltà salutare.

Oppure l’insignificanza, di fronte a quello che si annunzia e non conosciamo, di fronte all’Immenso, vi accoglierà nell’oblio di ciò che è passato senza lasciar traccia.